Why do you love Cotugno? Diario di un salentino in Russia – Settimana 6

di Antonio Schiavano

Il caldo è una sensazione di malessere. Una terribile disagio che mi perseguita sin da quando sono nato in un torrido agosto salentino. Perché? Perché ti impedisce di fare qualsiasi cosa. Cammino e sudo. Mangio e sudo. Dormo e sudo. Penso e sudo. Sudo, sudo, sudo e la voglia di vivere scivola, scivola va via.

14957975_10210672426267266_15118448_oA Mosca è arrivato il freddo e ne sono felicissimo. È tutto più bello con il freddo, oddio forse un bagno a meno due gradi non è la cosa più consigliabile; però, con il freddo vale la pena ricominciare a vivere. Esci, ti imbacucchi con la tua sciarpa e il tuo cappello rigidamente rosso-azzurri perché un po’ di nostalgia fa sempre bene.  Cammini non sudi, anzi senti il desiderio di proseguire per riscaldarti un po’, mentre l’aria di montagna che ti assale, ti distende, ti rilassa.

A Mosca è arrivato il freddo. Oh quant’è bello il freddo. È tutto incredibilmente più bello. Tutto o quasi, ecco magari un bagno nella Moscova lo eviterei. Freddo, vale la pena ricominciare con questo freddo. Il gelo che pizzica il volto ricoperto dalla sciarpa rosso-azzurra così come il cappello, perché un po’ di nostalgia fa sempre bene. Cammini non sudi, anzi passo dopo passo la voglia di proseguire è sempre maggiore non fosse altro per il tepore che ti regala quel gesto. Il freddo ti distende, ti rilassa, persino fumare è più bello con il calore che ogni boccata diffonde in tutto il tuo corpo.

Con il primo vero freddo è arrivato anche il momento del primo taglio di capelli. Come? Si gela e pensi a tagliare i capelli. Credo che la mia idiosincrasia per il caldo nonostante la mia provenienza dimostri già quanto io sia 14961297_10210672426307267_1112430106_ncontraddittorio. Sono assalito da un profondo terrore. Cosa faranno dei miei capelli? Sia chiaro, se il vostro ideale di bellezza è Putin io sono contrario, io il mio cuoio capelluto me lo vorrei tenere stretto ancora per un po’. Dio ringrazi Google immagini senza di lui probabilmente ora mi ritroverei a piangere ripensando ai poveri capelli caduti solo per un mio insano e incomprensibile capriccio.

Ovviamente anche il freddo è capace di regalare dei momenti di memorabile tristezza.  Giovedì, zoo di Mosca. Decidiamo di saltare la lezione di russo, tanto abbiamo solo fonetica e non ci va di assistere impotenti al povero Frank (cinese) che invano cerca di pronunciare la r, senza mai perdere il sorriso.  Sushentov è andato a Valdai per fare domande a Putin e quindi siamo liberi. Finalmente un giorno fuori dal dormitorio, cosa che durante la settimana accade molto di rado, anzi fino ad ora forse non era accaduto mai. Andiamo allo zoo. Entriamo. Il cielo è tetro, plumbeo, insomma milanese.

Scimmie, elefanti, leoni e tigri ingabbiate in un clima ostile. Claustrofobia, inquietudine i sentimenti provati durante le due ore trascorse fra gli animali in cattività. Lo zoo di Mosca d’inverno come essenza stessa del disagio.

È una menzogna dunque che il freddo renda tutto più bello? No, affatto. Evitare alcuni posti, però, è fondamentale, soprattutto lo zoo. Mosca non è Roma, né Firenze e neppure Venezia. Non è una città che ti attrae con le sue maestose bellezze, anzi tolta Piazza Rossa e Cremlino sono pochi i 14895572_10210672426347268_1660153461_omonumenti e i luoghi d’attrazione per un turista. Mosca è come Milano. Il Duomo, Brera, Castello Sforzesco e poi? Mosca come Milano la devi comprendere pian, piano. Come nel capoluogo lombardo ogni angolo può rivelarti dei luoghi sublimi, come lo spettacolo degli stagni patriarshi. Come Milano tanti piccoli locali da scoprire giorno dopo giorno. Mosca è una città a-turistica.  Senza fori, senza verde, senza cielo, senza niente eppure Mosca mi pare già di amarti.

Avatar

Redazione

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account