Why do you love Cotugno? Diario di un salentino in Russia – Settimana 1

Aula 109. Forse la scena più divertente vissuta da me e Jasmine, la mia compagna di viaggio (e in molti casi totale ancora di salvezza), in questi primi giorni a Mosca.

schiavano1Entriamo lentamente. Dobbiamo semplicemente ritirare il nostro badge, ma con la nostra scarsa, anzi inesistente, conoscenza del russo ogni piccola richiesta è un’impresa. Alla nostra sinistra un piccolo acquario, colmo di pesci di ogni forma e specie. Voltiamo lo sguardo di poco, sulla destra, un pappagallo azzurrino cinguetta e vola indisturbato, ma il mio volto si ferma stupefatto su un’immensa bandiera presente dietro il pennuto. Su di essa giganteggia un colossale sol dell’avvenire, con una piccola, quasi invisibile falce e martello sotto di esso.

Se ci si distrae per un attimo, la cortina di ferro sembra quasi non essersi mai dissolta. Sui vagoni della metro giganteggiano i simboli dell’Internazionale Comunista e un colossale “Decreto sul mondo” accoglie gli studenti nella mia università. Anche durante le lezioni gli encomi per gli Yankees non sono poi tanti, e il supporto per Trump non è neppure così velato.

Ja ne gavariu pa ruski. Ja ne gavariu pa ruski. Ja ne gavariu pa ruski.

schiavano3Il russo, forse questo il più grande problema incontrato sino ad ora. La maggior parte della popolazione non conosce una singola parola di inglese. Non solo, non provate mai a parlare ad un russo in una lingua che non sia la loro, si intimoriranno, si chiuderanno a riccio e probabilmente mediteranno di iniziare una guerra nucleare contro la tua nazione. Prova a dir loro qualsiasi cosa anche in un russo terribilmente maccheronico e si scioglieranno come neve al sole, si prodigheranno per te e saranno pronti anche a condurti in cima al mondo.

Il freddo, il freddo, il freddo. Probabilmente sarà il maggior problema di questi cinque mesi. Il raffreddore è un rito di iniziazione. Due giorni, qualche sigaretta fumata con l’outfit sbagliato e si è subito sommersi da una valanga di fazzoletti intrisi del tuo putrido catarro. Nove, dieci gradi, vento gelido e si è solo a settembre, ad ottobre ci sarà già la neve e a novembre gli orsi polari saranno i tuoi vicini di casa.

Gli scarafaggi. Tarakani. Loro saranno sicuramente uno dei simboli di quest’esperienza. Li puoi trovare dappertutto in ogni singolo angolo della tua camera. Jasmine è ormai la massima esperta di scarafaggi probabilmente dell’intero universo. Conosce ogni singolo espediente per ammazzarli, intimorirli, sfidarli, ma anche i tarakani, a volte, riservano piacevoli sorprese.

Russo, freddo, scarafaggi: sono loro le uniche insidie di questa città, per un pigro come me quasi insormontabili. In pochi giorni devi immediatamente riassettare le tue vecchie impostazioni mentali. La metro più vicina è a sola due chilometri, ma per qualsiasi russo è ad appena due passi. Con Jasmine siamo perfino stati derisi da un tassista nei primi giorni perché volevamo chiedergli di percorrere una distanza a suo dire irrisoria.

I taxi sono una delle più grandi soddisfazioni. Spendere poche centinaia di rubli (un euro vale circa 70 rubli) per giungere dall’aeroporto (distante circa 40 km) al dormitorio è sicuramente stato motivo di grande gioia. Anche il cibo non ha deluso. Per un italiano andare via dal Belpaese è sempre un trauma. La cucina caucasica è ottima e andare a mangiare fuori costa quanto bere un paio di birre a Roma.

Il caffè, altro grande supplizio di ogni vacanza all’estero. Le mie sei buste di caffè Quarta sono ancora ermeticamente chiuse e non credo le aprirò mai. I baristi della Luiss dovrebbero venire a lezione dal mitico barista del dormitorio.

L’università. La leggendaria burocrazia italiana è nulla in confronto a quanto bisogna affrontare in Russia. Autorizzazione e documenti da firmare persino per andare a pisciare, ovviamente in penna blu, ma quando entri in aula e scopri di avere lezione con un ex spia sovietica, che ti prospetta di far finire il tuo lavoro sul tavolo di Lavrov, ogni risentimento fugge via.

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Antonio Schiavano

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