Una stretta di mano lunga 16 anni

di Nicola Anastasia – già amministratore del comune di Racale

La storia politica e amministrativa della” Stretta di Mano” comincia nel 1972, quando un blocco di potere consociativo tra politica e potere economico poco trasparente porta alla nascita di questo movimento in occasione delle imminenti elezioni amministrative. Un gruppo consistente di militanti del PCI non accetta la linea politica del “centralismo democratico” di quel partito che imponeva alcune scelte di rappresentanza non gradite sia dai tesserati sia dai cittadini più deboli che avevano subìto tante delusioni.

1975 – l’assessore Nicola ANASTASIA premia un giovane dopo una gara sportiva. Gli è accanto il sindaco del tempo, l’avv. Benito SCHITO

Si consuma in quell’occasione la prima scissione del partito. Per la prima volta sulla scheda elettorale compare il simbolo della Stretta Di Mano in un cerchio con la scritta UNITA’ – PACE – LIBERTA’. Quando tutti pensavano ad un fallimento clamoroso, si verificò invece una brillante vittoria, con la conquista di un consigliere comunale. Non scattò il secondo consigliere per una manciata di voti.

Nel 1973 si era delineato un insanabile conflitto tra i militanti della sezione del partito comunista di Racale, nel quale intervenivano di sovente autorevoli membri del comitato centrale del partito nazionale i quali ammonivano gli iscritti con frasi che avevano miglior fortuna nel mondo sovietico, tipo “è meglio avere torto con il partito anziché avere ragione da soli”.

Si arrivò così alla classica epurazione di quei militanti che non accettavano di asservirsi alle decisioni che venivano dalla segreteria provinciale di Lecce ed anche da Roma, i quali, dinanzi alle decisioni di rifiuto del dialogo, avviarono una forte intesa con la neonata Stretta di Mano.

Nella primavera del 1974 il governo di Racale di centro-destra va in crisi.

Dopo una breve gestione commissariale in autunno si torna alle urne. Dal risultato elettorale gli eletti della Stretta di Mano passano da uno a due. Per la prima volta in Italia, così come era successo per il “centralismo democratico”, si fa l’esperienza amministrativa del “compromesso storico” e nasce un governo formato dalla Democrazia Cristiana e dai 2 rappresentanti eletti della lista civica. Questo governo durerà appena 2 anni, quando, a causa di divergenze tra i gruppi dirigenti riguardo ad alcune iniziative amministrative, la D.C. cambiò alleato, formano una giunta con il rappresentante del Movimento Sociale Italiano. Accade quindi che la maggioranza precedente composta da dieci consiglieri della DC e due della Stretta di Mano, passa a quella di 10+1.

Un santino elettorale dell’epoca della lista STRETTA DI MANO e il SIMBOLO della lista

Da quel momento il movimento SdM rimane sempre all’opposizione fino al 1985, quando torna nuovamente al governo nella consiliatura 1985-1990, in una giunta di sinistra (comporta da 5 consiglieri comunali del PCI, 3 del Partito Repubblicano e 3 della Stretta di Mano) che opera per circa due anni e mezzo, sino a quando il Sindaco dell’epoca, il dott. Walter DELLA FONTE, che rappresentava il Partito Repubblicano Italiano, e l’intera giunta si dimettono volontariamente con una eloquente motivazione, inserita a verbale dall’allora Segretario comunale: “per troppa litigiosità in seno alla giunta”.

A questo punto finisce il cammino iniziato nel 1972 dal movimento e la sua esperienza nella comunità Racalina.

Sono stati 16 anni di Stretta di Mano in cui si è visto nel paese grande fervore ed entusiasmo da parte dei tanti militanti che davvero dimostravano di credere in un futuro migliore. Anche coloro che non votavano S.d.M stimavano e lodavano il comportamento e il lavoro svolto nell’interesse di tutta la cittadinanza, da parte degli eletti in consiglio comunale.

Partendo da una cultura politica di sinistra, questa formazione politica aveva coinvolto nel suo progetto locale tante persone ed elettori non solo di estrazione cattolica ma anche della base dei partiti di destra.

XI congresso nazionale del Pci – Roma, EUR. (1) Ninì Coluccia, Sindaco di Martano, Nicola Anastasia; l’On. Le Mario Foscarini; l’On. Le Giorgio Casalino; Franco Montinari. Tutti delegati al congresso

L’autofinanziamento per le spese di gestione è stato da esempio per tutti. Sono state messe in campo sottoscrizioni per la raccolta di fondi per aiutare persone in difficoltà, al di là della loro fede politica. Nella sede fisica della S.d.M. quasi tutte le sere si tenevano riunioni per discutere sui problemi del paese e sulle iniziative da prendere.

L’entusiasmo non mancava anche perché il movimento si avvaleva della consulenza gratuita di professionisti specifici nel campo tecnico-urbanistico e giuridico, specie quando si dovevano affrontare tematiche che riguardavano il territorio.

Non posso, in questa sede, non ricordare l’apporto dell’architetto Mario Fasano, di Melissano e dell’ingegnere Ermanno De Matteis, di Cavallino (futuro Presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Lecce), i quali, in collaborazione con il compianto ingegnere Angelo Simeone, segretario della SDM, preparavano il gruppo degli eletti in consiglio comunale quando l’o.d.g. prevedeva tematiche tecniche del territorio.

Nicola Anastasia oggi, a sx della foto

La consulenza legale, relativa alla legislazione urbanistica, che ha riguardato anche l’annoso problema dei confini con i comuni contermini, era fornita dal professore Massimo Severo Giannini, luminare del diritto amministrativo, che in una occasione ricevette nel suo studio a Roma il sindaco Della Fonte ed il vicesindaco, il prof. Giuseppe Sabato, che rappresentava la SdM in giunta.

Dopo 16 anni il movimento SDM si scioglie, soprattutto perché i tempi cambiano anche a livello nazionale e si assiste a rinnovamenti radicali sia nella formazione e gestione dei partiti che nella elezione delle giunte comunali (in quel tempo c’è la riforma che prevede l’elezione diretta del Sindaco).

Tutto ciò porterà forse effetti non previsti e non voluti, quali la fine dei partiti e delle militanze tradizionali e giuste, e porterà a un modo nuovo di concepire la politica e di approcciarsi ad essa.

Della Stretta di Mano, di questo movimento civico che nasce grazie alla passione politica di tanti giovani e uomini e donne di Racale, resta nella memoria di tanti un caro ricordo, legato all’idea di una politica fatta di ideali e di DOVERE CIVICO.

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