Tutela dei confini e contrasto alla tratta di esseri umani: intervista al Dott. Martino Santacroce, dirigente della Polizia di Frontiera di Ventimiglia

Martino Santacroce è dall’agosto scorso a capo della Polizia di Frontiera di Ventimiglia. laureato in Giurisprudenza ed abilitato all’esercizio della professione legale, ha conseguito il Master di II Livello in Scienze della Sicurezza presso “la Sapienza” ed è autore di pubblicazioni giuridiche, avendo collaborato alla cattedra di diritto del lavoro presso _mg_2031l’Università di Lecce. Nella Polizia di Stato ha già conseguito una pluriennale esperienza, avendo prestato servizio presso il Reparto Mobile di Milano, la Polizia Stradale e la squadra Volante, nonché la Squadra Mobile di Crotone, dove in qualità di Responsabile della Sezione Reati contro il Patrimonio e la Pubblica Amministrazione, si è occupato della cattura di un noto e pericoloso latitante appartenente alla ‘ndrangheta crotonese di Isola Capo Rizzuto. È stato poi nominato dal dipartimento della pubblica sicurezza dirigente della polizia di frontiera aerea presso l’aeroporto di Cuneo e del commissariato di limone Piemonte ed attualmente dirige la polizia di frontiera di Ventimiglia.

Gli abbiamo fatto qualche domanda per meglio comprendere il delicato periodo che il nostro Paese sta attraversando.

– Dottor Santacroce, da quanto qui a Ventimiglia?

Sono arrivato a Ventimiglia a luglio 2015 proprio durante la protesta dei migranti sugli scogli dei Balzi Rossi a pochi metri del confine con la Francia, l’ormai famoso confine di San Ludovico.

– Il suo ufficio si trova calato in una delle congiunture più problematiche della storia europea. Come lo sta affrontando?

La frontiera di Ventimiglia è sempre stata un passaggio importante per chi intende andare in Francia, perché consente di raggiungere altri Stati europei, ma nell’ultimo periodo, l’irrigidimento dei controlli in frontiera da parte della PAF (Polizia Frontiera francese) e successivamente la sospensione del trattato di Schengen da parte della Francia, con la conseguente chiusura delle frontiere, ha messo a dura prova la Polizia, che ha saputo comunque coniugare l’aspetto operativo con quello umano nella gestione dell’urgenza.

Quotidianamente la Polizia di Frontiera affronta la gestione del flusso migratorio provvedendo da una parte alla compiuta identificazione di tutti i migranti al fine di censirli nel nostro Paese ed in ambito europeo, dall’altra perseguendo senza “sconti” i delinquenti trafficanti di uomini, donne e bambini che non ha più nulla e che hanno attraversato il mare per raggiungere la nostra terra.  Si occupa inoltre della ricerca di latitanti ed è specializzata nella ricerca di persone che cercano di entrare o uscire dal territorio nazionale con documenti falsi o falsificati.

Da gennaio ad oggi sono ben 165 le persone arrestate dalla polizia di frontiera di ventimiglia: tra questi 64 latitanti e ricercati, alcuni dei quali con mandato d’arresto europeo, 36 con documenti falsi, 46 trafficanti di uomini i cd passeur e 19 per altri reati (rapine, furti, stupefacenti e traffico di valuta)

– Quali sono le linee guida che la polizia di frontiera riceve per gestire i flussi migratori e chi, tra ministero degli interni e unione europea, influisce di più in questo meccanismo?

La Polizia di Stato per gli aspetti di Pubblica Sicurezza è alle dipendenze del Ministro dell’Interno quale Autorità nazionale di Pubblica Sicurezza, nel caso di specie la Polizia di Frontiera è una specialità ed opera anche nell’ambito delle norme di diritto internazionale pubblico che gli affida delle prerogative specifiche e per alcuni aspetti uniche.

La Polizia di Frontiera per esempio è deputata a gestire le riammissioni tra Stati secondo gli accordi bilaterali, per la Francia opera nell’alveo dell’Accordo di CHAMBERY siglato tra i rispettivi governi e che consente tra l’altro alle rispettive polizia di frontiera di effettuare pattugliamenti misti armati senza violare il principio di sovranità.

Proprio su questo aspetto ho dato un forte input sulle attività di cooperazione di Polizia, realizzata attraverso un costante rapporto con il Dirigente della Polizia Francese, mio omologo, con il quale abbiamo condiviso che l’implementazione esponenziale delle pattuglie miste italo/francesi avrebbe giovato alle attività di entrambe le componenti.

Infatti da già settembre 2015 le pattuglie miste sono state previste per 3 volte la settimana fino ad arrivare ad oggi a svolgere fino a tre pattuglie al giorno, integrandole anche con quelle di Polizia Giudiziaria con auto “civetta” ed abiti civili, mirate alla repressione del fenomeno dei c.d. passeur, più comunemente definiti trafficanti di uomini.      

– Quali e di che tipo sono i rapporti con i colleghi francesi?

Proprio gli eccellenti rapporti con i colleghi francesi, basati sul rispetto delle rispettive prerogative e competenze, hanno consentito di raggiungere eccellenti risultati sia sotto l’aspetto della prevenzione che quello della repressione, tan’è, per darle il punto della situazione abbiamo arrestato 45 trafficanti da gennaio ad oggi di cui circa 20 di questi proprio durante le attività di pattugliamento misto.

– Lei, personalmente, vede il probabile ritorno al sistema delle frontiere, da più parti auspicato, come un errore storico o un passo indietro nella costruzione di un’Europa unita?

Io sono un uomo delle istituzioni e penso che questi aspetti siano di una competenza molto più in alto della mia, ma posso dirle che la polizia italiana, nella fattispecie la Polizia di Frontiera di Ventimiglia, che ho l’onore di dirigere, ha saputo coniugare l’aspetto umano a quello proprio di Polizia in senso stretto quale approccio al fenomeno.

Essere in prima linea alla frontiera, vuol dire vivere il fenomeno e rendersi conto anche della portata e della complessità, ma soprattutto comprendere che va gestito con la massima sensibilità che contraddistingue la nostra Polizia.  

Grazie al Commissario Santacroce

Di seguito alcune foto delle quotidiane operazioni compiute dalla polizia di frontiera di Ventimiglia al cui coordinamento sono stati assegnati 45 militari dell’esercito italiano.

Inoltre potrete trovare la video intervista del commissario Santacroce andata in onda durante l’edizione serale del TG5 di pochi giorni fa.

 

Gabriele Pasca

Giornalista, anche sportivo. Interista, zapatista, pessimista e tante altre cose in -ista. Classe 1992, studente di giurisprudenza. Leccese ma anche modenese. Insomma, tutto e niente.

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