Tumori della mammella nel Salento: ancora ritardi negli screening

di Massimo Federico – Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università di Modena e Reggio Emilia

“Credo che il tumore al seno sia devastante per una donna, perché va ad interessare una zona che caratterizza in maniera unica la femminilità. Per questa ragione, avere la possibilità di curarsi e – con la diagnosi precoce – aumentare le possibilità di guarigione, ritengo offra, ad una donna che viene ferita dalla malattia nella sua parte più femminile, l’opportunità unica di Rinascere. E di rinascere ancora una volta donna, non di certo meno femminile di prima. Vivere ogni giorno come una nuova rinascita può aiutare ad apprezzare la vita e a combattere per essa. Ed ancora, rinascere a nuova vita, rimanendo nella propria terra, accanto alla propria famiglia, magari continuando a lavorare (perché il lavoro ci può far sentire vivi!). Doversi obbligatoriamente allontanare dai famigliari, dai propri bambini, per curarsi è una ulteriore gravissima ingiustizia per una donna che già lotta per non perdere se stessa”. Queste considerazioni di una giovane donna salentina, estranea al mondo medico ed a quello della ricerca ci fanno capire immediatamente il dramma della malattia, la importanza di rinascere, femminili come prima (e se possibile anche di più), ed il valore della diagnosi precoce come condizione indispensabile per migliorare la curabilità della malattia..

Il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne e si stima che nel 2015 siano stati diagnosticati in Italia circa 48.000 nuovi casi. Grazie alla diffusione dei programmi di diagnosi precoce ed alla maggiore efficacia delle terapie oggi disponibili, molte donne possono guarire e tornare “attive come prima”. Complessivamente in Italia vivono oltre 690.000 donne (stima per l’anno 2015) che hanno avuto un tumore al seno.

La diagnosi precoce attraverso gli screening mammografici è oggi lo strumento più importante e valido per ridurre la mortalità da tumore al seno.

Per le donne di età compresa tra 50 e 69 è indicata una mammografia di screening ogni due anni.

In Italia, nel 2011-2012 quasi 5.300.000 donne di età 50-69 anni sono state invitate a sottoporsi alla mammografia di screening, e circa 3.000.000 sono state esaminate. L’estensione teorica è risultata pari a 94,4%, mentre quella effettiva è stata del 73,3%. Il confronto tra le Regioni del Nord e del Centro con quelle del Sud Italia rivela ancora uno squilibrio nell’estensione dello screening: mentre a Nord e al Centro l’estensione effettiva è rispettivamente del 94% e dell’86%, nel Sud il valore registrato è inferiore al 40%.

In Puglia, regione con una popolazione nel 2012 di 2.087.697 donne, sono state invitate a partecipare allo screening 246,351 donne su 507,678 aventi diritto. E solo 131.000 hanno aderito all’invito (Fonte: Leonardo Ventura, Daniela Giorgi, Livia Giordano, Alfonso Frigerio, Paola Mantellini, Marco Zappa and the Italian breast cancer screening survey group. Lo screening mammografico in Italia: survey 2011-2012, EpidemiolPrev 2015; 39(3) Suppl 1: 1-125).

Nel 2014 in uno dei distretti della ASL Lecce, a fronte di una popolazione target di 13.000 donne, sono stati inviati solamente 3.700 inviti (copertura pari a meno del 30%) e le adesioni sono state circa 1.600 (43% delle donne invitate, meno del 13% della popolazione target).

Anche tenendo conto che la mammografia di screening viene proposta ogni due anni, il dato che emerge con estrema chiarezza è che il totale delle donne che nel biennio 2011-2012 potrebbe avere eseguito la mammografia sarà stato pari a meno del 25% della popolazione target.

In Emilia Romagna, dove gli screening sono stati avviati fin dal 1996, nel 2008 la percentuale di adesione all’invito è risultata superiore al 70%, con il 72% dei tumori diagnosticati in fase iniziale e con una riduzione del tasso di mortalità atteso del 56%.

Se questi sono i dati, si deve concludere che il Salento rappresenta oggi una area geografica “sottosviluppata” dove la mancata applicazione dei programmi di screening espone molte donne al rischio di diagnosi tardiva, con le conseguenze che tutti possono immaginare.

Avatar

Redazione

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account