Terra&Salute – Il limone: proprietà, benefici e usi in cucina

di Matteo Francioso

Il limone “Citrus limon” è una pianta appartenente alla famiglia del Rutacee, presenta foglie che persistono anche per 2-3 anni. I fiori (zagare) singoli o a mazzetto si differenziano solo sui nuovi germogli. Il limone è una pianta rifiorente a seconda della varietà e delle condizioni ambientali.

Tra le varietà coltivate troviamo il limone lunario, il femminello comune e limone di Sorrento.

Il fabbisogno di elementi nutritivi è massimo nel periodo primaverile. L’assorbimento delle sostanze avviene tutto l’anno con la sola eccezione dei periodi più freddi. Particolarmente dannose risultano le gelate e le basse temperature invernali.

TECNICHE COLTURALI

Il limone richiede un terreno tendenzialmente argilloso, profondo, privo di ristagni idrici. Sono da evitare terreni compatti e troppo sabbiosi.

Gli apporti idrici devono essere regolari evitando ristagni di umidità i quali rendono la pianta vulnerabile a numerosi patogeni. Il maggior fabbisogno idrico si evidenzia nel periodo che va dall’antesi fino alla maturazione dei frutti.

Il controllo delle infestanti si attua mediante lavorazioni superficiali del terreno (50 cm di profondità) avendo cura di non danneggiare l’appartato radicale.

La pianta presenta un portamento assurgente.  Per le giovani piante, occorre eseguire delle potature (di allevamento) atte ad impostare lo scheletro della pianta ed  avere una rapida entrata in produzione. In questa fase risulta particolarmente importante la rimozione dei polloni, succhioni e rami affastellati. La potatura di produzione è annuale, di norma  si esegue in primavera dopo la raccolta dei frutti e prima della nuova fioritura, ed ha lo scopo di rimuovere rami deboli, affastellati, secchi o gravemente infestati. La potatura inoltre, consente il passaggio della radiazione solare e dell’aria nella parte interna della chioma creando condizioni sfavorevoli allo sviluppo e proliferazione di patogeni e parassiti del limone.

PROPRIETA’ NUTRITIVE E TERAPEUTICHE DEL LIMONE

Il limone è ricco di vitamine A, B, C, E, J, PP e di sali minerali tra cui fosforo, ferro, rame, calcio e manganese, magnesio e zinco. Contiene buone concentrazioni di flavonoidi e carotenoidi tra cui beta carotene, luteina e zeaxantina tutti composti con proprietà antiossidanti.

Presenta proprietà disintossicanti, depurative, antimicrobiche e antibatteriche ed inoltre previene e contrasta diverse malattie tra cui arteriosclerosi, ipercolesterolemia e diverse tipologie di cancro.

PRINCIPALI AVVERSITÀ DI NATURA BIOTICA

Numerosi sono i parassiti e patogeni che interessano il limone, tra questi troviamo:

– ragnetto rosso: infestazioni particolarmente acute interessano gli agrumi soprattutto in annate calde e secche.

A carico della pagina superiore delle foglie e sulla buccia dei frutti immaturi si possono osservare delle piccole punteggiature di colore bronzeo o delle zone decolorate. I sintomi più evidenti sono l’ingiallimento e l’avvizzimento fogliare. Osservando la pagina inferiore si possono trovare delle ragnatele, ossia delle masse fioccose a protezione delle uova. Nel caso di infestazione elevata si può verificare una consistente perdita di frutti i quali cadono al suolo ancora immaturi.  Il ragnetto rosso attacca soprattutto limone, arancio e cedro.Questo acaro può essere controllato con metodi naturali al fine di ridurre l’infestazione.  Si può usare un macerato a base d’aglio, il quale viene utilizzato come insetticida naturale, efficace anche contro gli afidi.

Il ragnetto rosso è maggiormente diffuso nelle zone calde ed aride. Si tratta di condizioni climatiche che contribuiscono a favorirne la proliferazione e la diffusione tra le piante, non solo arboree ma anche ortive.

Per le piante in vaso è possibile agire utilizzando degli spray contenenti della semplice acqua, al fine di limitarne la diffusione. Il ricorso all’acqua, da spruzzare direttamente sulle foglie e sui germogli, rappresenta il deterrente più rapido per il ragnetto rosso che mal sopporta l’umidità. Le foglie particolarmente infestate vanno rimosse ed allontanate.

-Mosche bianche  “Aleurocanthus spiniferus” è un Aleurodide segnalato in Puglia nel 2008. Gli adulti di questa specie non sono abili volatori, ma la diffusione sulla media e lunga distanza avviene ad opera dal vento e a causa dello spostamento di materiale vegetale infestato. L’attività trofica causa danni diretti e indiretti che portano a disseccamento della vegetazione con conseguente caduta degli organi fotosintetici, deperimento generalizzato della pianta e nei casi più gravi alla morte della stessa. Le forme giovanili di questo fitofago infestano la pagina inferiore delle foglie, dove mediante stiletti boccali infissi nei tessuti vegetali, sottraggono linfa, rilasciando quella in eccesso sotto forma di melata, la quale imbratta la vegetazione contribuendo allo sviluppo di fumaggini (patogeni saprofiti).  Generalmente compie 3 generazione l’anno e sverna principalmente allo stadio di neanide.

Lotta biologica: Encarsia formosa (parassitoide impiegato nella lotta biologica), macerato a base di aglio, potature;

Lotta chimica: miscela di insetticidi specifici + olio minerale (contro le forme giovanili) + rame.

-Cocciniglia cotonosa degli Agrumi  “Icerya purchasi” porta alla sottrazione di linfa a seguito dell’attività trofica causando rallentamento dello sviluppo vegetativo, filloptosi, deperimento generalizzato della pianta e produzione di abbondante melata. Il danno si manifesta sulla pagina inferiore delle foglie, sui peduncoli dei frutti e sui rami più giovani.Viene controllata naturalmente da “Rodolia cardinalis”, un coccinellide di origine australiana.

– Minatrice serpentina degli agrumi “Phyllocnistis citrella”. Gli organi attaccati sono frutti e giovani foglie, sulle quali si possono osservare delle mine sottoepidermiche che interessano il mesofillo fogliare. Queste mine assumono un colore argenteo causato dal passaggio dell’aria all’interno delle stesse. Le foglie interessate dalla larva appaiono deformate con bordo ripiegato nel quale il fitofago si incrisalida.

I frutti colpiti  presentano  superficie della buccia incisa a causa dell’attività trofica della larva.

Il controllo di questo lepidottero si realizza mediante irrigazioni e concimazioni contenute, potature annuali e limitate, al fine di evitare un eccessivo ricaccio di giovani germogli. Tra i prodotti chimici che possono essere utilizzati troviamo gli Oli minerali che hanno un’azione repellente contro le femmine ovideponenti e Azadiractina (ammessa in agricoltura biologica).

UTILIZZO DEL LIMONE IN CUCINA

Limoncello, crema di limoncello, sorbetto al limone, torta cocco e limone, marmellata di limoni, sfoglie ripiene di mousse al limone, risotto al limone, pollo al limone, limonata alla menta, risotto al limone e gamberetti

LIMONCELLO

Gli ingredienti da utilizzare per la preparazione del limoncello sono: 5 limoni, alcol puro a 95° 500 ml,  600g  di zucchero e 750ml di acqua.

Per realizzare il limoncello occorre lavare e sbucciare i limoni prelevando solo la scorza gialla e non la parte bianca (albedo) che risulterebbe amara. Versare l’alcol e le scorze di limone in un recipiente di vetro con chiusura ermetica e lasciare macerare per 30 giorni in un luogo buio e lontano da fonti di calore.

Trascorsi i 30 giorni recuperare le scorze di limone e preparare lo sciroppo.

In un tegame versare acqua e zucchero e portare al bollore lo sciroppo, una volta raggiunto il bollore, spegnete il fuoco e lasciare raffreddare completamente. Versare lo sciroppo nel contenitore con le scorze di limone. Agitare il barattolo per mescolare il tutto.

Occorre lasciar riposare lo sciroppo per circa 40 giorni al buio e lontano da fonti di calore.

Trascorso questo lasso di tempo, agitare e filtrare attraverso un colino il liquore.

Il limoncello deve essere conservato in un lungo fresco e asciutto, in frigorifero oppure in freezer.





 

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