Sudan: lotta ai matrimoni precoci

Durante l’ultima seduta del parlamento sudanese si è discusso, fra le altre cose, della questione dei diritti dei bambini. Di certo non poteva non essere discussa l’età minima per il matrimonio, che in Sudan è ancora di 10 anni. Addirittura inferiore se si ottiene l’autorizzazione del giudice.

Aisha El Karib

I matrimoni precoci costituiscono in Sudan il 37% del totale (60% nelle aree più arretrate). Proprio per questo la SORD (Sudan Organization for Research and Development)  – organizzazione membro della campagna internazionale Girls not Bride (Ragazze non spose) -, attraverso la propria rappresentante Aisha El Karib, la SORD ha preso posizione contro la Personal Status Law, legge sudanese che regola anche l’età minima per il matrimonio.

I matrimoni precoci provocano rischi enormi per la salute delle bambine; soprattutto durante la gravidanza e il parto, che sono i momenti principali in cui rischiano di morire. Questo è stato sottolineato da Nahid Jabrallah, direttrice del Centro Sima per la formazione e la protezione dei diritti delle donne e dei bambini (Sima Centre for Training and Protection of Women and Children’s Rights).

Le lotte per i diritti civili costituiscono la parte fondamentale della storia dell’Occidente, ma per quanto riguarda molti altri Paesi costituiscono il presente, un presente che si spera possa diventare storia al più presto, e in questo passaggio storico forse dovremmo avere un ruolo diverso da quello di spettatori. A noi, però, importa di più il colore della pelle di chi prende posto accanto a noi sul pullman.

Marco Mariano

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