I sistemi produttivi locali: endogeni o esogeni

I sistemi produttivi locali: endogeni o esogeni

I sistemi produttivi locali: endogeni o esogeni

Il luogo (inteso come costruzione sociale a base territoriale[1]) incide notevolmente sullo sviluppo dei sistemi produttivi. Ricercare le matrici territoriali di questo sviluppo permette di definire delle categorie entro cui collocare le diverse realtà produttive. Ovviamente, tale categorizzazione ha uno scopo meramente ricognitivo; resta inteso, infatti, che non si possono considerare esaustivamente le possibilità di diversificazione. Perciò, all’interno della stessa categoria, non sono inserite realtà gemelle – volendo usare una metafora – ‘omozigote’, bensì ‘eterozigote’; cioè: si ha ben chiaro a quale categoria appartengano, si possono accostare notandone le somiglianze, ma non sono uguali in tutto e per tutto.

Il primo criterio da analizzare è quello della matrice geografica dei processi di sviluppo locale. Questo può, infatti, essere determinato da attori locali o esterni. Per cui, possiamo definire un sistema territoriale come endogeno o esogeno. Nel primo caso, il sistema territoriale è il frutto dell’agire congiunto dei soggetti locali. Nel secondo caso, invece, lo sviluppo è attuato o da realtà del luogo controllate da soggetti extra-locali, o da realtà completamente esterne.

Ma come si fa a verificare quale caratterizzazione assume ogni realtà? Per fare ciò, si può ricorrere a vari indicatori; ad esempio l’incidenza economica/occupazionale delle imprese controllate da soggetti extra-territoriali. Oppure si può guardare alla progettualità territoriale, che può essere assunta come indicatore delle forme di auto-organizzazione locale[2].

Quando si è voluto spiegare il perché di alcune fallimentari politiche di sviluppo, si è parlato proprio della contrapposizione endogeno/esogeno. Numerosi i casi di politiche mirate ad attori esterni rispetto al contesto territoriale; in altre parole, ciò che è accaduto troppe volte al nostro Mezzogiorno. Questo perché il trasferimento di modelli maturati in altri contesti non viene contestualizzato e perciò non dà i frutti sperati[3].

In generale, si tende ad esaltare gli aspetti positivi di un sistema endogeno, che, a differenza di uno esogeno, fa forza su una coesione sociale molto importante.  È proprio il capitale sociale ciò che rende inarrivabile un prodotto di un distretto produttivo locale, che è nato e si è sviluppato in un solo luogo, rispetto a quanto accade nelle realtà delocalizzate. Non volendo, tuttavia, polemizzare sulle politiche di salvaguardia dei distretti locali (che pian piano si stanno perdendo), possiamo considerare altre virtuosità che un sistema endogeno può avere, come una maggiore propensione al cambiamento di strategia produttiva; la capacità, cioè, di rigenerarsi adattandosi alle mutate condizioni dei contesti competitivi. Bisogna, però, ammettere che il forte legame identitario con il luogo può portare allo stesso tempo all’autoreferenzialità, cioè l’incapacità di leggere le prospettive di evoluzione del mercato, cadendo, quindi, nella stagnazione produttiva.

[1] F. Sforzi, Lo sviluppo locale nell’esperienza geografica italiana, in “Boll. Soc. Geogr. It.”, n. 2, 2003.

[2]A.Besana, Tracce di SLoT in Provincia di Torino, in Rosignolo C. e Simonetta Imarisio C. (a cura di), SLoT Quaderno 3. Una geografia dei luoghi per lo sviluppo locale, Baskerville, Bologna, 2003.

[3] F. Pollice, docente di Geografia Economico Politica Unisalento, Appunti di lezione, 2017.

 

Marco Mariano

leave a comment

Create Account



Log In Your Account