Salento: sole, mare, vento…. e gioventù

Salento: sole, mare, vento…. e gioventù

Salento: sole, mare, vento…. e gioventù

Da qualche anno a questa parte quando si parla di Salento la prima parola che viene in mente é: divertimento. É innegabile che il tacco d’Italia ormai abbia attirato una fetta considerevole di quel turismo etichettato come “di massa”. Mare, discoteche e lounge bar sono i principali protagonisti, coloro che danno vita alla movida salentina. L’appunto che viene fatto a tutto ciò è questo tipo di turismo tende in po’ a spersonalizzare questa terra che ha tanto da dare.

Alle polemiche tra detrattori e sostenitori di questa grande “industria del divertimento” sfuggono alcuni concetti chiave che dovrebbero accompagnare tutto quello che viene fatto nel nostro territorio: qualità, passione e territorialità. Per valorizzare un qualcosa e per promuovere un’idea vincente che metta d’accordo tutti servono ad ogni costo questi elementi.

É proprio su questi concetti che questa rubrica vuole soffermarsi, per andare a scovare chi tutto ciò, tramite la propria attività, qualunque essa sia (ristorazione, food and drink, servizi turistici, intrattenimento) metta in atto questi principi. Il primo incontro lo abbiamo avuto con Alessandro (32) e Michele (25), due ragazzi con tanta gavetta alle spalle che hanno deciso di mettersi in società (aprendo un nuovo locale vista mare) per comunicare a più persone possibili la loro idea di food and drink già ampiamente collaudata nel posto in cui lavorano assieme e di cui Alessandro è il titolare.

Poter scambiare due parole con loro è stato alquanto bizzarro visto che tra una domanda e l’altra i loro occhi e la loro attenzione si concentravano sul loro lavoro. Alla fine tra un cocktail e l’altro gli abbiamo posto alcune domande.

Ciao ragazzi, per prima cosa vorrei chiedervi: cosa spinge due ragazzi ad aprire un locale e immettersi in questa concorrenza spietata?

Alessandro: “La mia vita è sempre appartenuta alla ristorazione, sin da quando ero ragazzo ho sempre fatto parte di questo settore perché mi piaceva e mi piace tutt’ora. Ad un certo punto però la voglia di crescere era tanta, e questa insieme alla volontà di piena autonomia mi ha spinto a mettermi in proprio”

Michele: “lavorare in questo settore è stato a sempre il mio sogno, la mia passione. Io vivo per stare a contatto con la gente, proporre le mie idee agli altri è sempre quello che ho voluto.

 

Ogni anno migliaia di ragazzi vanno all’estero, soprattutto chi ha a che fare con questo mondo, mentre voi no: perché?

Alessandro: “Partendo dal presupposto che rispetto le scelte di tutti, io penso che le idee valide e l’impegno ti premiano in qualsiasi posto tu stia. A me piacciono molto le sfide e la voglia di proporre e impostare le mie idee sul territorio mi ha spinto a rimanere qui”

Michele: “io ho pensato più volte ad andare via; la voglia di conoscere più posti e più gente possibile mi intrigava molto, ma prima di prendere la decisione ho fatto la conoscenza di Ale e da li i nostri mondi e le nostre aspirazioni si sono incrociati”

In un periodo in cui nel vostro settore ci sono molte proposte viste e riviste, cosa dovrebbe avere un locale per essere diverso dagli altri?

Alessandro: “la cosa più sbagliata sia seguire le tendenze, perché quelle dopo un po’ cambiano. Io penso invece che dotarsi di un’identità propria e originale ti aiuti ad andare avanti e ad essere sempre competitivi.”

Michele: “la penso esattamente come Alessandro, personalizzare e dare la propria impronta ad un qualcosa è fondamentale in situazioni come queste.”

 


E naturalmente i protagonisti di tutto ciò sono il food e il drink giusto?

Alessandro: “assolutamente, la nostra attività consiste in questo, proporre un determinato tipo di bevande frutto di anni e anni di esperienza, corsi e di confronto con la clientela. Ci vuole cultura anche in questo, c’è differenza tra bere giusto per farlo e bere degustando un qualcosa che delle scelte ponderate dietro. La stessa cosa anche nel cibo, c’è uno studio dietro ogni cosa che noi serviamo e per spingere la gente a provare cose nuove”

Michele: “io ho iniziato come barman e continuo a farlo anche nella mia attività, ho passato tanti anni a cercare di le combinazioni migliori e i prodotti migliori per accontentare sempre chi sta dall’altra parte del bancone”

Per finire, cosa consigliate a dei giovani ragazzi che vogliono intraprendere la vostra strada?

A questa domanda si è notata ancora di più la sinergia dei due ragazzi che hanno risposto all’unisono: “passione, sacrificio e tanti errori perché solo con quelli si va avanti e si migliora”

L’esempio di Alessandro e Michele è uno dei tanti esempi di ragazzi (nei più svariati settori) che vogliono mettersi in gioco per dare un’impronta sana e valida alla nostra terra affinché si distingua e venga valorizzata per quel che merita.

Paolo Coronese

Paolo Coronese

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