S.O.S. edicole e non solo: in Italia ne chiudono due al giorno

S.O.S. edicole e non solo: in Italia ne chiudono due al giorno

S.O.S. edicole e non solo: in Italia ne chiudono due al giorno

Le librerie chiudono, e così anche le edicole e tutto quello che poteva essere ancora un ponte verso la cultura.

Partendo dai dati statistici, la situazione in Italia è a dir poco sconcertante: in media due edicole al giorno decidono di chiudere i battenti, e in alcuni comuni italiani le librerie non esistono più da tempo.

Perché accade questo? Bisognerebbe chiederlo al nemico assoluto della carta stampata: il Web.

E’ facile trovare la rassegna stampa quotidiana sul piccolo schermo dei nostri cellulari, o sui nostri computer. Il Web ci offre tutta l’informazione che vogliamo.

Questo può essere un problema per la carta stampata, ma d’altro canto è utile per essere informati a costo zero su ciò che accade nel mondo. E fin qui tutto bene.

Il programma televisivo di Rai Tre “Report” ci informa, però, che il 56% dei lettori sul Web (e quindi su smartphone, computer, tablet, ecc.) corrisponde ad una media bassa rispetto alla media UE (72%).

La crisi dei lettori in Italia c’è, ed è un dato di fatto.

E’ semplice intuire quindi che la crisi delle edicole sia frutto di questa incresciosa situazione.

Ma non è soltanto l’insufficienza di lettori a strappare la stabilità agli edicolanti italiani.

Un altro grave problema a cui sono sottoposti è il tipo di filiera di cui fa parte l’edicola. Si parte con gli editori, che, attraverso i centri di distribuzione, forniscono i quotidiani, e altro materiale, all’edicola.

Sempre grazie ai dati forniti da Report, sappiamo che ogni edicolante ha diritto al 18,7% lordo sul venduto, di cui i distributori trattengono il 5%, e il resto va tutto nelle casse degli editori. Editori che, in molti casi, godono anche di finanziamenti pubblici.

Appare quindi chiaro che l’edicola sia solo l’ultimo anello, il più debole, della catena di vendita.

E se la cultura sta trasformandosi in una figura simile ad un fantasma, e l’età media dei clienti che comprano un giornale va dai 70 anni in su, come può un edicolante sopravvivere?

La carta stampata sembra avere le ore contate, e il piacere di sfogliare un quotidiano potrebbe essere sconosciuto alle future generazioni, che avranno tutto a portata di un click. Sarà a loro sconosciuta anche l’importanza del sacrificio per imparare qualcosa.

Perché uscire di casa sotto la pioggia per andare a comprare il giornale quando ce l’ho sul cellulare? Perché vedere il mondo se ce l’ho sul mio smartphone? E’ necessario davvero abbattere il vecchio per costruire il nuovo?

Se tra qualche anno le edicole non ci saranno più, e le piazze saranno vuote perchè la gente farà amicizia sul web, cosa resterà di quello che si può toccare con mano? E cioè il mondo, la cultura, le cose reali.

Non è una critica al web. Le piattaforme online possono essere un importante aiuto, ma non dovrebbero sostituire le cose vere, come il nostro edicolante di fiducia che quando andavamo a comprare il giornale ci faceva un bel sorriso e ci augurava una buona giornata.

I sorrisi, quelli veri, non li trovi sul web. Io voglio sorrisi veri.

Per favore, Italia, non far chiudere le edicole!

Gloria Stella

Gloria Stella

Classe 1992. Sono nata in Salento e me lo porto ovunque io vada. Mi piace scoprire e raccontare tutto quello che vivo scrivendo. Viaggio e rido tanto, e non mi sazio mai.

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