Raccontare la “Pinacoteca Piccinno”, gioiello di arte e cultura

di Serena Palma

palmaCi sono momenti in cui l’arte silenziosamente si adagia tra le più belle pagine dei libri di fantasy, di narrativa, di storia e di letteratura abbellendo e integrando il testo scritto con le sue immagini illustrative.

Ma ci sono, poi, altri momenti in cui la stessa arte figurativa,splendida nelle sue forme, diventa essa stessa il simbolo di esposizione e l’oggetto di conservazione insieme all’ingente patrimonio librario ed archivistico: è questo, infatti, il caso della Biblioteca Comunale di Taviano, “Martino Abatelillo”, sita nella Piazza del Popolo dell’omonima città.

15215676_1778279475759789_869798800_oLa Biblioteca, che fiorisce e si impone con grazia nel cortile dello storico Palazzo Marchesale, è un ‘contenitore’ di cultura, passato e tradizione, in cui oggi non solo si conservano orgogliosamente faldoni di archivio, giornali e riveste da collezione, libri di fiabe ed enciclopedie  del sapere umano, ma, per di più trovano il loro posto preziosi quadri costituenti il nucleo artistico della novella Pinacoteca, che emoziona e diletta il lettore, lo studioso o il turista che vi entra per la prima volta.

Ebbene, dunque, la biblioteca tavianese, prima ospitata nella Chiesetta della Cappaddhuzza, ha assunto, rispetto al passato, un aspetto del tutto nuovo, originale e fresco nell’anno 2014, quando a seguito dell’inaugurazione presso la sede attuale si è voluto far convogliare al suo interno una collezione privata di tele, appartenenti ad una copiosa raccolta pittorica, per anni conservata gelosamente dal geometra Antonio Piccinno, convinto collezionista, amante dell’arte, della storia e della sua terra.

14976241_1778279975759739_32219534_oA lui si deve la donazione alla cittadinanza tavianese delle bellissime opere dipinte, oggi ammirabili fin dall’ingresso della Biblioteca, che accrescono a renderla un gioiello di arte e cultura nel rispetto della massima espressa dal poeta latino Orazio di “ut pictura poesis”, che vuole l’armonia, la sinergia e il connubio tra due filoni culturali tanto diversi, quanto importanti: l’arte e la poesia (lettura).

Le tele esposte, diligentemente intercalate tra gli scaffali bibliotecari, sono tante e soprattutto varie. Esse, infatti, sono l’espressione di diversi linguaggi e stili artistici che spaziano dall’acquerello all’astratto, dal Puntinismo con le opere del tavianese Salvatore Marrocco alla ritrattistica del compaesano Giuliano D’Elena; ed ancora dal genere di pittura per ‘macchie’, che evocano la tecnica dei Macchiaioli, alla pittura figurativa tipica del ‘paesaggismo’ con particolari di ruderi e scorci di antiche abitazioni. Ogni tela, pertanto, appartiene al genio creativo di diversi artisti che con le loro pennellate hanno immortalato bellissime vedute paesaggistiche e naturalistiche (marine, campestri e cittadine), particolari ‘scene di genere’ (uomini e donne alle prese con lavori umili e attività domestiche), gustose ‘nature morte’ con raffigurate tavole imbandite e traboccanti di frutta di stagione (si vedano i seguenti dipinti: “Uva bianca”-1973- e “Natura morta con Pannocchia”-1976 di Montefuso Antonio, “Natura morta” -1975- di De Vergari Marisa e “Melograni”-1980- di Buscicchio Americo).

Insomma una biblioteca invasa non solo di libri, ma anche di inedite opere pittoriche provenienti dal “Fondo Antonio Piccinno”, cosicché entrando è possibile ‘annusare’ l’odore della vernice impressa sulle tele, oltre che quello ‘vanigliato’ delle pagine ingiallite dei fascicoli.

Ed allora ci sarà anche a Taviano un topo da biblioteca che come un turista potrà passeggiare tra i quadri esposti, come un viaggiatore, amante dell’arte, fa le lunghe file per accedere nelle gallerie o nei musei.

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