Potere magico e oscurantismo giuridico

di Serena Palma e Gabriella Tunno

Un passaggio storico-culturale di grande interesse lo si deve al Medioevo per importanti progressi in ambito sia giuridico che letterario, oltre che per quello sociale. Non a caso il XII secolo si connota per un aspetto sociologico innovativo e accattivante, quale quello della nascita della magia e della stregoneria che coinvolge ogni aspetto della vita quotidiana: dai ricettari di cucina alla botanica, dalle attività domestiche a quelle belliche fino alla medicina.

Tali attività magiche sono ben dimostrate oltre che da fonti letterarie anche da quelle artistiche, o meglio ancora da dipinti e miniature che confermano l’esistenza di ricettari ‘stregati’ o di utilizzo di pozioni magiche da parte di maghe che nel Medioevo si affermano sullo scenario storico-culturale. Non solo maghe, ma anche streghe quelle effigiate sulle tele tardomediavali, quale quella del pittore Anonimo tedesco del XV secolo che con l’opera “Filtro d’amore” rende note alcune pratiche magiche adoperate per rimediare a problemi di salute, per potenziare la virilità e la fecondità femminile. Eppure, oggi è ormai comprovato, tali riti magici erano di poi stati giudicati eretici e in contrasto con la dottrina cristiana, lontana dal professare iniziative di stregoneria, poiché simbolo di umiliazione, di minaccia e di denuncia alla fede.

Spesso si verificò una parziale identificazione tra i fenomeni eresia e stregoneria, che vennero attribuiti al rituale e all’organizzazione delle sette ereticali. In un primo tempo, però, rimasero esclusi dalla competenza dell’Inquisizione, istituita nel 1235 per combattere tali sette, i delitti di magia e di stregoneria.

Potrebbe sembrare strano, ma, esattamente questi rituali così folkloristici ci sono pervenuti grazie a fonti giudiziarie inerenti l’azione di repressione; non solo relativamente alla magia e alla stregoneria ma anche a pratiche comuni quali le dimostrazioni di lutto o feste pagane giudicate irrispettose nei confronti del clero. Un esempio a tale proposito può essere la festa dei folli, tuttora festeggiata nel mese di Aprile nelle Marche. La forte influenza del clero si esprime sempre più grazie all’intervento dei monaci amanuensi che attraverso la loro opera di trascrizione di scritti giuridici e letterari garantiscono una precisa volontà di controllo sociale delle chiesa.

Pertanto, la scrittura diventa mezzo per imporre la moralità nei comportamenti attraverso le parole. Anche il diritto diventa scritto e dalle consuetudini adottate durante l’Alto Medioevo si passa ad avere una classe di funzionari del diritto che attraverso le leggi, gli atti e le sentenze, controllano, isolano e “addomesticano” il popolo ignorante. Cambia anche la forma del processo che si uniforma nei vari tribunali e che vede la nascita dello strumento del contraddittorio composto di domande e interrogatori all’imputato. Si intraprende così il cammino, seppur ancora molto lungo, verso il modello di processo attuale.

Tuttavia, anche se il popolo è ancora non alfabetizzato e molto influenzato dalle credenze popolari, la nascita dei comuni in concomitanza del fenomeno del feudalesimo, favorisce la nascita delle associazioni civili, dell’incremento dei mercati e dei commerci e la nascita delle corporazioni. In tali ambiti si innescava la scintilla del progresso.

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