“Osservate le mie mani”: segni, messaggi ed attributi. Parole ed immagini tra le mani di Gesù.

di Daniela Bacca

La vita, il carisma ed il messaggio di Gesù sono scritti nelle sue mani, che si rivelano gesto, linguaggio e simbolo della sua e nostra storia divina ed umana.

Tanti e diversi sono gli eventi descritti nel Vangelo in cui il Messia agisce, parla ed interviene con le proprie mani per guarire gli ammalati, proteggere e rassicurare la gente, e farsi riconoscere Risorto mostrando i segni dei chiodi.

Madonna con Bambino, Parabita

Nell’iconografia cristiana, con la raffigurazione ed il culto di Gesù Bambino, le manine del piccolo “Figlio dell’uomo” parlano della sua natura di bimbo, di regalità, di profezia e di divinità.

Inoltre, le icone che raffigurano Gesù neonato e neouomo ci riconducono all’amore che Egli stesso nutriva per i bambini, manifestato nell’episodio in cui li benedì con le mani:

“Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”. E prendendoli fra le braccia e ponendo le MANI sopra di loro li benediceva.” (Mc 10, 13-16)

In tantissime opere d’arte gli artisti sottolineano l’importanza della mano di Gesù Bambino, consapevoli di quanto essa sia tra le più immediate immagini di comunicazione, e possa parlare con i gesti, l’espressione e gli oggetti presenti nel suo palmo. Non è un caso che la prima forma di pittura realizzata dall’uomo primitivo avviene con le impronte della mano, come simbolo di presenza, di firma e di riconoscimento.

Nell’arte, quindi, anche salentina, le mani del piccolo Cristo benedicono, indicano, cercano, accarezzano, vegliano e contengono la sua essenza, parola e testimonianza futura.

Madonna con bambino, Otranto

Mani di un Bambino che abbracciano il collo, si poggiano sul seno, stringono le dita della Madre, segno indicatore della sua identità umana, tessuta dei nostri stessi sentimenti, emozioni e bisogni, come testimonia, ad esempio, l’affresco sul monolito ubicato nel Santuario della Coltura di Parabita.

Mani di un Bambino che parlano della potenza creatrice e provvidenziale di Dio, quando presentano il globo e la sfera, anche in quei ritratti realizzati nei secoli in cui si pensava che il mondo fosse piatto.

Mani di un Bambino che teneramente recano gli attributi della sua futura Passione, come la corona con le spine, la croce ed i chiodi, o quelli che si riferiscono all’agiografia ed iconografia di un Santo o di Maria, indispensabili per comprendere il tema ed il titolo specifico. Infatti, nelle icone che illustrano la Madonna del Carmine e del Rosario, che nel Salento si incontrano in tantissimi contesti e tecniche artistiche, quali affreschi, tele e statue di cartapesta, le mani di Gesù Bambino custodiscono e donano lo scapolare, corone del rosario e rose.

Madonna con Bambino, Casaranello

Mani di un Bambino sulle quali si poggia un uccellino allegorico come la rondine, emblema della Resurrezione e della Primavera, il pettirosso, metafora della sofferenza, la colomba, simbolo dello Spirito Santo e della pace, ed il cardellino, allegoria della Passione. In Provincia di Lecce si individuano emblematiche immagini in cui il piccolo Gesù, in braccio a Maria, presenta l’attributo degli uccelli, come: nell’affresco collocato sull’altare della Madonna della Luce nella Chiesa di San Matteo di Lecce, in quello dipinto nella navata destra della Basilica di Santa Caterina a Galatina, in quelli ubicati nella Cattedrale di Otranto e nella Chiesa rupestre della Madonna della Grotta ad Ortelle, e nell’opera posta sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Soleto.

Mani di un Bambino che indicano il cielo, accolgono i doni della nascita, stringono il rotolo della Parola, reggono i simboli eucaristici del grano, del pane, dell’uva e del calice.

Mani di un Bambino che si adornano di fiorellini e frutta dalle tante forme e simbologie, quali la rosa che comunica la Passione e la mela che indica la salvezza dal peccato originale.

 

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Redazione

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