Opere su Carta: i lavori di Claudio Raza nella Galleria Rossoni di Trieste

Opere su Carta: i lavori di Claudio Raza nella Galleria Rossoni di Trieste

Opere su Carta: i lavori di Claudio Raza nella Galleria Rossoni di Trieste

di Serena Palma

Critico d’Arte

Quando la passione per l’arte si incontra con quella per la cultura, la poesia e la scenografia allora nascono opere eclettiche e stilisticamente narrative che raccontano di sentimenti ed emozioni palpitanti nell’animo. 

Così, nel vivo di un’estate differente da ogni altra precedente, la galleria Rossoni di Trieste ammalia cittadini e turisti attraverso una mostra espositiva nella Sala d’arte moderna che ospita un interessante iter artistico dal 20 luglio al 6 agosto 2020.

Le opere di Claudia Raza, nota artista del territorio giuliano, pittrice, scenografa e scrittrice porta in loco in esposizione alcuni lavori su “carta”  di un intimo linguaggio artistico, colloquianti ad undici serigrafie dedicate alla storica civiltà Longobarda, per la quale Raza, (originaria della memore città di Cividale) cerca, ricerca e indaga le più antiche tracce lasciate in eredità al nostro pianeta da questo popolo che ha scritto le pagine più belle della storia antica. 

Ogni opera dell’artista è un tripudio di colore che sottende l’armonia pulsionale esistente tra natura e realtà, tra naturalezza e spiritualità; nonché tra infinito e artificiosità. Tutto tende ad apparire astratto nelle sue composizioni pittoriche,ma tutto si traduce in un mondo concreto, quello vicino a noi e tangibile nell’attuale dimensione etica e sociale che viviamo. 

Sono opere, quelle esposte, che magicamente si abbandonano a forme e luci intense e, congiuntamente, leggiadre e sottili dove la linea e il colore sembrano dilatarsi nello spazio come a conquistarlo e a possederlo. Forme e scrittura si abbracciano nelle creazioni di Raza per lasciare linfa a pensieri che diventano composizioni di pittura narrante. 

E’ evidente, dunque, che le opere di “carta” lasciano il segno pittorico sul foglio precedentemente bianco che diventa – col fare artistico e gestuale di Raza – la culla in cui far trapelare l’invisibile in visibile; altrimenti lo spazio in cui gettare coscientemente sensazioni e stati d’animo attraverso gestualità ferme e movimenti decisi.

Il gesto diventa traccia, come fenomeno della personificazione della Natura che, in questo percorso espositivo è l’essenza del modo di vivere e di pensare dell’artista che conferma nell’arte la complessità del genere umano in un vicendevole alternarsi di linee, colori, forma e performance.

Avatar

Redazione

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account