“Non voglio sentirmi importante ma essere importante per qualcuno”

Daniele ci ha lasciati così, d’improvviso, come improvviso il fulmine in estate sconquassa la nostra serenità. Lo conoscevo da quando, giovanissimo, iniziava insieme a mio figlio il laborioso cammino di studente in quel Liceo Classico di Casarano così gravido di ricordi ed immagini d’affetti. Più il tempo trascorreva e più Daniele dimostrava un profondo interesse per le lettere, specie quelle classiche, ed una capacità di leggere i segni originali del nostro vivere, ricco come lui era di una Fede cristiana autentica e vera. La laurea era giunta prestissimo per lui, così come l’insegnamento, tanto che è stato facile per me averlo relatore ad un convegno dell’Associazione LA PIAZZA tenutosi a Taviano il 14 marzo dell’anno scorso. Il suo intervento (https://www.youtube.com/watch?v=fRpT-H8-imo) è la prova della sua profonda conoscenza della materia che con tanta facilità proponeva ai suoi studenti. Eppure, nonostante tutte queste sue qualità, quel che subito appariva di Daniele era la sua entusiasmante carica umana, la sua dolce capacità di vivere insieme ad ogni “altro” che incontrava, senza alcuna distinzione. “Non chiedo di essere un uomo importante, ma voglio essere importante per qualche uomo”. Daniele, appassionato cultore di materie letterarie che con facilità trasmette agli studenti, ha una umanità così viva che rende credibile e visibile l’amore del suo (ed oso sperare, del nostro) Cristo che salva e santifica.
Per parlare ancora più da vicino di Daniele abbiamo chiesto il contributo a due sue insegnanti di Liceo, che più da vicino ne hanno conosciuto il cammino umano e professionale.
E se così è, Daniele non ci ha lasciati ma è qui con i suoi cari e con noi.

AP

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Antonio Pasca

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