Nicoletta Manni: sensazioni ed emozioni della Prima Ballerina del Teatro alla Scala

Nicoletta Manni: sensazioni ed emozioni della Prima Ballerina del Teatro alla Scala

Nicoletta Manni: sensazioni ed emozioni della Prima Ballerina del Teatro alla Scala

Giappone, Cina, Australia, Kazakistan, Polonia: sono solo alcuni dei palchi che hanno visto Nicoletta Manni sfoggiare il suo talento nelle tournée internazionali del Teatro alla Scala.

Nome di punta del Balletto scaligero, 27 anni, ha inaugurato rappresentazioni come interprete principale e protagonista di ruoli femminili accanto a Roberto Bolle, che l’ha voluta con sé nei suoi spettacoli RobertoBolle&Friends, OnDance, fino a Danza con me lo scorso capodanno su Rai 1.

Nicoletta si appresta ora a un nuovo debutto: sarà la principessa Aurora in La bella addormentata nel bosco di Rudolf Nureyev, accanto a Claudio Coviello, nelle recite del 27 giugno e del 2 luglio (info sulla produzione del Teatro alla Scala al link: http://www.teatroallascala.org/it/stagione/2018-2019/index.html).

La danza classica: modello di perseveranza, pazienza, dedizione. Un impegno duro e assiduo verso la perfezione. Ma, alla fine, la perfezione si raggiunge davvero? O è solo uno sforzo perenne verso di essa?
“La danza è scuola di vita: insegna disciplina, rispetto, delicatezza, senso di comunità. E’ bello condividere le fatiche e le soddisfazioni con i colleghi. Credo che la perfezione non si raggiunga mai. Ma questo non lo vedo come un fatto negativo. Al contrario, credo che sia la spinta essenziale a non lasciarci smettere di sognare e a lavorare per raggiungere i risultati che ci prefiggiamo.”

Successo, ovazioni, premi, l’emozione del pubblico. Sei consapevole di tutto questo?
“L’entusiasmo e gli applausi del pubblico sono una enorme soddisfazione per un’artista. I successi che riusciamo ad ottenere con il lavoro e la quotidiana applicazione ripagano sempre ogni sacrificio.”

Rinunce, fatica, sacrifici. Sei mai stata vittima di quella rigidità che ha forgiato il tuo talento?
“Quando a 13 anni sono stata ammessa all’Accademia della Scala, l’emozione per il mio nuovo inizio e l’ambizione di realizzare il mio sogno mi hanno dato molta carica ed energia. Ma avevo pur sempre 13 anni e lasciavo la mia famiglia in Puglia per trasferirmi in una realtà come Milano. Nonostante la bellissima atmosfera collegiale del convitto, gli ostacoli e le fasi di scoraggiamento non sono mancati, come in ogni percorso. Il sostegno di mamma e papà in questi momenti è stato cruciale per spazzare via le debolezze e farmi rimettere in carreggiata, ricordandomi quale fosse la direzione giusta da percorrere, a testa alta, come ho sempre fatto.”

Nel 2014, a 22 anni, diventi Prima Ballerina del Teatro alla Scala, uno dei teatri d’opera più famosi e prestigiosi in tutto il mondo. Cosa ha significato per te quella nomina?
“Sicuramente gratificazione. Un riconoscimento per i tanti sacrifici fatti. Ma anche una grande responsabilità: quando vai in scena come Prima Ballerina del Teatro alla Scala il pubblico si aspetta una performance all’altezza del ruolo che hai.”

A cosa pensi prima di andare in scena?
“L’attimo prima di andare in scena è qualcosa di magico. Tutto il lavoro di preparazione, le prove fatte prima dello spettacolo, mille pensieri invadono la mia testa. Mi sforzo di mantenere la calma e concentrarmi sul mio corpo e sul mio ruolo nella pièce. E al tempo stesso riuscire a godere della meraviglia di quell’attimo, delle sensazioni e delle emozioni che ogni debutto mi regala.”

Cosa si prova a danzare con Roberto Bolle?
“Roberto è un artista unico. Un partner d’eccellenza, gentile, premuroso e presente. Una sicurezza essere tra le sue braccia. Un esempio, un riferimento ed un amico.”

E con Timofej AndriJashenko?
“Che dire…Ballare con Timofej per me è un concentrato di sentimenti: stima, fiducia, certezza, amore, verità. E una delle cose che non smetterà mai di stupirmi è vedere come, le volte in cui capita di bisticciare, la scena ci ricongiunge sempre.”

Giulio Pasca

Giulio Pasca

Classe 1992, una laurea in Medicina e una passione viscerale per il noir

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