Musicaos Editore si presenta. Pagano: “bisogna creare occasioni di lettura”

Di Vittoria Coppola
La casa editrice Musicaos Editore, diretta da Luciano Pagano, inizia a distribuire i suoi titoli in libreria e nei canali di distribuzione online, in formato cartaceo e ebook, all’inizio del 2015.
Da quel momento i titoli pubblicati sono circa una trentina, sessanta con gli ebook. Gli autori pubblicati, nel frattempo, sono circa quaranta; Musicaos Editore pubblica narrativa, che è la parte più rappresentativa del seppur giovane catalogo, come numero di pubblicazioni, insieme alla poesia, con cinque titoli all’attivo, e alla saggistica, che vede la presenza di titoli dedicati al cinema, alla musica, alla filosofia e al teatro.

Musicaos Editore prosegue idealmente e materialmente un lavoro iniziato nel gennaio del 2004 con la rivista “Musicaos.it – uno sguardo su poesia e letteratura”. Già nel 2008 lo scrittore Giuseppe Genna ha definito Musicaos.it come “Uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista online diretta fin dal gennaio 2004 da Luciano Pagano è stata ospite nel volume “Best Off” (il meglio delle riviste di letteratura online curato da Mario Desiati) dell’editore Minimum Fax, nel 2007. Di recente il poeta e critico Enzo Mansueto, sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno, ha definito Musicaos come “una delle esperienze culturali online più significative dell’ultima stagione della letteratura pugliese”.”

Il motto di Musicaos Editore è “Leggere migliora”, da intendere in due modi, il primo più presuntuoso, quello cioè secondo cui vorremmo che con il nostro lavoro l’esperienza della lettura migliorasse, lettore dopo lettore dei nostri libri; e il secondo più consapevole, ovvero sia traducendo il concetto che leggere rende persone migliori.

Intervista all’editore Luciano Pagano

Come scegliete le vostre pubblicazioni equanto tempo occupano la scrittura, lettura, e il resto, nel lavoro editoriale?

Il lavoro di lettura, scelta, selezione dei testi da pubblicare occupa molto del tempo che impieghiamo, almeno quanto il lavoro che ci vuole dopo, quello che serve a realizzare i libri. Si tratta di un lavoro che va fatto senza fretta, malgrado gli autori che inviano manoscritti, generalmente, non abbiano mai molta pazienza e credano – ma questo da scrittori lo abbiamo creduto tutti, almeno una volta – che il manoscritto inviato sia l’unico manoscritto in lettura da parte della casa editrice.

Quali titoli avete pubblicato di recente e quali sono in preparazione ?

Negli ultimi mesi abbiamo pubblicato i nuovi romanzi di Francesco De Giorgi, “L’estate comunque” e Simona Cleopazzo, “Irene e Frida”; il nuovo libro di Stefano Zuccalà, “La tua sopravvivenza” e, recentissimo, l’esordio in versi di Claudia Di Palma, “Altissima miseria”. Stanno per uscire il nuovo libro di Elisabetta Liguori, “Lo spazio dentro”, con Emanuela Bartolotti, che ha realizzato le illustrazioni del testo e “Quando arriva domenica”, il nuovo libro di Mino Pica. La cifra che accomuna questi libri, differenti come genere e stile, è secondo me l’essenzialità e allo stesso tempo l’urgenza della scrittura, una sorta di filo rosso che unisce romanzi, poesia, prosa poetica e illustrazione, in quello che mi piacerebbe fosse uno “stile”, una specie di flusso, corrente, comune. Abbiamo pubblicato anche due saggi, di recente, un libro di Vincenzo Camerino, dedicato a due registi, Ferzan Ozpetek e Edoardo Winspeare, e un saggio del giovanissimo Daniele Sidonio, dal titolo “Mi si scusi il paragone. Canzone d’autore e letteratura da Guccini a Caparezza”, dedicato al rapporto tra cantautori e letteratura. È davvero difficile trattenersi e non menzionare tutti gli altri titoli pubblicati, circa trenta (ma più di sessanta se contiamo gli ebook) negli ultimi due anni.

Si parla di crisi dell’editoria; quali sono – se li conosci – i mezzi preferibili che utilizzi per raggiungere i lettori?

Non credo che esista una ricetta. Se esiste non la conosco. Se la conoscessi non saprei come racchiuderla in poche parole. Semplicemente perché credo che ci voglia sempre molta esperienza. Da quel poco che ho capito, in ordine sparso, ci vuole anzitutto qualità, qualità di libri in cui il lettore possa riconoscersi, non si senta deluso ma allo stesso tempo trovi, credo, una sfida. Ci vuole passione. Non si può fare questa “cosa” credendo che sia un lavoro come gli altri, in cui si può “staccare la spina” per dedicarsi ad altro. Se ti piacciono le storie vedi storie ovunque, a prescindere che queste storie possano o non possano finire dentro a un libro. Si devono amare le persone. Si deve amare il contatto con la gente, perché – ad esempio – esistono le presentazioni dei libri, alle quali si può sempre imparare qualcosa di nuovo, che non si sa, sui libri che si sono pubblicati. Bisogna che questi libri siano facilmente raggiungibili, in libreria e altrove, nella rete. Alla fine, secondo me, decidono sempre i lettori; è il lettore che va in libreria a ordinare un libro, il libraio può consigliare, magari accorgersi che un titolo può essere più indicato di un altro, anche se i librai che fanno questo lavoro di cernita e selezione non sono tantissimi, e ogni volta che ne incontri una, o uno, è un piacere perché ti accorgi che il libraio in fondo fa un lavoro simile a quello dell’editore, nel selezionare testi piuttosto che altri. Bisogna creare occasioni di lettura, essere disposti a mettersi in gioco, sapere che un libro, e una storia, sono valide ovunque, in mezzo a una strada oppure sugli scaffali. Essere pronti alle novità, cercarle, non fidarsi mai di ciò che è sempre identico, perché vuol dire che ci si è fermati, in un certo senso. Secondo me non è vero che i lettori sono pochi o diminuiscono, magari diminuiscono gli acquirenti di libri, le due categorie non sempre coincidono.

Di seguito alcuni titoli editi da Musicaos Editore:
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