Massimo Federico: the Globetrotter comes back home

Massimo Federico: the Globetrotter comes back home

Massimo Federico: the Globetrotter comes back home

di Nicola Serracca

Se è vero che al giro di boa si torna a riva, là da dove si è partiti, è altrettanto vero che durante il viaggio di ritorno si può cambiare rotta ed immaginare una nuova prossima meta.

”Sire, datemi una barca”

“Sai navigare?”

“Imparerò in mare!” 

Così scrive ne “Il racconto dell’isola sconosciuta” Josè Saramago.

Il Dott. Massimo Federico ha chiesto il trasferimento di residenza da Modena a Taviano. Ha  compiuto settanta anni lo scorso 21 Settembre ed ha maturato gli anni di servizio per “andare in pensione” il 31 Ottobre dall’Università, non certo dalla professione medica. Difficile abbinare al Professore il concetto di pensione quanto quello di residenza, ed è ancor più difficile credere che il ritorno sarà dritto fino a casa. Ammesso che un ritorno ci sarà.

Il suo viaggio inizia da Taviano, nel Novembre del 1968, per raggiungere Roma dove consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica nel 1974. Si specializza poi  con lode in Ematologia Clinica presso l’ Università di Modena e in Medicina Interna presso l’ Università di Pavia. Da subito allꞌattività medica affianca ricerca scientifica e docenza universitaria fino a ricoprire il ruolo di Professore Ordinario di Oncologia Medica nellꞌAteneo modenese.

Se pur comoda e illustre la sedia da Docente universitario non lo tiene fermo. Innumerevoli collaborazioni internazionali, susseguitesi nel corso degli anni spesi in favore della lotta ai tumori, lo portano infatti  in giro per il mondo divenendo Globetrotter della Medicina.

Il Professore Massimo Federico si reca in Libia per realizzare un Centro oncologico a Bengasi e per lo sviluppo del Registro Tumori a Misurata;  in Qatar, a Doha, per collaborare alla creazione di un Centro di ricerca; in Brasile e in Russia per offrire cooperazione in campo onco-ematologico; in Ecuador al fine di rafforzare la collaborazione scientifica con il S.O.L.C.A. ; in Albania per lo sviluppo del Piano Oncologico Nazionale.

Potevano mancare gli U.S.A.? Si registra attività scientifica del Ricercatore tavianese – sic est! non si arrabbino i Modenesi– in Arizona, in Illinois , a New York e in oltre venti città degli States.

Il Medico Globetrotter, tra un volo e l’altro, organizza corsi, convegni e  congressi che lo portano da Modena a Londra, Parigi, Colonia, Lugano, Madrid, Lisbona, Amsterdam, Barcellona, Praga, Mosca, San Pietroburgo, sul Lago Baikal e a Novosibirsk, San Paolo, Rio de Janeiro, Curitiba, Brasilia, Campinas, Florianopolis, Buenos Aires, Santiago del Chile, Montevideo, Guayaquil, Lima.

Più di quattrocento Relazioni Scientifiche in oltre settanta diverse Nazioni.

Le tappe della sua attività professionale parlano ovviamente anche  Italiano.  Tra tutte: il ruolo di Responsabile dellꞌU.O. di Oncologia di Città di Lecce Hospital, Care and Research ed il ruolo di Presidente dell’Associazione Angela Serra per la Ricerca sul Cancro , nonché di Presidente del Comitato per la realizzazione del Centro Oncologico Modenese che ha visto lꞌinaugurazione nel Febbraio del 2003…

Un Palmarès talmente vasto ed autorevole, quello del Professore Federico, da rendere inadeguato un tentativo di sintesi. Lo dimostra il fatto che il suo Curriculum Vitae ufficiale, presente nei siti istituzionali, è suddiviso in capitoli e consta di decine e decine di pagine.

Negli studi di Modena e Taviano del Dott. Massimo Federico i tanti attestati di riconoscimento sono testimonianza  dei suoi viaggi.

Tra prestigiosi Premi (Modenese dell’anno, Premio Terra del Sole del Comitato Premio Barocco, Premio Mediterraneo, Premio Lions Club, et cetera…) nellꞌufficio di Modena incuriosisce un mattoncino posto in bella mostra,  come fosse il più importante (pur trattandosi in realtà di una pietra!), sul quale è inciso: “ A Massimo Federico, illustre Sognatore e Costruttore…”

A Taviano il trait d’union è immediatamente percepibile: aprendo la porta dello studio di via Franco ci si trova di fronte ad una macchina da scrivere e ad un planisfero affisso al muro, là pronti a raccontare  un viaggio, una scoperta, una vita.

Suggestiva coincidenza è che accanto a quella porta  vꞌè la casa da cui il viaggio è cominciato. La casa dei Sigg.ri Mariolina e Dott. Nino Federico che la Comunità Tavianese ricorda con profonda stima e gratitudine. 

Da lì è cominciato il viaggio e quella casa, in cui il padre medico accoglieva i suoi assistiti, ora accoglie la residenza del Professore Sognatore e Costruttore, dopo molte tappe da segnare sul planisfero. 

 Un sognatore diventa  costruttore con tenacia e coraggio.

Tenacia? Si racconta che, poco più che adolescente, pur di giocare a calcio con gli amici,  abbia ripulito dalle erbacce un giardino adiacente la Chiesa della B.V. Maria Addolorata, con il benestare di Don Luigi Antonazzo. E si dice che abbia sempre seguito il calcio con passione tanto che negli anni Ottanta pare abbia messo in piedi  una squadra, con l’ aiuto di un amico e collega  Siriano, pur giocando poco. –Giustizia è fatta: o un talento o laltro!-. 

Coraggio? Si racconta anche che in uno dei suoi viaggi in Africa, per comprendere la situazione politica locale, abbia incontrato miliziani armati fino ai denti per scambiare due chiacchiere, con la sua tipica autorevolezza informale, come fosse in Corso Vittorio Emanuele a Taviano. 

Tanto altro si narra del Professore Federico, tra realtà e mito.

La realtà è che il Professore Federico è, e sarà sempre, colui che ti ha salvato la vita. Colui il quale, salvando la vita a tua madre o a tuo padre, ha restituito il sorriso anche a te. Colui che è diventato il “porto sicuro” al quale approdare dopo il viaggio della speranza Lecce-Modena. Per molti di noi Tavianesi è Il Non plus ultra. Anzi , Il Massimo!

 –Quando si dice che nel nostro  nome è scritto il nostro destino!-

-Doc, ma tu, cosa pensi del tuo viaggio?

-Una bella avventura…e non abbiamo smesso di sognare!

Nessun dubbio. Tra i progetti in cantiere c’è quello di dotare lꞌassociazione “Angela Serra” di un’imbarcazione sequestrata alla mafia, al fine di organizzare corsi di Vela-Terapia.

il viaggio continua! Continua dunque in mare, forse verso unꞌ isola, un’isola sconosciuta…

Avanti tutta Doc! La  boa  raggiunta era troppo vicina!

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