Per Marinella Cacciatore: il ricordo di Don Fernando Vitali

Per Marinella
“Che, nonostante l’inquinamento luminoso e acustico di questo mondo, tra le tante luci, riusciamo a distinguere la LUCE e facciamo tacere le tante voci per sentire la Sua VOCE!”
È l’augurio di Marinella ad ognuno di noi che prorompe dal delicato ricordo che ne fa don Fernando Vitali e che proprio oggi, nell’occasione della intitolazione dell’Auditorium del Liceo VANINI di Casarano alla memoria della Prof.ssa Marinella Cacciatore, rende ancora più viva e presente questa donna forte e coraggiosa, le cui tracce sono evidenti nelle tante sue azioni, ma che sono ancora più chiare, come rivela lo stesso don Fernando, nel cuore di ognuno di coloro che lei ha conosciuto e che, ne siamo certi, farà tesoro di questo meraviglioso ricordo che ancora e sempre saprà dirci parole di verità e gioia.
Ci complimentiamo con il Liceo VANINI di Casarano, con la dirigente, il corpo docente e non, con tutti gli studenti per questa decisione di legare indissolubilmente la vita e i gesti di Marinella, donna e docente meravigliosa, ai destini dell’Istituto che, ne siamo certi, saranno sempre straordinari..

Ciao Marinella.

Cosa conta nella vita? I soldi, il successo, gli applausi, il consenso della massa?

No certamente, ma quello che tocca, quello che fa muovere il cuore e non le mani o le labbra.

Una premessa doverosa che mi permette ora di comprendere a pieno quali cose ha lasciato a noi Marinella, ora che è uscita dalla scena di questo mondo: una scia di bene, di luce, di amore, di gesti gratuiti di carità che, sullo stile del buon samaritano, curano, fasciano le ferite dell’uomo abbandonato, emarginato, solo.

Sono i gesti del Vangelo, sono i gesti dell’amore che Gesù ci ha insegnato e ci ha raccomandato e comandato: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.

E chi è Marinella, come mi è apparsa nei suoi giorni di impegno?

Nel mio cuore è delineata così, una persona squisita, allegra, pronta alla battuta che sdrammatizza situazioni pesanti e che fa spuntare, quasi strappandolo dalla fatica di vivere, un sorriso sul volto di chi era triste o in evidente disagio.

Marinella è stata una persona di speranza, capace di stare con i bimbi, son i giovani e gli anziani e con i soggetti più sfortunati e diversamente abili. Tutti con lei si sentivano a proprio agio, perché Marinella aveva il carisma di farsi bambino coii bimbi, giovane coi giovani e povera coi poveri.

Si faceva voler bene da tutti perché dentro l’anima Marinella indossava una Fede non formale ma concreta, quella fede che si nutriva delle Parole del Vangelo.

C’era Gesù, c’era lo spirito del Rosario che operava grazie alla sua semplicità, alla sua abbondante carità, c’era una voglia di povertà autentica che si manifestava nei suoi gesti di profonda disponibilità ad accogliere ogni altro che incontrava.

Sul portale della Fede c’è una domanda che ci riguarda ancor prima di entrare: Chi cerchi? Cosa cerchi? Una domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli ed ora a noi Non tutti hanno una risposta che li metta in cammino con Lui, perché bisogna prima spogliarsi di tutto per potere camminargli accanto. “Vieni e seguimi”, ma solo dopo avere abbandonato le cose del mondo, portando con noi solo i calzari, un bastone ed una bisaccia con solo l’essenziale dentro: la Fede, il Servizio per gli altri, la Fiducia di avere un buon raccolto se è lui che ce lo promette.

Quello che ha fatto Marinella nella propria vita, a me pare, è davvero alla portata di tutti, è un dovere di ognuno di noi che con facilità osiamo definirci cristiani.

Purtroppo “molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti”.

Il cuore di Marinella batteva sempre per gli altri e con gli altri. Con lei nessuno si sentiva solo; era sempre un punto di riferimento per tutti.

Certo i giorni di Marinella, la sua vita, non sono stati solo “rose e fiori”, tutt’altro. Come succede per ogni Profeta, non sono mancati i contrasti, le salite faticose, le critiche, i muri eretti anche da parte di persone “di chiesa”, che la ostacolavano invece di costruire insieme a lei la casa della carità che sa aprirsi a tutto.

Ho conosciuto personalmente le sue delusioni, le sue sofferenze, ma tutto ciò non le ha fatto perdere il sorriso o cambiato le sue convinzioni.

Ora permettetemi una domanda apparentemente banale: Dov’è oggi la nostra Marinella, che resta di lei, dove ritrovarla? Non certo in un piccolo spazio terreno, non solo nei ricordi, che col tempo tendono a sbiadirsi ed ossidarsi. Marinella è sì in cielo, ma è rimasta nel cuore di tutti quelli che l’hanno conosciuta, abita ancora l’Amore che ci rende liberi ed oggi lascia ad ognuno di noi il testimone del servizio.

Ogni potatura, ogni tralcio che viene reciso nell’inverno della vita lascia spazio ad un vigneto nuovo in cui ognuno di noi si deve rivedere e riconoscere, perché rimanendo legati alla vite portiamo molto frutto.

E noi ci siamo nutriti in diversi modi dei frutti di carità prodotti da Marinella e ne abbiamo gioito, frutti che si conservano nel cuore e conteranno tanto in cielo nel giorno del nostri incontro definitivo col Signore nel suo regno.

Oggi, nella Misericordia di Dio, Marinella può dire col suo sorriso “io vedo il Signore, lo contemplo coi miei occhi, ne possiedo la pienezza della vita e della gioia”.

Oggi Marinella rivolge a ciascuno di noi l’augurio che, pur nella dimensione nuova della Fede, possiamo da ora gustare la gioia infinita che lei già vede senza veli.

Chiedo scusa a Marinella, alla sua famiglia ed a voi che mi leggete, se di lei ho detto così poco, ma il resto lo potete raccontare voi perché Marinella ha scritto nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta, ma soprattutto nel cuore di Dio.

Agli auguri inviatile per Natale rispose con queste parole: “Grazie carissimo don Fernando. Buon Natale anche a te. Che, nonostante l’inquinamento luminoso e acustico di questo mondo, tra le tante luci, riusciamo a distinguere la LUCE e facciamo tacere le tante voci per sentire la Sua VOCE! Un abbraccio”.

Il 29 dicembre le mandai tramite messaggio una bella preghiera di Arley Tuberqui

Signore,

alla fine di questo anno voglio ringraziarti

per tutto quello che ho ricevuto da te,

grazie per la vita e l’amore,

per i fiori, l’aria e il sole,

per l’allegria e il dolore,

per quello che è stato possibile

e per quello che non ha potuto esserlo.

 

Ti regalo quanto ho fatto quest’anno:

il lavoro che ho potuto compiere,

le cose che sono passate per le mie mani

e quello che con queste ho potuto costruire.

 

Ti offro le persone che ho sempre amato,

le nuove amicizie, quelli a me più vicini,

quelli che sono più lontani,

quelli che se ne sono andati,

quelli che mi hanno chiesto una mano

e quelli che ho potuto aiutare,

quelli con cui ho condiviso la vita,

il lavoro, il dolore e l’allegria.

 

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono

per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,

per le parole inutili e per l’amore disprezzato,

perdono per le opere vuote,

per il lavoro mal fatto,

per il vivere senza entusiasmo

e per la preghiera sempre rimandata,

per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,

semplicemente… ti chiedo perdono.

 

Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,

tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno,

io fermo la mia vita davanti al calendario

ancora da inaugurare

e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

 

Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria,

la forza e la prudenza,

la carità e la saggezza.

 

Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,

chiudi le mie orecchie a ogni falsità,

le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste

o in grado di ferire,

apri invece il mio essere a tutto quello che è buono,

così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni

e le sparga a ogni mio passo.

 

Riempimi di bontà e allegria

perché quelli che convivono con me

trovino nella mia vita un po’ di te.

 

Signore, dammi un anno felice

e insegnami e diffondere felicità.

 

Nel nome di Gesù, amen.

 

Lei rispose “Davvero bella, Don Fernando! Grazie … Un abbraccio”.

L’8 gennaio, alle 10,28, le mandai un altro video di auguri, ma non fu mai aperto da lei e rimase senza risposta….non poteva più, era impegnata per l’ultimo viaggio verso il cielo da dove, immagino, lei abbia risposto … col suo sorriso … che continua anche oggi ad offrire a ciascuno di noi ma che solo il cuore, sintonizzato sull’onda dell’Amore, può captare.

Ciao Marinella, intercedi per noi presso il Signore, noi che siamo in cammino verso la Patria comune dove Tu co attendi e ci accoglierai, ne sono sicuro, col riflesso del sorriso di Dio.

Don Fernando VITALI

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