Marcello Torre, il sindaco coraggioso

Marcello Torre, il sindaco coraggioso

Marcello Torre, il sindaco coraggioso

Non è mai una perdita di tempo parlare di legalità, come è doveroso ricordare i nomi di coloro che hanno perso la vita per contrastare quel potere oscuro e violento che soffoca la società. In questo articolo vogliamo ricordare una delle tante vittime della mafia, Marcello Torre, nato a Pagani (SA) il 9 giugno 1932.

Marcello Torre fu un giovane che si fece notare per il suo impegno nel civile, fu membro della Federazione Universitaria Cattolica Italiana e di Azione Cattolica, di quest’ultima divenne anche dirigente. Terminati gli studi, iniziò la professione di avvocato e, contemporaneamente, coltivò la sua passione per il giornalismo, diventando cronista del giornale “Lo Sportivo”. Entrò nello staff dirigenziale della squadra di calcio del suo paese, La Paganese, di cui divenne anche presidente.

Dotato di un forte carisma, entrò in politica e venne eletto sindaco di Pagani il 7 agosto del 1980 nella lista DC, come indipendente. Non fu uomo politico che si uniformò al sistema clientelare, anzi contrastò molto questo cattivo costume come denunciò lui stesso in un suo discorso, “ Pagani ha scritto le pagine più avvilenti della sua storia, tormentata com’è  dalla camorra politica e dalla delinquenza di piccolo è grande cabotaggio, sfruttata com’è dai gruppuscoli si è trasformata da realtà viva e palpitante in zona di pascolo per sfaccendati approfittatori che nella politica hanno trovato facile arricchimento[…]. Erano quelli gli anni in cui si erano affermate la nuova camorra organizzata del sanguinario Raffaele Cutolo in Campania, la famiglia degli spietati corleonesi in Sicilia e le crudeli ndrine calabresi. Erano gli anni in cui si rafforzarono le logiche clientelari quando da Roma si stanziavano miliardi e miliardi delle vecchie lire. Il 23 dicembre del 1980 Pagani Fu uno dei comuni colpiti dal terremoto in Irpinia, ovviamente subito arrivarono i primi stanziamenti statali per far fronte all’emergenza e Marcello Torre ostacolò quelle ditte fortemente contaminate dalla malavita che su quei soldi volevano mettere le mani, per questo venne assassinato l’ 11 dicembre del 1980 da un gruppo di killers che lo attendevano fuori casa, che circondarono l’auto guidata da un suo conoscente e lo freddarono a colpi di Lupara.

Una vicenda umana e politica quella di Marcello Torre simile a quella di altri politici, su tutti Piersanti Mattarella, che, da pubblici amministratori, agirono nel rispetto reale delle regole dello Stato e non di quelle regole di compromessi sottaciuti e malavitosi dei cumparielli. Per il delitto di Marcello Torre vennero condannati il camorrista Francesco Petrosino, come esecutore materiale, e Raffaele Cutolo, come mandante. Gli altri killers indicati dai pentiti per una serie di norme processuali furono ritenuti non giudicabili.

Giancarlo Panico

Giancarlo Panico

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