Maestra è stato Paolo!

Nuovi dati Istat, nuove polemiche. Ormai è consequenziale, si aspettano i numeri come fossero l’Oracolo di Delfi per giudicare, per togliere la museruola e attaccare. Non c’è nessuno che dimostri un briciolo di intelligenza da capire che questi rilievi sono solo istantanee che risentono di molteplici fattori e che non sempre colgono la realtà. Per intenderci, è come cercare di cogliere il finale, la trama, la caratterizzazione dei personaggi di un film guardando solo la locandina.

Forse sarebbe il caso di tenere questi dati fuori dalla quotidianità delle persone, che mai come in questo periodo storico si piegano come una canna di bambù a seconda del vento. Informare sulla carenza del lavoro, a cosa può servire? Come se non si sapesse tra l’altro. Dare rilievo ad un ministro che spiega i dati negativi con l’attività del precedente governo, a cosa serve? A nulla, si alimenta solo una tensione psicologica che, solo a causa della catalessi sociale, non porta ad una guerra civile. Se l’uomo contemporaneo, anzi, l’italiano medio contemporaneo non trovasse sfogo sui social per manifestare la propria frustrazione, forse si ritornerebbe al biennio 1919-1920. Forse! Forse perché potrebbe essere andata persa la voglia di far sentire la propria voce. Ah già, ci sono i commenti da mettere sotto le foto su Facebook.

Perché non possiamo provare la gioia di avere un amministratore che eviti di dare la colpa agli altri? Perché ci facciamo rappresentare da individui che assumono comportamenti infantili?
Come se dare la colpa a qualcun altro scaricasse dalle proprie responsabilità.
Perché non puntiamo sull’ottimismo, sulla fratellanza? Perché la frustrazione fa sempre più proseliti? Perché il divano, la copertina e lo smartphone ci sembrano la nostra trincea in cui rifugiarci durante quella che pensiamo una guerra personale, ma che è sociale in realtà?

Sono troppi quesiti senza risposta. Max Weber diceva che ci sono 3 tipi di potere legittimo, forse si può ricercare qui la soluzione. Davanti al fallimento di due dei tre, ne rimane solo 1: il potere carismatico. Sì, va bene, in passato ha fatto molti danni, ma non dimentichiamoci degli esempi virtuosi: Mandela, Gandhi, King. A differenza dei nostri nonni, abbiamo grado di istruzione, informazione, cultura che dovrebbero permetterci di non cadere in errore, di non seguire le persone sbagliate. C’è la possibilità di risollevare la testa, proprio attraverso queste 3 cose: istruzione, informazione, cultura. Non perdiamo la speranza, però non facciamoci abbindolare da promesse, programmi, vantaggi. Pensiamo alla comunità, non al singolo. Anche la Natura ci sta voltando le spalle.

Marco Mariano

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