“Lu Cannurutu” ovvero “Il Ghiottone”: un gioco dal passato

di Vito Bergamo – Casa Museo della civiltà contadina e della cultura grica

Anticamente  nel  Salento  esisteva  una  tradizione  popolare: Lu  cannarutu , che  proveniva  molto probabilmente  dalla  Grecia  del  Nord (Grevena,  Kozani,  Serres,  ecc. ), come mostrano  le  foto  accluse.

E’ possibile che sia stata introdotta  nel  Salento  con  le  diverse migrazioni  che  si  sono  succedute  dall’ anno  1000 in  poi. Quello  che  è  certo  è  che  la  tradizione è  di  origine  cristiana  perché  richiama  la  Quaresima  e  la Resurrezione.

Lu  cannarutu è  un  gioco  rivolto  soprattutto ai  bambini, almeno in epoca recente.  In  Grecia consisteva  nel  fissare   ad  una estremità  del bastone  un  filo a  cui  veniva   legato  un  uovo sodo.  Si  faceva  dondolare il filo con l’uovo appeso vicino  alla  bocca  dei  bambini  che, con  le  mani  tenute ferme   dietro la  spalla, cercavano  di  addentare l’uovo.  L’intento  del  conduttore  del  gioco era  quello  di  non  farglielo  addentare subito.  Poi  naturalmente,  dopo  molti  inutili  tentativi,  rallentando il movimento di oscillazione del filo, si favoriva il buon esito del gioco. Il bambino, che normalmente disdegnava l’uovo sodo, era ben felice di divorarlo perché era il trofeo della vittoria!

La  stessa  cosa  succedeva,  si  presume,  in  tutto  il  Salento. Oggi purtroppo  questa  tradizione  è  quasi  del  tutto scomparsa, probabilmente perché  questi  giochi  sono  stati  sostituiti  da  ben  altri  intrattenimenti: televisione,  giochi  elettronici  ecc.  che  non  permettono  alle  famiglie  di  oggi  di  avere  molti  momenti  di  aggregazione  per  seguire  le  antiche  tradizioni.

Per  fortuna, la tradizione  sopravvive  ancora  ed  è  praticata  a  Calimera  e,   in  minor  misura, in  qualche  altro  paese  della Grecìa  Salentina.

A  Calimera,   il  gioco del  Cannarutu  è  leggermete  diverso:  l’uovo  è  appeso ad  un  filo che  non  è  legato  ad alcun  bastone, ma  viene  tenuto  in mano direttamente  dal  conduttore  del  gioco.  Quest’ultimo,  anticamente,  doveva  essere  un  nonno,  poi  successivamente,  poteva  essere  qualunque  altro  adulto.

Il  gioco  viene  svolto  in  grande  allegria  e  in tono scherzoso ma, nello  stesso  tempo, anche  con  una  certa serietà per  quanto  riguarda  il  rispetto  delle  regole.  Ad  esempio,  se  il  bambino  alza  la  mano  per  prendere o toccare  l’uovo,  viene  punito.   La  regola  è   che  l’uovo  lo  si  deve  mordere  direttamente, mentre  dondola  vicino  alla  bocca  e  senza  usare  le  mani.

Lu  cannarutu  viene  fatto  il  martedì  grasso  cioè  l’ultimo  giorno  di  Carnevale, prima del mercoledì  delle  Ceneri  che  segna  l’inizio  della  Quaresima.

Un’ antica  cantilena  della  Grecia  del  Nord  recita:  “  Con  un  uovo  ti  chiudo  la  bocca  e  con  un  uovo  te  la  riapro”.   Questo  sta  a  significare  che  con  il  sopraggiungere  della  Quaresima  si  deve  rispettare  il  digiuno,  l’astinenza  e  la  penitenza  fino  alla  Pasqua  di  Resurrezione, giorno  in  cui  vengono  mangiate,  qua  nel  Salento,  le  cuddhure:  dolci  (ma un tempo solo pane) di   biscotto a  forma  di  pupa, cestino o  di  galletto al  cui  è posto un uovo, simbolo della vita che risorge.

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