L’orgoglio civico contro l’Italia delle discariche

L’orgoglio civico contro l’Italia delle discariche

L’orgoglio civico contro l’Italia delle discariche

Quant’è bella l’Italia! Come si mangia bene in Italia, e così via. Tutto vero. Ma qualcuno forse ha dimenticato che prima di decantare le proprie bellezze, bisogna anche saperle curare, e non aspettare che lo facciano altri per noi. Recenti indagini hanno dimostrato che la raccolta differenziata in Italia è in aumento, ma questo non è bastato a far diminuire l’abbandono di rifiuti per le strade. Un miglioramento che va di pari passo con il degrado. Per quanto una comunità si sforzi di fare il suo meglio, c’è sempre il “personaggio” di turno che guarda il suo piatto sputando su quello degli altri. Ed in questi casi, si può proprio dire che butta la spazzatura nell’ambiente in cui altri vivono.

Un malessere generale che lascia indifferenti molti di noi. Ma come si può pensare di elogiare l’Italia se per alcune strade un qualsiasi passante può scoprire frigoriferi rotti e divani strappati con lo sfondo (tanto per citarne uno) del Vesuvio di Napoli?

L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha constatato che negli ultimi 10 anni la raccolta differenziata sia aumentata arrivando al 52,5%. Ma non è abbastanza, dato che la soglia minima obbligatoria è 65%.

La crescita c’è, ma ancora non si riesce a frenare il cosiddetto “turismo dei rifiuti”. Le motivazioni sono varie, e tra le più gravi spicca la regola del “ho visto altri che lo fanno, e quindi lo posso fare anche io”. Se in un angolo vi sono cumuli di spazzatura, allora ci sentiamo autorizzati ad aumentare questo spettacolo disonorevole prima di tutto per noi stessi, dato che l’ambiente in cui viviamo è anche il nostro, e non è certo nascondendo gli scheletri dentro l’armadio di altri che miglioriamo la qualità del territorio.

Un’altra causa va ricercata nelle aziende che lavorano in nero. Dove potrebbero buttare i rifiuti pesanti per non destare sospetti? Nelle campagne, ovvio. Tanto ovvio quanto vergognoso.

Alcune associazioni europee hanno trovato la parola magica per porre fine a questa violenza ambientale: orgoglio civico. Bisogna risvegliare questo aspetto nell’essere umano, per incitarlo a vivere bene in una città che sta bene, e quindi, una città pulita. In Irlanda da oltre 50 anni esiste l’iniziativa “Tidy Towns”, un lungo periodo che testimonia l’efficacia di tale iniziativa, volta a proteggere la bellezza dei nostri luoghi mettendo ad esempio fiori, parchi e verde in ogni angolo della città. Così come hanno fatto gli olandesi della “Nederland Schoon”, sostenitori del pulito e della bellezza.

In uno stile di vita sempre più dinamico, buttare una cartaccia nel parchetto in cui ho fatto pausa pranzo non è grave, dato che è lontano da casa mia. Quindi in tutti luoghi che non sono casa mia, la spazzatura può crescere.

La scelta da fare è: rispettare l’ambiente in cui vivo o sporcarlo? Lo Stato deve prendere provvedimenti come sta già facendo, e noi cittadini dobbiamo capire che in quel parchetto una bambina vorrebbe rotolarsi sull’erba, non sulla nostra spazzatura.

L’Italia non è una discarica.

Gloria Stella

Gloria Stella

Classe 1992. Sono nata in Salento e me lo porto ovunque io vada. Mi piace scoprire e raccontare tutto quello che vivo scrivendo. Viaggio e rido tanto, e non mi sazio mai.

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