Leonardo Da Vinci ai fornelli

Molte sono le leggende in merito alle qualità culinarie di Leonardo da Vinci. Di lui si è scritto che, durante l’apprendistato dal Verrocchio, avrebbe servito ai tavoli della “Taverna delle tre lumache”, nella zona di Ponte Vecchio; un’altra leggenda è quella sull’esistenza di un ristorante chiamato “Le  tre rane di Sandro e Leonardo” aperto da Leonardo da Vinci in società con Sandro Botticelli. Tuttavia, nonostante questi fatti non siano mai stati provati, è certo che il nostro genio ebbe un forte interesse per la cucina, un interesse che si può rintracciare già nelle sue stesse origini.

Leonardo, infatti, nacque nel 1452 in una famiglia toscana possidente poderi che producevano grano, vino e olio; egli stesso fu proprietario di terreni a Milano e a Fiesole e, nei suoi scritti, esiste la conferma degli studi che intraprese per la concimazione ideale del terreno, per la conservazione degli aromi del mosto e per tramutare il colore del vino da bianco in rosso. Tra i suoi progetti troviamo, inoltre, disegni di mulini e frantoi e studiò un modello, simile ad una moderna turbina, per trasformare il grano in farina.

L’artista si interessò anche a problematiche riguardanti la salute. Nel Codice Atlantico è presente una ricetta a base di  scorza d’avellano (la nocciola), ossa di datteri, semenza d’ortica e vino bianco  per espellere i calcoli dalla vescica; non mancano, poi, dei suoi consigli di dietologia, come quello di masticare bene, cenare in modo leggero e fare esercizio fisico  (da lui definito “piccolo moto”).

Ma l’incredibile creatività di Leonardo ebbe modo di esprimersi soprattutto nel funzionamento delle cucine. In un foglio risalente al 1492, l’inventore toscano progetta un apparecchio costituito da un mantice circolare a tre camere d’aria, azionato da un sistema di contrappesi, utile per raffreddare bevande; ancora, non mancano descrizioni di metodi per affumicare la carne convogliando il fumo del camino in condotti ad esso collegati; infine, nel Codice Atlantico, rinveniamo il disegno di uno spiedo che ruota sfruttando con un’elica il calore di una fiamma oppure di un girarrosto “ad orologeria” attivato da una molla (il moderno timer!).

Insomma, Leonardo da Vinci ha messo la sua genialità a disposizione dei fornelli, quasi certamente non è stato uno chef e forse nella sua vita non ha mai cucinato, ma può senz’altro considerarsi un antesignano dell’attuale tecnologia domestica che conosciamo con il nome di domotica.

Gabriella D'Aquino

Gabriella D'Aquino

Nata a Lucerna, ma cresciuta a Casarano, dove attualmente vivo. Mi sono laureata in Giurisprudenza a Bari e lavoro come operatrice in un call center. Tra codici di diritto e consulenze telefoniche, coltivo due grandi passioni: il canto e la scrittura. Cantando e scrivendo mi sollevo da terra e comincio a girovagare tra le nuvole... un posto che adoro!

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