Le palestre del pensiero che si chiamano giornali

fototessera-1“Fare il giornale”… All’inizio mi sembrava un’espressione impropria. Il giornale lo si scrive, pensavo. Sul giornale si versa inchiostro e gli articoli ci vanno un po’ a caso, alla meglio, diciamo. Invece no, il verbo “fare” è tutt’altro che estraneo all’esperienza del giornalista. Un giornale lo si fa, lo si assembla, lo si incastona come un brillante in un cerchio di platino. Ecco che allora le sembianze tutte teoriche del mestiere di giornalista assumono i contorni pratici del più fine degli artigiani, costretto con piacere a lavorare tra pialle e dizionari, tra carte e vernici, tra squadre e versetti. Ecco che, allora, l’aurea quasi snob del cronista, senza apparenti pretese di concretezza, cade, a vantaggio dell’utilità sociale di chi aspetta un pezzo di carta per connettersi con il mondo, per cercare risposte, per nutrirsi di sapere. Un giornale è esercizio purissimo di sintesi e geometria, perché gli spunti si contemperano e si fondono in un blocco armonico, piacevole agli occhi e gradito alla mente. Tutto ciò abbiamo tentato di fare con questo nuovo numero de “La Piazza”. Cari amici che ben conoscete la nostra linea editoriale, cari amici che per la prima volta vi accingete a sfogliare un giornale a voi sconosciuto, un saluto cordiale e un augurio: che dalle letture di queste pagine nascano pensieri critici, nascano dibattiti, alla base di una società culturalmente vivida. Gli articoli e i contributi di ogni genere che andrete a leggere sono frutto di un lavoro di ricerca che ognuno, secondo le proprie competenze, ha messo al servizio di questo progetto. Grazie anche a chi questo lavoro l’ha fatto, quindi. Anzi, soprattutto a loro che, con il loro sì incondizionato, hanno permesso a questo pezzo di carta di riprendere vita, dopo qualche anno di stand-by. Ci siamo, quindi; meglio, ci risiamo. “La Piazza” (l’associazione) è tornata, più viva che mai, pronta a riprendere le fila di un discorso mai concluso, quello che ci parla dell’amore per una terra ricca di bellezza, di cultura, di sapere, ma anche piena di contraddizioni e debolezze. Nulla di insormontabile naturalmente. Però, oggi più che mai, è necessaria la passione, l’afflato amorevole e speranzoso di una società conscia dei propri limiti ma ancora più conscia delle proprie opportunità. Ancora grazie a voi, perché, ne sono certo, leggerete questi fogli, (magari noiosi, magari ricchi di refusi) con la lena di un atleta sempre pronto a migliorarsi, sempre pronto a trovare in uno scritto, in un qualsiasi scritto, una palestra del pensiero.
I prossimi numeri saranno aperti agli spunti e alle idee di quanti sentiranno l’esigenza di condividere con noi un pezzo di strada. Più avanti con le pagine troverete i nostri contatti: sentitevi liberi di scriverci, anche solo per un saluto, anche solo per una riflessione, anche solo per inviarci una foto che per voi rappresenta un momento particolare. Saremo lieti di visionare tutto, di discuterne insieme e, magari, di pubblicare gli spunti più originali e interessanti.
Due ultimi ringraziamenti: il primo all’associazione “La Piazza” che ci supporta anche e soprattutto economicamente (la cultura è compito gravoso per le tasche). Il secondo grazie va al nuovo direttore responsabile, Giancarlo Colella, che con la sua esperienza e la sua passione, ne sono certo, sarà guida sicura per una squadra piena di entusiasmo.

Alla prossima…

Gabriele Pasca

Giornalista, anche sportivo. Interista, zapatista, pessimista e tante altre cose in -ista. Classe 1992, studente di giurisprudenza. Leccese ma anche modenese. Insomma, tutto e niente.

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