Le origini di Taviano tra storia e leggenda

di Rossella Federico

foto-rossella-federico“Taviano ha tutta l’aria di un paese nuovo, e produce una bella impressione a chi vi entra giungendovi da Racale o da Gallipoli”.  Così si esprimeva Cosimo De Giorgi, che, con occhio indagatore
dello storico e dello scienziato otto-novecentesco, ci restituisce l’idea di bellezza del paesaggio vallivo e urbano di Taviano, un paesaggio rurale completamente costruito, con i segni della storia che si sono sovrapposti.

 In effetti la “Valle di Taviano”, immersa nella verdeggiante campagna salentina, si presentò fin dai tempi foto-2più antichi come un sito privilegiato, che gode tuttora di una posizione strategica grazie a due fattori fra loro complementari: la particolare fertilità dei suoi terreni, protetti dai venti freddi di tramontana ed esposti invece verso il mare e, soprattutto, il fatto di essere attraversato dalla “via Sallentina”, che lo collega ad Alezio e ad Ugento, e vicino al porto di Gallipoli.

E’ dunque in questo scenario, fra atmosfere arcadiane e storie di duro lavoro contadino, che si inseriscono le radici, ancora celate da un velo di leggenda, di questa terra che le fonti vogliono far derivare da un presunto centurione romano di nome Ottaviano.

foto-3Per far luce sugli aspetti storico–urbanistici del sito, abbiamo a tal proposito individuato due distinte fasi storiche ed evolutive, concomitanti fra loro, che definiscono e inquadrano il territorio della nostra Taviano, all’interno di tre diversi periodi di crescita urbanistica e demografica, oltre che culturale, artistica e sociale.

Una prima fase è appunto quella romana, di cui abbiamo testimonianze desunte principalmente: a) dalle tesi degli storici del XIX e XX secolo e i resti della centuriazione romana presenti, come vedremo, in alcune antiche e principali arterie stradali che collegano Taviano ai centri storicamente propulsivi, Alezio, Gallipoli e Ugento, ma anche le vie che lo collegano con Matino e Racale; b) dalle dimensioni del nucleo originario del centro storico. L’isolato compreso tra via Fosso, via Nizza, via Garibaldi e via Crocifisso, fa pensare ad un abitato di epoca romana appunto, da mettere in relazione con il tracciato della suddetta via Sallentina;  c) da ipotesi di carattere linguistico : i toponimi in “anum” che formano la grande caratteristica foto-4toponomastica dei comuni del Salento, evidenziano l’espressione più concreta dell’avvenuta latinizzazione dei siti e dunque l’origine romana, che è poi una consuetudine che troverà la sua naturale continuità ed evidenza durante il periodo normanno.

L’origine romana del sito è ipotizzata da diversi studiosi salentini fra ‘800 e ‘900 come padre Bonaventura Da Lama, che nella sua opera parla proprio di “Ottaviano, uno di quei soldati centurioni mandati dalla Repubblica Romana in queste parti, assegnatoli questo campo, per sua porzione e fabbricatovi un casino, chiamollo col suo nome, e con questo nome si mantenne per secoli …“, che Giacomo Arditi ed anche lo stesso Cosimo De Giorgi.

 L’Arditi, fa menzione della presenza di numerose strade che attraversano il paese, collegandolo facilmente a Racale, Casarano, Gallipoli, Matino, Alezio . L’importanza di questa osservazione non comprende soltanto le motivazioni urbanistiche, ma è assolutamente da inscrivere, come ha notato Antonio Costantini “… all’interno della trama del tessuto viario antico e nel quadro più ampio dell’azione pianificatrice del territorio che si realizzò proprio durante l’occupazione romana della Puglia…”.

Taviano, infatti era attraversata dalla via Traiana-Sallentina, che da Taranto scendeva verso il capo di Leuca, intercettando i centri di Manduria, Neritum, Aletium, Uxentum.

Una strada di origine messapica dunque, che, divenne di grande importanza strategica durante il periodo romano. Qui come altrove questo asse viario ha influenzato enormemente le vicende del popolamento di questo centro minore, che risente ancor oggi proprio della trama dell’insediamento romano, così come dell’organizzazione e razionalizzazione del territorio, i cui segni sono visibili fra i terreni della via vecchia, che da Taviano conduce a Racale, lungo i terreni un tempo ospitanti l’antico sito basiliano di Santa Maria del Civo.

Il De Giorgi, nel “Diario di bordo” del suo soggiorno di studio nei paesi della provincia di Lecce, perfettamente allineato alle tesi del Da Lama e dell’Arditi, illustra l’origine romana del casale di Taviano, basandosi soprattutto su foto-5importanti ritrovamenti sul fondo denominato “Chiesa” nei pressi della Masseria Munittola, ai piedi delle collina fra Taviano e Castelforte, una contrada dove sembra esistesse un antico paese romano, Supplessano, le cui vicende di popolamento e sopravvivenza stessa sono fino ad un certo punto complementari e parallele a quelle di Taviano e successivamente autonome e distinte.

 Nel suddetto fondo, nel febbraio 1885, furono rinvenute vestigia straordinarie che testimonierebbero ad un tempo sia l’origine romana e imperiale del sito, sia la sopravvivenza fino all’avvento della dominazione normanna, del rito greco ortodosso.

Dunque queste importantissime testimonianze del De Giorgi, che collegano indissolubilmente le origine romane del paese ai ritrovamenti in contrada Supplessano , antico casale romano ora scomparso, di reperti di epoca imperiale e bizantina, sono un’ ulteriore testimonianza di un presidio originato dalla centuriazione della penisola salentina al tempo della conquista romana.

Come ha osservato anche Mario De Marco nella sua monografia su Taviano, la stragrande maggioranza di scrittori non ha posto in discussione l’origine romana del paese, che viene denominato in un documento risalente all’ottobre 1412, proprio con il nome di CASALE DI LATINI. Una denominazione questa, indicativa di ben due certezze: la prima della sua presunta origine romana, e la seconda di una continuità linguistica e storica successiva, segno tangibile della dominazione normanna, nella presenza appunto dei “casali”.

Una seconda fase, meno leggendaria e mitologica della prima (collegata presumibilmente a ritrovamenti archeologici e sul territorio), è fondata invece su basi più certe, perché documentate, è da ascrivere al XII sec, epoca in cui le fonti coeve attestano una preesistente dominazione normanna, accertata peraltro dalla denominazione “casale”, spesso citata a Taviano in molti documenti. Questa dominazione è riscontrabile in alcune iscrizioni, come hanno sottolineato l’Arditi e il De Giorgi.

Ma il vero e proprio atto di nascita dell’antica Ottaviano, che testimonierebbe inequivocabilmente la presenza di un casale normanno e la sua espansione demografica e urbanistica nel territorio insistente proprio sulla suddetta tratta della via Sallentina, è data un’iscrizione ritrovata nel 1719 in contrada Civo fra Melissano e Taviano, nel corso di una Visita Apostolica del vescovo Antonio Sanfelice al monastero basiliano di Santa Maria del Civo.

Da un atto datato 1190, Taviano, insieme a Casarano, veniva donato dal re Tancredi al cavaliere leccese Ottaviano Foggetta, per i servigi resi. Come racconta l’Arditi allora e propriamente nel 1190 re Tancredi lo donò al cavaliere Foggetti, indi fu compreso e confuso nella cessione di Nardò, Ugento, Gallipoli, Otranto, Oria, Ostuni, Martano e Martina, che re Ladislao fece l’8 Marzo 1399 a favore di Raimondello del Balzo Orsini investito del Principato di Taranto”.

L’arma civica del comune di Taviano è tuttora una palma dattifera (simbolo di pace e abbondanza) in campo azzurro, che era l’emblema della famiglia Foggetta.

È dunque il 1190 la data dell’infeudazione del casale di Taviano. Da questo momento inizia la vera storia del nostro paese e la nostra cittadina diventa uno dei più ricchi feudi del Regno di Napoli e trae il suo nome proprio da Ottaviano Foggetta, primo feudatario di Taviano.

 

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