Le origini del conflitto arabo-israeliano. Le promesse della Gran Bretagna

Riprendiamo il nostro discorso. Chi avesse perso la prima parte, può trovare in fondo a questo articolo il collegamento.

Il primo scontro significativo fra ebrei e arabi è dovuto ad un’operazione di comodo per la Gran Bretagna. La Gran Bretagna, durante la Prima Guerra Mondiale, aveva bisogno di sostegno e per questo fece numerosi accordi per la spartizione dei territori dell’Impero Ottomano, che era ormai chiaramente alla fine. Il più importante di questi accordi segreti fu il Sykes-Picot del 1916. Per quel che riguarda il nostro discorso, interessano quelli conosciuti come corrispondenza Hussein-McMahon e dichiarazione Balfour.

Henry McMahon

Il primo documento vede la Gran Bretagna rapportarsi con i rappresentanti degli arabi. Lo sceriffo Hussein era il capo degli Hascemiti[1], Sir Henry McMahon era l’Alto Commisario britannico al Cairo. McMahon riteneva Hussein in grado di scatenare una rivolta che potesse esaurire le risorse ottomane, impedendo così eventuali attacchi al Canale di Suez.

Lettera di McMahon a Hussein del 24 ottobre 1915

«I distretti di Mersin e Alessandretta, e parti della Siria che si estendono a ovest del distretto di Damasco, Homs, Hama e Aleppo, non possono dirsi puramente arabi, e debbono al riguardo essere esclusi dalla delimitazione che si propone.
Subordinatamente a detta modifica, e senza pregiudizio per i trattati conclusi fra noi e alcuni capi arabi, noi accettiamo detta delimitazione.
Quanto alle regioni che si estendono all’interno delle frontiere che si propongono, in cui la Gran Bretagna è libera di agire senza detrimento per gli interessi della sua alleata Francia, io [Sir Henry McMahon] sono autorizzato a darvi le seguenti garanzie nell’interesse del governo di Gran Bretagna, e a rispondere quanto segue alla vostra nota:
Subordinatamente alle modifiche dianzi esposte, la Gran Bretagna è pronta a riconoscere e appoggiare (recognize and uphold) l’indipendenza (the independence) degli Arabi in tutta la regione che si estende all’interno delle frontiere proposte dallo Sceriffo di Mecca».

In questo carteggio McMahon promette agli arabi l’indipendenza concedendo loro una serie di territori dai confini alquanto vaghi. Ciò che non era vago, però, era che gli attuali Libano e Siria erano esclusi dal patto.

Sharif Husayn

Quindi non si fa nessun riferimento alla Palestina, facendo immaginare ad Hussein che quel territorio era compreso nelle cessioni; proprio per questo alla fine del conflitto quando, dopo il significativo aiuto ricevuto, i britannici non concessero la Palestina agli arabi, questi si sentirono veramente traditi. E non sapevano che nel frattempo quel territorio era stato promesso anche agli ebrei. Sì, proprio così. Il secondo documento, la dichiarazione Balfour, contiene proprio la garanzia per gli ebrei di ottenere la terra tanto sognata. In cambio di cosa? Tutto era nato da Chaim Weizmann, scienzato britannico, ma russo di nascita. Egli aveva condotto numerosi studi sulla sintesi dell’acetone, fondamentale per la creazione di esplosivi; era anche un eloquente portavoce del sionismo, e per questo pressava già da tempo il governo britannico. Alla fine ottenne una garanzia contenuta nella lettera che il ministro degli esteri Arthur Balfour inviò a Lord Rothschild, autorevole sionista.

Arthur James Balfour

La dichiarazione Balfour

«Foreign Office
2 novembre 1917
Egregio Lord Rothschild,
È mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell’ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo.
“Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni”. 
Le sarò grato se vorrà portare questa dichiarazione a conoscenza della federazione sionista.
Con sinceri saluti
Arthur James Balfour»

Anche in questo caso la promessa non aveva confini chiari e conteneva il concetto di “focolare nazionale” (national home) anch’esso molto vago. Fatto sta che nè arabi nè ebrei ottennero quello che era stato loro (implicitamente o esplicitamente) promesso.

[1] Stirpe di sceriffi della Mecca, che fa risalire la propria discendenza al profeta Maometto.

http://www.lapiazzamagazine.com/2017/03/le-origini-del-conflitto-arabo-israeliano-caratteri-generali-e-sionismo/?preview=true

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Marco Mariano

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