Le donne hanno vinto: storie di coraggio e lotta alla ricerca di diritti negati

Le donne hanno vinto: storie di coraggio e lotta alla ricerca di diritti negati

Le donne hanno vinto: storie di coraggio e lotta alla ricerca di diritti negati

L’era in cui viviamo è lo specchio di sacrifici compiuti per lunghi anni da chi prima di noi ha saputo cambiare l’assetto di una società difettosa. Tali sacrifici hanno reso possibile il progresso, ma come ogni storia che si rispetti, il passato è una cicatrice ancora visibile nel presente. Ciò vuol dire che ancora fa male.

Lo sanno bene le donne, anche gli uomini. Ma il sesso debole in particolar modo, ricorda quante strade di carboni ardenti ha dovuto attraversare.

Mentre l’uomo correva alla ricerca della propria superiorità, la donna aspirava alla propria libertà, che tutto voleva tranne che essere superiore a quella degli altri. L’obiettivo della donna era quello semplicemente di esistere, allo stesso modo di come esiste l’uomo.

Un gruppo di suffragette manifesta per il diritto di voto alle donne

Tracciando un percorso degli eventi, dall’epoca risorgimentale ad oggi il mondo femminile ha combattuto mille guerre.
Partendo da un esiguo gruppo di eccezioni, si arriva al 1874 quando finalmente le donne italiane ottengono l’accesso alle università e ai licei. E’ una storia non lontana da noi: i genitori dei nostri nonni hanno vissuto in pieno quegli anni.

Per questo, suona ancora forte il grido di libertà delle nostre nonne.

Al contrario di ciò che affermavano i pregiudizi dell’epoca, il movimento femminista si definiva come un’unione delle donne di tutti i ceti sociali, per la libertà e il riscatto. Dopo l’accesso alle istituzioni superiori, un altro traguardo importante si ebbe nel 1907: Ernestina Prola fu la prima donna in Italia ad ottenere la patente. L’anno dopo Emma Strada si laureò in ingegneria. Da allora fino al Dopoguerra, i tentativi di ufficializzazione della propria autonomia per le donne furono vani.

Ernestina Prola, la prima donna con la patente

Ma qualcosa finalmente stava cambiando. Se non in ambito politico, nel cuore delle italiane cresceva il senso di orgoglio e giustizia. A testimonianza di ciò, nel 1959 Gabriella Parca scrisse il libro “Le italiane si confessano”: un vero scandalo per la società in quanto tale opera era una raccolta di lettere di donne che ebbero il coraggio di confessare i rapporti con l’altro sesso, i ricatti subiti, le prevaricazioni e i pregiudizi ingiusti. Nella prefazione, Pier Paolo Pasolini sottolineava l’importanza di questo racconto, poiché smascherava un’Italia ipocrita fatta da ipocriti, con allegria, vitalità e anche malinconia, aspetti tipici della forza delle donne.

 

Si arrivò alla nascita del Movimento di liberazione delle donne (MDL) nel 1970, insieme alla concessione del divorzio.

Risultati che oggi fanno riflettere chi è consapevole della propria condizione di donna, che riconosce quanto quelle piccole vittorie del passato abbiano contribuito alla realizzazione di se stesse oggi.

Gloria Stella

Gloria Stella

Classe 1992. Sono nata in Salento e me lo porto ovunque io vada. Mi piace scoprire e raccontare tutto quello che vivo scrivendo. Viaggio e rido tanto, e non mi sazio mai.

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