La storia della “Patata Duce” di Calimera

di Vito Bergamo *

20161109_083830È risaputo che la patata dolce è stata portata in Europa da Cristoforo Colombo.

Ma la grande e saporita patata americana ebbe poca considerazione da parte dei contadini di allora, forse a causa delle continue guerre che devastavano l’intera Europa, o forse a causa della non conoscenza della tecnica della coltivazione.

Fatto sta che intorno alla seconda metà dell’800, un Calimerese, un certo Tommasi, rimpatriò dall’America portando con sé tre di quelle patate e, giunto a casa dopo un mese di viaggio, si preoccupò vedendo che da quelle incominciavano ad uscire i germogli.

20161108_183508Ricordandosi di ciò che i contadini gli avevano detto, cioè che le patate, per durare fino alla successiva piantumazione di marzo, dovevano essere tenute al fresco e al buio, così fece.

Il Tommasi, senza fare molta pubblicità, preparò e concimò un terreno in prossimità di un pozzo.  L’acqua era l’elemento vitale per quelle patate e verso la metà di marzo procedette alla piantumazione delle patate.

Da marzo e fino a dopo la metà di settembre, curò, pulì e irrigò con costanza le piante, sotto lo sguardo attento e meravigliato dei calimeresi.

Giunse, così, il momento di dissotterrare il frutto di tanto lavoro.

Rimasero tutti stupiti nel vedere che ogni pianta dava dai 5 ai 6 chili di prodotto. La stessa pianta dava sia le piccole che le grandi patate.

Insomma, il Tommasi aveva portato a Calimera un’altra fonte di reddito.

Ora bisognava sfruttare la nuova coltura su larga scala e a Calimera avevano individuato nelle donne coloro che dovevano occuparsi del ciclo di produzione delle patate dolci.

Nacquero così le “patanare de Calimera”.  Erano donne che, oltre che occuparsi degli altri lavori agricoli, dovevano provvedere anche alla piantumazione, assistenza e raccolta delle nuove e saporite patate.

20161108_183433Tutti i terreni nella zona denominata “San Marco”, che erano molto fertili per via dei tanti pozzi esistenti, furono adibiti a tale coltivazione. Pian piano il mercato delle patate si allargò, e le donne ampliarono il loro campo d’azione andando a coltivare le patate nelle paludi di Roca e Torre Dell’orso.

Il prodotto ebbe un grande successo, le casse con le patate dolci di Calimera, col tempo, arrivarono anche al mercato di Bolzano.

All’uomo che aveva introdotto la coltivazione delle patate dolci venne data la “ngiuria” di “Zuccarrinu”. E ancora oggi i suoi discendenti conservano quel soprannome.

Oggi la produzione è molto ridotta per via della cementificazione del suolo, ma soprattutto per la scomparsa graduale dei contadini e dei buoni saperi e sapori di una volta.

Casa Museo della Civiltà contadina e Della Cultura Grika
Avatar

Redazione

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account