La sigaretta elettronica: tra verità e falsi miti

di Paolo Coronese

Se c’è un qualcosa vecchio quanto l’essere umano questo è il tabacco. Sin dai tempi antichi l’uomo ha sempre usato le foglie di questa pianta per fumare tanto da far diventare al giorno d’oggi il fumo come una delle principali cause di mortalità. Con lo sviluppo delle conoscenze mediche, i danni causati da prodotti contenente tabacco sono noti a tutti e per combattere la dipendenza sono stati inventati i metodi più disparati come cerotti, spray o terapie d’urto. Purtroppo i risultati non sono stati molto soddisfacenti e la maggior parte della gente coinvolta è tornata alla cara vecchia “bionda”.

Da qualche anno però si è diffuso un nuovo strumento: la sigaretta elettronica. I primi modelli di questa erano molto spartani e poco soddisfacenti tanto da ritenerla un “mezzo fallimento”. Con il passare degli anni e con la creazione di dispositivi molto più performanti si è arrivati ad una diffusione maggiore tanto da far diventare la sigaretta elettronica un oggetto essenziale per molti. Questo dispositivo tecnicamente consiste in una batteria avvitata sotto un atomizzatore, un piccolo serbatoio nel quale è contenuto il liquido che verrà vaporizzato tramite il surriscaldamento di una resistenza elettrica e successivamente inalato dal consumatore. Il liquido è una miscela di glicole propilenico ( sostanza usata in svariati settori tra cui quello medico, quello estetico e quello alimentare), glicerolo vegetale (privo di effetti dannosi sul corpo), aromi alimentari e per finire da nicotina unica sostanza che in grandi quantità ( quantità che non si raggiungerebbero mai tramite l’uso di una sigaretta elettronica) può nuocere alla salute. Quest’ultima sostanza è la principale causa di dipendenza da fumo perché crea assuefazione ed è proprio per questo che esistono liquidi a concentrazioni diverse di questa fino ad arrivare ad una concentrazione pari a zero mg alla quale si arriva dopo aver diminuito pian piano nel tempo la quantità di tale sostanza. La maggior parte degli studi hanno dimostrato come effettivamente il vapore prodotto da una e-cig sia di gran lunga meno dannoso di una sigaretta normale, basti pensare che nella combustione di una sigaretta si sprigionano circa 700 sostanze nocive contrariamente alla sua evoluzione elettronica la quale non produce nessun tipo di tossina.

Nonostante ciò sono stati pubblicati alcuni articoli di dubbia credibilità scientifica che confermano la presenza di metalli pesanti nel suddetto vapore, facendo infine il paragone con le concentrazioni di metalli presenti in una semplice bottiglia d’acqua. Partendo dal presupposto che i metalli pesanti sono presenti in qualsiasi cosa (anche nell’acqua appunto), a preoccuparci non deve essere la presenza di tali sostanze o meno, ma bensì la quantità che fino ad una certa soglia è innocua per il corpo umano. Lo studio sembra fatto in maniera molto approssimativa perché i parametri di riferimento sono appunto il liquido che si respira e del quale se ne consumano pochi ml quotidianamente e l’acqua, della quale un uomo dovrebbe berne circa due litri al giorno. Scavando più a fondo nella questione e facendo un esame corretto dei dati possiamo notare che una bottiglia d’acqua (quantità giornaliera) per legge può contenere circa 20 mcg di piombo, mentre 3 ml (quantità giornaliera) di liquido solo 0,23 mcg ed è proprio qui che tutte le proporzioni affermate da queste ricerche vengono meno. Tra sostenitori e detrattori non si può dire questo strumento non stia stimolando l’interesse e la discussione pubblica ed è proprio per questo che dietro ogni scelta ci deve essere un’informazione completa per salvaguardare la nostra salute.

Certo, la miglior cosa sarebbe evitare entrambe le cose e condurre uno stile di vita totalmente sano!

Paolo Coronese

Paolo Coronese

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