La pittura di Eleonora Renni in “Io ti ricordo”

La pittura di Eleonora Renni in “Io ti ricordo”

La pittura di Eleonora Renni in “Io ti ricordo”

di Serena Palma

In giorni come questi trascorsi, dedicati alla memoria e alla riflessione verso quelle vittime di dittature e totalitarismi, l’arte non può che far eco su alcune opere attuali, (di seguito analizzate)  inno di un ricordo che non dovrà mai svanire nel tempo. L’arte, infatti, si racconta attraverso emozioni, sentimenti  e  sensazioni, proprio come quelle sprigionate dall’animo creativo della giovane Eleonora Renni, artista salentina originaria di Racale, legata all’arte e al disegno fin dall’infanzia.

Biografia

L’artista, classe 1986, dapprima diplomatasi presso l’Istituto “E.Giannelli” di Parabita, dove ha conseguito la maturità in Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali, si è poi laureata all’Accademia delle Belle Arti (Lecce), approfondendo con estremo interesse le discipline artistiche-pittoriche e quelle tecniche-metodologiche del Restauro. Eleonora, infatti, dimostra la sua forte passione per l’arte occupando i suoi giorni in un lavoro certosino ad essa dedicati – perché non si dica che con l’arte non si vive! -, come si evince dalle sue collaborazioni professionali con “Giovanna Izzo Restauri” per il restauro conservativo del Teatro Apollo di Lecce, per il quale E. si occupa principalmente degli interventi sulle superfici decorate della platea, dei palchi, del loggione, della cupola e dell’arco scenico. 

L’artista vanta un curriculum di grande professionalità come è evidente dalle sue creazioni che narrano uno stile pittorico preciso e definito, alla continua ricerca –come Eleonora vuole sottolineare- della più perfetta simmetria per rappresentare ‘il bello’ dell’arte in ogni sua forma.

L’Opera

Perché mai si dimentichi delle vittime dei genocidi! Perché nessuno  – afferma E-Renni – sia sordo, o muto, o cieco dinanzi a cotanta malvagità compiuta da misfatti dittatori! 

E’ con questo auspicio che la pittrice regala e consegna a tutti  la sua opera più intima e introspettiva, frutto di un suo viaggio compiuto con “Il Treno della Memoria” nell’Est Europa. 

Eleonora, infatti, rincasata  riflette su quanto osservato nei campi di concentramento e dà sfogo ai suoi pensieri riportando con maestria di particolari sulla tela i momenti vissuti in Polonia.

Il dipinto, geniale nell’uso dei colori  tendenti alla bicromia (nero e bianco), nonché nella resa abile dello sfumato ricrea la silenziosa e solitaria atmosfera dei campi di concentramento, là dove tutto tace; tacciono perfino quei pochi boccioli di rose rosse, unico elemento vitale dinanzi ad una sterminato silenzio di donne, anziani e bambini che hanno pagato con la morte lo scotto più grande della loro vita.

Un dipinto questo che lascia senza fiato, e non solo per la meraviglia pittorica, ma in per il significato ontologico e morale, dedicato a quel “Treno della Memoria”, ai ricordi di Krystyna Tresniewska (studentessa polacca giunta nel campo col padre nel ’43 alla tenera età di 13 anni, e morta l’anno successivo) e a quel milione e mezzo di persone, vittime di un razzismo senza eguali.

L’opera, “Io ti ricordo”, dipinto olio su tela (40×60), sarà conservata nella nuova Biblioteca comunale della città di Racale (luogo volutamente scelto dall’artista e donata in occasione del Progetto “Umana – Percorsi di integrazione tra Uomini-) conduce l’osservatore in un’unica visione prospettica del campo verso l’esterno, affinché si potesse percepire la malvagia sensazione toccata ad ogni singolo deportato uno volta sceso dal treno. 

A destra nel dipinto, la stazione ferroviaria, unico accesso al campo. Giace, invece, a sinistra, ‘nell’infinito silenzio’ di questo campo dipinto, una silente camicia del deportato num.27129, giace un cero in ricordo delle vittime; giace poi in primo piano un mazzolino rosso profumato, immagine del sangue versato, immagine della vita spezzata, e pur sempre l’immagine di un tocco di colore (l’unico nel quadro) a quel colore che nessuno dei deportati ha mai più potuto vedere con gli occhi magici della vita.

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