La Confraternita dell’Immacolata di Taviano

di Sofia Ungaro

sofiaAttraverso la lettura del carteggio esistente nell’archivio della città di Taviano si rileva un aspetto piuttosto travagliato riguardante il funzionamento della confraternita dell’Immacolata nel corso del 1898.

La corrispondenza avviene quasi esclusivamente tra il sindaco di Taviano e la Regia sottoprefettura di Gallipoli.

Secondo quanto si afferma in una lettera riservata inviata al Sindaco di Taviano dalla Regia Sottoprefettura di Gallipoli, pare che alcuni confratelli dell’Immacolata esercitassero prepotenza e violenze nell’elezione delle cariche.

Per questo motivo tra gli stessi confratelli regna vivo malcontento soprattutto ci si lamenta per la sostituzione del segretario D.C.G. con tal R.G. che sembra sia avvenuta illegalmente essendo stati ammessi a votare confratelli morosi per le pressioni esercitate dallo stesso R.

La Regia Sottoprefettura vuole sapere quanto di vero ci sia in queste rimostranze.

Un altro aspetto rilevatosi interessante riguarda la tenuta dei bilanci della Confraternita, in particolare quelli del periodo 1894-1900, 1902.

Marzo 1903: il sottoprefetto del Circondario di Gallipoli in una lettera inviata al Sindaco di Taviano chiede che, a nome suo, il Sindaco assegni alla Confraternita un termine perentorio di giorni venti “perché i conti mi siano riprodotti debitamente regolarizzati e corredati….”

immacolata-2Nel settembre dello stesso anno giunge la diffida nella quale si avverte che in caso di ulteriore ritardo nell’invio dei conti sarà nominato un commissario a carico degli amministratori responsabili. Avviene così che, con successivo telegramma, si comunica che il Ministero ha già disposto, su conformi pareri del Consiglio di Stato, che anche le congreghe sfornite di patrimonio ed aventi solo scopo di culto, siano soggette a vigilanza. Pertanto si chiede se nulla osti alla nomina del segretario comunale in qualità di commissario della confraternita, con indennità giornaliera di lire cinque a carico della stessa.

La tenuta dei conti della Confraternita pare non vada bene neanche nel 1902, tanto che il sottoprefetto di Gallipoli, il 6 febbraio 1902, attraverso il sindaco di Taviano, invita l’amministrazione di detta Confraternita a riprodurre il bilancio debitamente rettificato, a norma delle disposizioni già impartite dallo stesso ufficio, in quanto esso riflette l’iscrizione dell’avanzo di amministrazione e l’esatta allocazione delle quote dei confratelli fra le “partite di giro”.

Si giunge così al 5 maggio 1902 ed il Sottoprefetto scrive una nuova lettera al Sindaco di Taviano con la quale lamenta irregolarità di forma e di sostanza al bilancio che nelle forme in cui era stato predisposto non poteva essere inoltrato per i provvedimenti tutori.

In quella missiva il Sottoprefetto si augura che la sua lettera non rimanga senza risposta come altre precedenti e ciò sia per dovere di ufficio nei confronti della stessa Confraternita sia per riguardo e cortesia nei confronti della stessa Sottoprefettura.

Questa corrispondenza, custodita tra i documenti della città di Taviano ci offre un piccolo spaccato di una associazione laica impegnata nella conduzione amministrativa e contabile della vita comunitaria, che opera con le non poche difficoltà e i disagi che sorgono nella vita associativa nei tempi passati come in quelli recenti.

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