“La Cascetta”: tra usanze, “cunti” e antiche credenze. Un patrimonio di tradizioni

di Eleonora Tommasi

Vito Bergamo nasce a Calimera (Le) nel 1948. Nonostante la maggiore predisposizione per gli studi, le difficoltà del periodo postbellico e la necessità di braccia da lavoro lo indirizzano a intraprendere l’arte viva di muratore. Accanto alla costruzione di edifici a volta e il restauro di antiche costruzioni storiche, la realizzazione di manufatti artistici e complementi d’arredo rendono la pietra leccese protagonista indiscussa nelle sue mani. L’impegno civile come responsabile della Camera del Lavoro di Calimera (CGIL), poi nella Confederazione Nazionale Artigiani (C.N.A.), si affianca alla lotta per la legalità, nella costituzione di una Associazione antiraket e nella formazione di una coscienza di cittadinanza attiva nei giovani. Come uno dei soci fondatori, il Circolo Culturale Ghetonìa, affiliato all’Arci, lo vede ininterrottamente impegnato nella gestione della Casa-Museo della Civiltà contadina e cultura grika. Esperto conoscitore del dialetto romanzo (leccese) e romaico (griko), Vito si prodiga da decenni per la salvaguardia del patrimonio culturale e linguistico della Grecìa salentina, dei suoi dialetti, delle sue tradizioni, della cultura della sua gente. E’ in questo contesto, di amore per la sua terra, che emerge con forza il nuovo libro di Vito Bergamo, “La Cascetta”, in grado di riportare, in una smisurata piacevole lettura, nel tempo antico delle tradizioni e credenze popolari. Il testo, scritto interamente in dialetto salentino, conduce gradevolmente, nello scorrere e alternarsi di versi ironici in un clima disteso, verso il mondo antico delle tradizioni, della sua gente. Il tono, divertente e loquace, per niente nostalgico, ma arricchito dal tempo passato, coinvolge facendo dimenticare, per un attimo, il mondo di cellulari e ipertecnologia e trasportando verso l’antico piacere dello stare insieme, in famiglie numerose, i cui letti erano improvvisati da cassetti, in cui incontrarsi con la “zzita” significava uscire “in processione” con la sua intera famiglia. Tempi di preghiere, di vecchie ninna nanne e giochi, tempi in cui, in presenza di malattie del bimbo, il medico era l’ultima persona ad essere contattata, dopo la cummare con i decotti o con olio di ricino e rituali per togliere l’infascinu.
E poi, ancora, in questa inflessione piacevole e vissuta, Vito narra di scioperi, di antichi mestieri, quale quello degli zzoccatori, dei partitari, dei foresi, dei macchialuri, dei craunari, di antiche sensazioni di fame e miseria, storie di prepotenti, di ingiustizie, del nobile lavoro delle donne in casa e in campagna, delle sarte, delle patanare …Tra le vecchie botteghe, l’antico canto racconta il bramato bicchiere di vino e seducente compagnia della putecara, dopo il ritorno a casa dal lavoro, a volte estenuante, della craunara. Vito seduce narrando quel mondo di valori e complicanze, nel racconto dei posti, delle strade percorse con la voce della memoria nel piccolo paese in cui il nostro autore è cresciuto, dei miracoli, delle tradizioni e devozioni ai Santi, dei modi di dire, antichi saggi ironici proverbi, dei canti, della sua gente. I versi, di una semplicità cristallina ma vissuta, si snodano in uno sguardo piacevole e immenso verso una terra lontana e presente di tradizioni, versi che sembrano sfocarsi in una lettura raccontata che diviene ascolto e le lettere parole udite. E poi, nella parte conclusiva, Vito non ci priva della narrazione di racconti, ironici e beffardi, che coinvolgono personaggi come saggi animali, diavoli, contadini, gente di ogni ceto sociale, uomini bramosi e donne avvenenti, artigiani risaputi, anziane devote e madri coraggiose, gente che non si accontenta….Storie che narrano di ognuno di noi e non possono che farci sorridere.

Per immergersi in questo piacevole mondo di antichi luoghi e credenze, di narrazioni popolari, Vito vi aspetta, per presentarvi il suo libro, a Calimera il 10 giugno 2017 h.18:30 presso la saletta Aldo Moro (dietro Piazza del Sole). E insieme a Vito, l’Associazione Culturale Ghetonìa della Casa Museo della Civiltà contadina e cultura grika vi attende. Per farvi sorridere ed emozionare insieme.

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