Invito alla lettura: “E volevo sognare” di Alessia S. Lorenzi – Parte 2

La felicità non si misura con quello che hai. È un’etichetta attaccata sul cuore, non sugli oggetti.

 

«I bambini del tuo Paese devono essere tutti felici!»

dissi un giorno mentre lei mi raccontava della sua città e

dei bambini di un centro ricreativo in cui, a volte, aveva

svolto il ruolo di educatrice.

Lei mi guardò, con una strana espressione pensosa, per

qualche secondo, poi si diresse verso un piccolo divanetto

situato sotto la grande finestra vetrata e mi fece cenno

con la mano di seguirla.

Ormai la conoscevo: voleva sicuramente farmi un bel

discorsetto. Sapete, di quei discorsi noiosi che si fanno

quando qualcuno dice qualcosa fuori posto, o fa qualcosa

di sbagliato e lo si vuole correggere. Che cosa avevo detto

di strano? Cercavo di capirlo mentre, poggiato il mio

quaderno sullo scaffale, lentamente mi dirigevo verso il

divano. Non riuscivo a trovare niente di brutto in quello

che avevo detto. Lei si accorse del mio “sguardo indagatore”

e sorrise.

«Vieni, vieni» disse, battendo più volte con la mano

sul divano, nel punto in cui avrei dovuto sedermi.

«Lo sai che hai detto una cosa molto importante?».

«No» dissi io, che non immaginavo dove volesse arrivare.

«Hai fatto un’affermazione giustissima!» ripeté. «Se tu

dovessi dirmi quando ti senti felice, in quale momento

del giorno, o in quale occasione, tu cosa mi risponderesti?

».

Confesso di essere stato preso dal panico. Non sapevo

cosa rispondere. Quando mi sento felice? Poche volte o

tante, non mi veniva in mente nulla da dire. Non volevo

deluderla, ma non sapevo davvero cosa raccontare.

Percependo la mia difficoltà, si affrettò ad aggiungere:

«Non temere se non ti viene da dire nulla! Vieni, ti

racconto una storia».

«Una storia?» dissi tra il sorpreso e il divertito.

«Sì, una storia sulla felicità» aggiunse battendo nuovamente

sul divano.

Mi erano sempre piaciute le sue “storie”.

«Tu sei felice ora?» domandò, mettendomi un braccio

intorno al collo.

«Non so. Sono contento di stare qui, mi piace stare a

chiacchierare con te, mi piace quando mi leggi le storie,

ma non so se sono felice».

«Vuoi bene alla tua mamma?» continuò, come se non

avesse nemmeno sentito ciò che avevo appena detto.

«Certo che le voglio bene! Voglio bene anche a papà

e ai miei fratelli, ma cosa c’entra questo con la felicità?».

«Immagina che un giorno accada una disgrazia e che

un incendio distrugga la tua casa e la tua famiglia. Tu

ti salvi solo perché sei qui a passare del tempo con me.

Come ti sentiresti rientrando e sapendo ciò che è accaduto?

».

«Mi sentirei triste e sfortunato… e infelice».

«Ora, immagina che ti renda conto che è stato tutto

un sogno. Come ti sentiresti svegliandoti?».

«Felicissimo!» esclamai senza nemmeno pensarci un

secondo.

«Vedi? La felicità è nascosta nelle cose di ogni giorno

che diamo per scontate. È nascosta, ma non tanto poi.

Siamo noi a non accorgerci di lei, a non volerla vedere.

Quando ti ho chiesto se tu fossi felice, tu mi hai risposto:

“non lo so”, ma quando hai immaginato di aver perso la

tua famiglia, ti sei sentito triste e infelice. Poi sei tornato

felice, non appena hai saputo che si era trattato di un sogno.

Questo è ciò che molti non sanno. La felicità, ragazzo

mio, dobbiamo prima scoprirla dentro di noi e solo allora

ne comprendiamo il significato. Solo allora siamo capaci

di vederla in ogni piccola cosa, in ogni piccolo gesto».

Lei aveva la grande capacità di farmi riflettere. Lo so

che i bambini si pensa riflettano poco sulle cose, ma credo

che un po’ dipenda anche dagli adulti. A volte hanno

bisogno di essere stimolati alla riflessione.

Allora capii una cosa importante: ero felice, eppure lo

scoprivo solo in quel momento. Lo so che può sembrare

strano, può sembrare assurdo che un bambino privo di

qualsiasi cosa, che non sempre riusciva a fare un pasto

decente, che non disponeva di giocattoli o distrazioni di

alcun genere, quale ero io, potesse fare una simile affermazione.

Eppure era così, era bastata una chiacchierata

con la mia amica, per rendermene conto.

Io non sapevo minimamente come vivessero i bambini

di altri Paesi, l’ho scoperto dopo, molto dopo. In

quel periodo avevo soltanto la mia esperienza e quella era

sufficiente a farmi capire che avevamo davvero ben poco.

Nonostante ciò, compresi cos’era la felicità.

 

Il libro è in vendita in tutte le librerie online o a questo indirizzo

https://www.ibs.it/volevo-sognare-mi-arrampichero-sulla-libro-alessia-s-lorenzi/e/9788863584196?inventoryId=66751475

oppure  presso la Libreria Dante Alighieri – Casarano

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