Invito alla lettura: “E volevo sognare…” di Alessia S. Lorenzi. Estratto dal Capitolo 3

Le cose brutte, a volte, servono per farci scoprire tante altre

cose positive che non conosciamo e l’unico modo per scoprirle è

passare attraverso il tunnel della sofferenza.

 

Era una giornata calda e afosa e persino le pareti di casa sembravano grondare sudore. In casa, un forte odore proveniente dalla cucina mi dava la nausea. Mi sentivo

molto debole e non riuscivo ad alzarmi dal letto. Poi un vocio concitato richiamò la mia attenzione: riconobbi le voci di mio padre e di mia madre che cercavano di tenere

basso il tono, ma evidentemente non ci riuscivano.

Potei solo percepire un “sta male…”. Bruciavo come un carbone ardente e le tempie mi pulsavano. Cercai di alzarmi ma la testa era pesante e un dolore insopportabile

mi costrinse a rimettermi giù. Con le mani cercavo di mantenere il capo che sembrava esplodere da un momento all’altro. Ricordo che pensai di essere morto.

Non riuscivo a capire quello strano malessere: non mi ero mai sentito così male, neppure quando avevo fatto indigestione di dolci e caramelle che avevo preso, di nascosto, dall’armadietto di suor Angelita.

Continuavo a sentire delle voci e riuscii a distinguere tra le altre anche quella di suor Angelita. Come mai suor Angelita era lì? Provai ad ascoltare, ma non riuscii a comprendere nemmeno una parola.

Cercai nuovamente di alzarmi, ma non ce la facevo.

Ad ogni tentativo, ricadevo pesantemente sul letto sempre più sconsolato.

“Forse è così che si muore…” pensai prima di precipitare in un pozzo senza fondo. O almeno a me parve così, ma forse ero solo svenuto.

Riemersi a fatica da quel sonno innaturale. Mentre scrivo, mi pare di avvertire ancora quel senso di stordimento e di assenza dalla vita. Terribile esperienza che non dimenticherò mai, credo.

(…)

Sentivo che stavo per crollare, che le forze stavano per abbandonarmi, ma rimasi in piedi.

Avvertivo un forte dolore all’addome, delle fitte lancinanti che mi fecero, istintivamente, piegare in due.

Continuavo a sentire un vocio provenire dalla stanza accanto, riconoscevo le voci, ma non riuscivo a comprendere che cosa stessero dicendo. Mi arrivava tutto un po’ovattato, un po’ in lontananza, come se io fossi ormai fuori da quel luogo. Una sensazione terribile.

(…)

Non ricordo quanto tempo passò, so soltanto che mi ritrovai disteso sul letto. Mia madre manteneva qualcosa di fresco sulla mia fronte che mi dava un po’ di sollievo,

ma il dolore all’addome era sempre molto forte. Suor Angelita e altre persone erano nella stanza.

Farfugliai qualcosa, ma non riuscii ad essere molto chiaro, perché mi guardarono tutti con aria interrogativa.

Ero un ragazzino che aveva visto morire tanti bambini. E pensavo fosse una cosa normale, per niente straordinaria che un bambino morisse. Purtroppo nel mio paese

si moriva, e si muore tuttora, per una serie di malattie dovute alla scarsa igiene, oppure a deperimenti dovuti all’insufficienza di cibo, o per la contaminazione dell’acqua, o per la mancanza di medicine indispensabili per curare le più comuni malattie.

Allora non sapevo tutte queste cose, non sapevo che la scarsa quantità d’acqua o la mancanza di acqua potabile, insieme alle condizioni igieniche inadeguate e alle

alte temperature, facilitassero la diffusione delle malattie.

Ho saputo solo qualche giorno dopo che ero affetto da febbre tifoide. Inutile dire come trascorsi i giorni successivi.

Mal di pancia, mal di testa, continue crisi di vomito. Suor Angelita veniva a trovarmi spesso e fu proprio lei a spiegarmi il tipo di malattia che avevo contratto.

(…)

L’unica cosa bella che ricordo di quei giorni

fu il calore delle persone che mi stavano vicino. Come diceva spesso suor Angelita: “Le cose brutte, a volte, servono per farci scoprire tante altre cose positive che non conosciamo e l’unico modo per scoprirle è passare attraverso il tunnel della sofferenza”. E io avevo scoperto di avere vicino a me tanto amore.

 

Il libro è in vendita in tutte le librerie online o a questo indirizzo

https://www.ibs.it/volevo-sognare-mi-arrampichero-sulla-libro-alessia-s-lorenzi/e/9788863584196?inventoryId=66751475

oppure  presso la Libreria Dante Alighieri – Casarano

Redazione

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account