Il pagliaccio in una tela di Michele Padovano

di Serena Palma

Ogni anno febbraio si riveste di gioiosità e allegria. Basti pensare che questo è il mese dedicato al Carnevale, quel periodo tanto atteso dai più piccini che, in modo bizzarro ed estroso si travestono con maschere e abiti mai indossati nella loro quotidianità. Il rito del Carnevale appunto: la festa più pazza dietro la quale si celano antiche tradizioni pagane, cerimonie di fertilità e purificazioni sociali. Brio e magnificenza sono gli aggettivi che più si adattano a questa festività, esaltata da Carlo Goldoni nel seguente modo: “una folla di maschere a piedi corre per i marciapiedi, cantando mille curiose buffonerie, lazzi lepidissimi, e gettando nelle carrozze confetture…”! Ecco: Carnevale è la festa delle maschere e dei coriandoli, dei colori e della baldoria, dei motti di spirito e delle risate.

Risate? Ma chi le provoca le risate? Quale maschera potrebbe far ciò? – Poco tempo per pensarci, e subito dire – il PAGLIACCIO! Strana maschera questa, eppure tanto rappresentata in opere d’arte, anche in quelle conterranee e contemporanee. L’artista salentino, Michele Padovano, immortala con pennelli, acrilici e fantasia un “brioso pagliaccio tutto matto”, dove sfarzosità e colore intenso e compatto trapassano interamente la tela. Un vibrare di colori brillanti, vivi, intensi e primaverili quelli selezionati dal pittore per dar vita alla sua maschera. Non è un caso, infatti, che Michele utilizzi vivaci nuance coloristiche, tra loro in forte contrasto, ma che verosimilmente restituiscono un’aria spumeggiante, frizzante e bizzarra. Insomma… un Pagliaccio estroso, quasi animato che riesce a far venir fuori addirittura l’animo gaio e fervido dello stesso artista, che durante l’esecuzione pittorica lascia venir fuori il suo animo esuberante e sempre vivo.

L’arte, quindi, stranamente sa incontrare la tradizione, e la tradizione a sua volta si mescola con il figurativismo ed allora le maschere diventano i soggetti privilegiati anche dagli artisti, in particolare da quelli che, come Michele Padovano sanno trasmettere la magnificenza degli antichi costumi (latini, pagani e medievali) in una chiave di interpretazione sempre più nuova, moderna e avanguardista.

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