Il mercato televisivo in Italia – definizioni

Il mercato televisivo in Italia – definizioni

Il mercato televisivo in Italia – definizioni

Si vuole partire con la definizione di servizio di media audiovisivo fornita dalla direttiva 2010/13/UE, che dichiara: “la definizione di servizi di media audiovisivi dovrebbe comprendere i mezzi di comunicazione di massa in quanto mezzi d’informazione, d’intrattenimento e di istruzione destinati al grande pubblico e includere le comunicazioni audiovisive commerciali, ma dovrebbe escludere ogni forma di corrispondenza privata, come i messaggi di posta elettronica inviati ad un numero limitato di destinatari. Tale definizione dovrebbe escludere tutti i servizi la cui finalità principale non è la fornitura di programmi, vale a dire i servizi nei quali il contenuto audiovisivo è meramente incidentale e non ne costituisce la finalità principale”[1] .

Se per impresa televisiva, intendiamo ciò che la medesima direttiva ha definito, e cioè “servizio di media audiovisivo fornito da un fornitore di servizi di media per la visione simultanea di programmi sulla base di un palinsesto di programmi”[2]2, allora possiamo distinguere tre tipologie differenti di imprese, prendendo come fundamentum divisionis le forme di finanziamento esistenti: la televisione pubblica o di servizio pubblico, la televisione commerciale e, infine, la televisione a pagamento (pay tv).

La televisione pubblica, così come quella a pagamento, presentando una copresenza di ricavi (il canone e gli investimenti pubblicitari per la televisione pubblica, vendita diretta dei diritti di visione e investimenti pubblicitari per la televisione a pagamento) risultano essere realtà ibride, rispetto alla televisione commerciale, che ha come unica fonte di ricavo gli investimenti pubblicitaria.

Per proseguire l’analisi del mercato televisivo, occorre richiamare il concetto di “mercato rilevante”, così come è stato definito dall’AGICOM nella delibera n.508/09/CONS:

“Secondo una giurisprudenza consolidata il mercato del prodotto/servizio rilevante comprende i prodotti o i servizi sostituibili o sufficientemente intercambiabili, in funzione non solo delle loro caratteristiche obiettive, dei loro prezzi e dell’uso cui sono destinati, ma anche in funzione delle condizioni di concorrenza e/o della struttura della domanda e dell’offerta nel mercato in questione. (…) Una volta identificato il mercato del prodotto/servizio rilevante, l’Autorità procede alla definizione della dimensione geografica del mercato, ovvero dell’area in cui i soggetti interessati sono attivi dal lato dell’offerta e della domanda dei prodotti/servizi in questione, in cui le condizioni di concorrenza sono simili o sufficientemente omogenee e che può essere distinta dalle aree adiacenti, in cui le condizioni prevalenti della concorrenza sono sostanzialmente diverse.”

Per cui, con la legge n. 122/2004, (Testo Unico) che ha introdotto il SIC (Sistema Integrato delle Comunicazioni) sono stati distinti due mercati rilevanti televisivi: la televisione FTA (free-to.air) e la pay tv.  Le ragioni della differenziazione sono multiple: dal lato della domanda, l’esistenza di target di spettatori ben distinti; dal lato dell’offerta, la presenza predominante (se non esclusiva) di contenuti “premium” sulla piattaforma pay. Ovviamente una differenza fondamentale risiede nella fonte del finanziamento. Nel mercato della televisione a pagamento è lo stesso utente a pagare in prima persona per ricevere il servizio, mentre nella televisione FTA il costo è completamente a carico delle inserzioni pubblicitarie.

[1] http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:095:0001:0024:it:PDF

[2] Ibidem

Marco Mariano

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account