Il bus? Doveva essere l’ultimo dei problemi

Il bus? Doveva essere l’ultimo dei problemi

Il bus? Doveva essere l’ultimo dei problemi

di Giulia De Benedetto

La vita dello studente è fatta di alti e bassi, di vittorie e sconfitte, di emozioni e paure. Nella sua vita c’è spazio per i libri, per le ore passate a studiare, al pensiero di una possibile interrogazione il giorno dopo (che per grazia divina poi non c’è). Ma durante il suo percorso gli tocca anche affrontare la dura prova “dell’arrivare puntuale”. Per chi vive nel paese della scuola o ci va privatamente basta mettere la sveglia almeno 10 minuti prima. Il problema sorge quando bisogna usare i mezzi pubblici, quindi il bus.

Chiedendo a degli studenti tra le città di Casarano e Gallipoli sono emerse delle differenze tra puntualità ed organizzazione. Per il tratto Ruffano-Casarano il problema che maggiormente è emerso riguarda l’orario del ritorno per Ruffano: il bus la maggior parte delle volte infatti si presenta in anticipo e l’appello dei ragazzi riguarda la difficoltà percorrere il tratto scuola-fermata con lo zaino pesante; o, al contrario, il bus arriva in ritardo e la sfortuna si presenta quando la giornata è particolarmente uggiosa. Altrettanta importanza bisogna dare al numero dei passeggeri che hanno una capienza di 51 posti a sedere e 26 in piedi, ma secondo le lamentele ciò non viene rispettato.

Per il bus da Taviano a Gallipoli infatti si è notato che il numero è nettamente superiore e secondo i ragazzi, oltre che aggiungere altri bus, bisognerebbe vendere gli abbonamenti rispettando i posti a disposizione, cosa che evidentemente non accade.

I dirigenti della Fse, di contro, hanno dichiarato di aver investito 26,5 milioni di euro, garantendo 88 autobus in più per la provincia di Lecce potenziando il trasporto sulle linee Gallipoli-Casarano e Tricase-Casarano. La domanda sorge spontanea: vedremo dei cambiamenti?

Il trasporto per gli studenti è essenziale e da studentessa posso darne la conferma. Il nostro è un appello e ovviamente non siamo solo pronti a giudicare. Per risolvere ad esempio i ritardi della prima ora basterebbe partire prima e cambiare l’orario in uno più comodo, o per il ritorno cambiare i tratti e concentrare i bus in diversi punti delle città evitando le linee per più città. Collaborazione e rispetto tra le parti è il punto da cui speriamo di partire per un percorso che non rappresenta solo la strada verso scuola.

Redazione

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