Guerre dimenticate – Somalia

Ieri un camion carico di esplosivo ha colpito il porto della città di Mogadiscio. Nell’attentato rivendicato da Al Shabab sono rimaste uccise 29 persone e 50 sono state ferite.

Al Shabab è un gruppo terroristico islamista sunnita, nato nel 2006 come movimento giovanile estremista, all’interno dell’Unione delle Corti Islamiche. Dopo la sconfitta e la dissoluzione dell’Unione, avvenute nel dicembre 2006, questa ala giovanile emerse come gruppo autonomo e si rivolse a più ampi strati della società, assumendo così una struttura organizzativa più complessa e perdendo l’identità originaria di organizzazione eminentemente giovanile. I primi attentati risalgono a
l 2009, quando Al-Shabaab colpì il governo con azioni clamorose, come l’attentato suicida del 18 giugno, che nella città di Belet Uen uccise 35 persone. L’obiettivo primario di questi terroristi è l’adozione della sharī‘a come legge dello stato somalo. Essi hanno vari campi di addestramento nei pressi di Chisimiao, nel sud della Somalia, si finanziano grazie ai pirati somali. Nel 2012 entra a far parte di al-Qāʿida.

È nel 2015 che Al Shabab si fa “conoscere” da tutto il mondo con il suo più sanguinoso attacco: il 2 aprile militanti di Al Shabaab fanno irruzione in un campus universitario in Kenya compiendo una strage, almeno 148 morti e decine di feriti. Quest’anno, il 21 gennaio, un kamikaze alla guida di un’autobomba si lancia contro un ristorante sul lungomare di Mogadiscio. Successivamente, cinque uomini armati fanno irruzione nel locale e nel vicino hotel. A circa un’ora di distanza dall’inizio della presa d’ostaggi, una seconda autobomba esplode contro le forze di sicurezza, devastando anche un altro ristorante. Il numero finale dell’attacco è di almeno 19 vittime.

Nell’attacco di ieri le vittime sarebbero poliziotti che avevano seguito un addestramento specifico per garantire la sicurezza durante il periodo elettorale. Infatti, il portavoce del gruppo, Sheikh Abdiasis Abu Musab, ha dichiarato di aver voluto colpire in questo modo il processo elettorale, iniziato diverse settimane fa,
che si concluderà il 29 dicembre con l’elezione del presidente.

 

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Marco Mariano

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