Gal Peleg: quando la medicina incontra l’arte

Gal Peleg: quando la medicina incontra l’arte

Gal Peleg: quando la medicina incontra l’arte

Una sala intiepidita dai raggi pomeridiani di un settembre ormai agli sgoccioli. Il canto delle ultime cicale superstiti della stagione dal vasistas della finestra. La vista, invece, su una piazzetta della periferia parmigiana. Biscotti sul tavolo, tazza di caffè e una fragranza sfumata di umido per la stanza. “E’ terra d’Umbria”, mi spiega Gal. Un pigmento naturale utilizzato in pittura per dare l’idea della tonalità d’ombra. E’ questa la camera della casa che ha scelto come laboratorio delle sue opere. Sono tutte qui. Quella di cui mi parla per prima è l’imitazione de “La Scapigliata” di Leonardo. Gal confessa di cimentarsi a riprodurla grossomodo ogni anno. Soprattutto di notte e, quando è “in buona”, con Bach nelle orecchie. Sicuramente non le notti che Gal passa in ospedale, come medico di reparto del Piccole Figlie Hospital di Parma. Sparse per la stanza scopro lentamente una sua personale rivisitazione della Monna Lisa, del David di Michelangelo e della Venere di Botticelli. Un forte richiamo al Rinascimento, insomma. “E’ qualcosa che va oltre il gusto e l’estetica. Per gli artisti rinascimentali l’arte era una disciplina tecnica rigorosa, rispondeva a regole precise, c’era la matematica con la prospettiva, la chimica con i pigmenti naturali, la centralità della natura.” Le imitazioni dei grandi classici? Sono per lui un tentativo. Uno sforzo continuo di scoprire “come ha fatto Leonardo a fare un’opera così perfetta”.

FOLGORATO SULLA VIA DI DAMASCO. Le radici del fuoco del Dottor Gal Peleg sono tutte in Italia, forse a Firenze. Papà medico di famiglia, mamma epidemiologa. Nella sua città, un sobborgo nel sud di Israele,  “non esistono le scuole d’arte. Non c’erano mica occasioni o stimoli per scoprire cosa fosse la pittura”. A 25 anni il primo volo per l’Italia, l’iscrizione in UniPr, i primi weekend da studente fuori sede. Gal si imbatte nel panorama artistico che offre il Belpaese. Visita gli Uffizi. Ci ritorna. E poi ci ritorna ancora, perché “alcune opere vanno contemplate a fondo”.

MUSICA E  MUSE ISPIRATRICI. Durante il periodo intenso dello studio di anatomia, suscita in lui un certo fascino la coclea, quella struttura dell’apparato uditivo umano che permette di percepire le vibrazioni prodotte dalle onde sonore e che ha una forma a spirale. “Il rapporto tra una spira e quella successiva rispetta la sequenza aurea di Fibonacci. E’ un concetto ripreso da molti compositori e pittori”. Quella spirale lo porta a cimentarsi nella liuteria e a realizzare un violino utilizzando una grossa conchiglia come cassa armonica. Rotto il ghiaccio con la liuteria, studia i modelli di Amati e Stradivari, si procura da solo legno, pigmenti e resine naturali, e si cimenta nella costruzione di un violino.

IL DISEGNO COME TERAPIA. Gal trova il modo di ritagliare un posto per la sua passione anche nel suo lavoro. E’ in fase di avviamento il laboratorio di disegno rivolto ai ragazzi della residenza “InVolo”, la struttura che ospita giovani adolescenti con disturbi del comportamento alimentare. Alla base del loro disagio, spiega Gal, vi è il cosiddetto “disturbo dell’immagine corporea”. Questi ragazzi hanno una percezione sbagliata del proprio corpo che finisce col diventare un vero e proprio pensiero disfunzionale. “Spingerli e guidarli nel fare ritratti potrebbe essere un modo per migliorare il loro modo di vedere l’immagine.” Si partirebbe dal ritrarre gli oggetti, per poi arrivare piano piano all’autoritratto, fino a cercare di cambiare il loro metro di giudizio su sè stessi.

UNA MOSTRA IN CANTIERE. Nel frattempo, Gal si prepara ad allestire lo spazio dedicato tutto a lui e alle sue opere in “ArtParmaFair2020”, la mostra-mercato d’arte moderna e contemporanea, giunta ora alla sua 12° edizione. L’appuntamento è nelle giornate 3-4 e 9-10-11 ottobre 2020, presso il quartiere fieristico parmense, in concomitanza con Mercanteinfiera – autunno e organizzata da Nord Est Fair di Padova.

Giulio Pasca

Giulio Pasca

Classe 1992, una laurea in Medicina e una passione viscerale per il noir

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