Frida Kahlo: la donna che ha dipinto la sua vita

Frida Kahlo: la donna che ha dipinto la sua vita

Frida Kahlo: la donna che ha dipinto la sua vita

di Serena Palma

Marzo è il mese dedicato alle donne. Ma è anche il mese delle donne nell’arte e dell’arte delle donne. Non è un caso che a Frida Kalho, donna e pittrice messicana, è stata dedicata questa stagione primaverile che si concluderà il 3 giugno 2018 al MUDEC di Milano.

Solo donna? Assolutamente no? Frida racconta con le sue strabilianti opere la sua vita, le sue idee, i suoi pensieri e la sua arte: anticonformista, femminista, pittrice popolare, precorritrice dei tempi e delle mode ed icona della follia; questo è stata Frida Kalho. E a lei, simbolo dell’energia di donna irriverente, innamorata e sofferente, Milano dedica una mostra dal titolo “Frida Kalho. Oltre il mito”, laddove sono raccolte per la prima volta tutte le opere d’arte provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques Natasha Gelman Collection.

“Dipingo per me stessa” – affermava l’artista messicana -, nata in un sobborgo messicano dove oggi svetta silenziosamente la Casa Azzurra, nido in cui ella nacque nel lontano 1907 e dove, col tempo, ha conservato ogni sua creazione, ogni sua ispirazione e ogni suo abito e accessorio. Proprio questi ultimi, stranamente, rappresentano e ci raccontano della sua arte. Infatti, aperto il guardaroba di Frida nel 2004, son venuti alla luce capi dì abbigliamento che narrano della sua filosofia di vita, del suo modo di essere: emotivo, infuocato, colorato, dirompente e rivoluzionario per i tempi in cui la pittrice visse. Abiti che si ispiravano alla cultura messicana degli anni Venti, riportati poi nei suoi dipinti, animati di vitalità, laddove questi abbigliavano la sua figura e i suoi autoritratti. Insomma, un messaggio proto femminista quello di Frida, raccontato nelle sue tele e nei suoi accessori: copricapi floreale (in ricordo del giardino meraviglioso, cui lei attingeva per realizzare le sue acconciature), cappelli e scialli che ricordano il re bozo, la super colorata mantella messicana; e poi ancora, gonnellini a balze, abiti lunghi tra l’etnico e il messicano e lunghe tracce che tanto amava il marito Diego Rivera. Ma niente di più straordinario trapela dalle sue tele, se non quel suo volto androgeno e mascolino che molto racconta della sua bisessualità. Sì, Frida anche leader, ribelle, ‘maschiaccio’ ma estremamente fragile come raccontano i suoi dipinti.

Certamente, dunque, si impose come donna infedele e corrotta, ma la sua fama si deve, oggi, al fatto che col tempo Frida si è svelata al mondo come icona di stile, di moda e di artista a cui hanno guardato i più grandi nomi e le più importanti collezioni della moda, da Giada Curti a Kenzo per la linea H&M, a Moschino, Gucci e Coco Chanel. Passione, fascino, moralità e amoralità si amalgamano in un unicum per una ricetta di Frida gustosa, artistica e anticonvenzionale. Lei una di quelle donne a cui oggi la sociologia e la storia guarda con attenzione e meraviglia.

Redazione

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