Festival del Cinema di Venezia: “Arte e bellezza unici strumenti per contrastare chi semina odio e discordie”

Festival del Cinema di Venezia: “Arte e bellezza unici strumenti per contrastare chi semina odio e discordie”

Festival del Cinema di Venezia: “Arte e bellezza unici strumenti per contrastare chi semina odio e discordie”

Venezia, 23 settembre 2019 – Fra gli eventi collaterali della 76a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, come, ormai da 13 anni, il Centro Studi di Psicologia dell’Arte e Psicoterapie Espressive nello Spazio della Regione del Veneto che è anche Ente patrocinante, ha dedicato un libro e un evento ai grandi temi della vita e del cinema, al quale prendono parte Enti, Associazioni nazionali e internazionali, critici e accademici.

In particolare il libro del 2019 che esce per i tipi di Efesto a cura di Paola Dei con il titolo “I cannibali, questioni di famiglia nel cinema, nell’arte nella letteratura” si avvale della prefazione di Mario Turetta MiBAC e della presentazione di Franco Mariotti SNGCI.

Si tratta di una opera collettiva alla quale hanno partecipato SNCCI, ANAC, GSA, AGIScuola, TSN Sorriso Diverso, Taxi Drivers, CINIT, Centro Studi Cinematografici, CONSCom, Age, E-go Times, UniRoma3 Dipartimento di Scienze Politiche, Centro Studi Cinematografici, Le donne del vino, Il parere dell’ingegnere, Ilcittadinonline, Centro Studi Cinematografici, La Pellicola d’oro. 

Fra gli autori Paola Tassone, Fernando Popoli, Rossella Melchionna, Mariana De Angelis, Gerry Guida, Giulia Sinceri, Eliana Lo Castro Napoli, Massimo Nardin, Catello Masullo, Maria Lombardo, Leila Tavi, Francesca Santucci, Adriana Migliorini, Maria Trattosa, Selene Farinelli. 

Il tema affrontato già intuibile dal titolo, trae spunto da film che portano lo stesso nome e che intendono sondare società in bilico, dove non esiste più la solidarietà ma nelle quali ognuno cerca di tirare il lembo della coperta dalla propria parte con il desiderio di appropriarsi di ciò che appartiene all’altro e di apparire ritenendo erroneamente di trovare in questa modalità disfunzionale l’appagamento dell’essere.

Il film vincitore del Leone d’Oro 2019 evidenzia proprio la follia collettiva di una società dove la fenomenologia della spettacolarizzazione si mescola talvolta al disagio personale e dove ognuno a suo modo cannibalizza metaforicamente l’altro.

Nel libro scritto nel 2018 sono molti i film citati e altrettanti gli autori che direttamente o indirettamente hanno evidenziato questa realtà.

La particolarità del libro é quella di non fermarsi a questa sconfortante disamina senza offrire uno spiraglio di luce che viene offerto nell’appendice. Arte e bellezza in mezzo alle brutture che ci circondano divengono gli unici strumenti in grado di contrastare chi semina odio e discordie

Dopo la presentazione sono stati assegnati i Premi intitolati a Gregorio Napoli con la partecipazione della moglie Eliana Lo Castro Napoli.

Il Premio Gregorio Napoli viene assegnato a personalità che si sono distinte nella valorizzazione e diffusione della cultura cinematografica riuscendo a portare in superficie la visione contemporanea della settima arte.

Per il 2019 i premi sono andati a colonne portanti della cinematografia come Bruno Torri e Laura Delli Colli, oltre ad una menzione speciale a Catello Masullo. 

I medaglioni raffiguranti il volto del compianto critico cinematografico sono stati realizzati dal Maestro Antonio Sodo, mentre le preziose bottiglie di vino che con i loro aromi risvegliano sensazioni sempre nuove, presentate con etichette che sono vere e proprie opere d’arte, sono state offerte da Le donne del vino e consegnate da Maria Giulia Frova, Referente per la toscana ma con sangue veneto.

É una vera gioia che la collaborazione con “Le donne del vino” regali atmosfere ed evochi linguaggi che destano il palato e investono la sfera dei sensi sposandosi con il clima e i colori degli ultimi scampoli dell’estate.

Bruno Torri e Laura Delli Colli hanno ricordato Gregorio Napoli e la sua grande passione per il cinema, attraversando anni di recensioni e critiche con aneddoti e insegnamenti tesi a sviluppare la sensibilità cinematografica. 

A seguire l’anteprima di “Come un cane nello spazio, versione pilota del progetto Crackle, realizzata con il contributo degli studenti del D. S. P. dell’Università Roma3, evento creato da Katiuscia Magliarisi e Federico Betta con la supervisione di Francesco Maiolo e Leila Tavi in collaborazione con Daniele Clementi e la direzione scientifica di Valentino Campo. 

Progetto multimediale e installativo per il web e per spazi non convenzionali che mira ad unire l’arte poetica a il contenuto alto alla visione contemporanea. Connubio di immagine e parola per esplorare le emozioni.

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Gabriele Pasca

Giornalista, anche sportivo. Interista, zapatista, pessimista e tante altre cose in -ista. Classe 1992, studente di giurisprudenza. Leccese ma anche modenese. Insomma, tutto e niente.

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