Felline: addio a don Giovanni Cartanì. Il saluto degli amici

Di Rosario Casto

rosario-castoE’ volato alla casa del Padre don Giovanni Cartanì, già parroco di Felline per 41 anni. E’ venuto a mancare all’improvviso il pastore, ossia colui che ha accompagnato e guidato l’esistenza – non solo dal punto di vista religioso – della maggior parte degli abitanti della piccola comunità. E’ partito per il suo ultimo viaggio colui che ha fatto sentire quella popolazione orgogliosa di sè quando ha dato alle stampe il pregevole testo “Felline – Storia Tradizione Costume” ma soprattutto quando – al termine del suo mandato – ha voluto continuare a risiedere nel piccolo centro. Che perciò è diventato per sempre il “suo” paese, ricevendone in premio lo scorso anno la “cittadinanza onoraria”.
Ciascun fellinese – ma non solo – avrebbe aneddoti da raccontare sul suo rapporto con don Giovanni. Ma una cosa è certa: nessuno è rimasto indifferente alla sua morte, perché nessuno lo è stato a fronte della sua “vivace presenza” da vivo. Era un uomo, e come tale ha forse commesso qualche errore, ma sempre guidato da buone intenzioni. Non ha svolto la sua missione sacerdotale perché indossava una “divisa”: lo ha fatto con passione, con gusto, con intelligenza, con fede.

Questo gli ha permesso di essere qualcosa in più di un padre e/o un fratello: è stato un bravo oratore, uno storico raffinato, un esperto di liturgia sacra, un amante della musica e del bel canto. Ma soprattutto è stato un uomo che ha apprezzato ed amato – ricambiato – quanti ha incontrato nella sua vita (oltre che nella natìa Neviano e a Felline, anche a Tuglie e Casarano – ove ha iniziato il suo servizio sacerdotale – ed infine ad Alliste, dove ha concluso la sua missione).
Ora non c’è più. E’ faticoso accettarlo per chi lo conosciuto e stimato. Sarà dura, ma la fede che lui ha testimoniato farà da scudo a parenti, amici e parrocchiani. Fiduciosi – anzi sicuri – che don Giovanni continuerà a guidarli da lassù. E che – nel giorno dell’ultimo addio – hanno così voluto salutare il loro beneamato pastore.

 

Caro don Giovanni,

dovremmo manifestare il nostro dolore per la tua morte improvvisa; esprimere la nostra vicinanza ai tuoi familiari e parenti; piangere perché tu non attraverserai più le nostre vie; rattristarci perché tu non scriverai più di noi, né di altri; rassegnarci all’idea di non ascoltare più le tue parole, né di poterti sorprendere mentre ci osservi – come un buon padre fa con i propri figli – sempre con il sorriso sulle labbra. Tutto questo dovremmo fare, e lo facciamo, mentre per l’ultima volta ti accompagniamo – con il cuore affranto – nella tua Chiesa.
Ma non crediamo che questo sia sufficiente. No davvero.

Altro vogliamo testimoniarti con il nostro saluto: tu sei dei nostri, e per sempre lo resterai. Non basterà la tua partenza a separarci, perché vivrai sempre fra noi, nei secoli a venire.
Perché, caro don Giovanni, altro oggi di noi tu devi sapere: ti abbiamo voluto bene, e sempre te ne vorremo, grati per la tua “significativa presenza”. Da te abbiamo imparato più di quanto abbiamo saputo dimostrare con le nostre azioni.
Per questo, ancora una richiesta ti vogliamo fare: perdonaci se in vita non abbiamo avuto l’umiltà di dirti tutto ciò che ora sentiamo urgente dichiarare, e se a volte siamo state delle pecorelle un po’ “bizzose”. E soprattutto scusaci se da te abbiamo preteso più di quanto fosse in tuo potere realizzare.

Certamente tu ci assolverai, una volta ancora, da lassù, oggi più che mai. E noi tutti – grati al Signore per la tua feconda compagnia (52 anni!) – non faremo mancare la nostra preghiera per l’anima tua.

Riposa in pace padre, fratello, amico.

GLI AMICI DI FELLINE

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Redazione

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