Federica Febbo, genio ribelle della ginnastica ritmica italiana, a Taviano

Federica Febbo, genio ribelle della ginnastica ritmica italiana, a Taviano

Federica Febbo, genio ribelle della ginnastica ritmica italiana, a Taviano

di Nicola Serracca

Da qualche tempo a Taviano è possibile incontrare Federica Febbo.

Il merito della presenza nel nostro paese della campionessa nazionale è dell’ A.S.D. COLIBRÌ, affermata associazione locale impegnata nella diffusione della cultura sportiva grazie alla costante dedizione dei suoi dirigenti, la dott.ssa Emanuela Garofalo ed il prof. Sergio Del Rosario.

La collaborazione professionale “Colibrì“-Febbo inizia nel 2015 sotto forma di stages formativi e persiste tutt¢ora, divenendo motivo di trasferimento, da Milano a Taviano, della ginnasta abruzzese.

L’ambiente sportivo tavianese ha  dunque l’opportunità di confrontarsi con un’ atleta di elevato valore.Una vera e propria eccellenza sportiva italiana , così come testimonia il suo palmarès.

Federica Febbo insieme all’assessora allo sport Serena Stefanelli

Federica Febbo, Chieti, classe 1993, è ,per tre anni consecutivi, dal 2006 al 2008,  campionessa nazionale di categoria juniores.

Diventa membro della Nazionale Italiana di ginnastica ritmica nel 2007 e vi rimane fino al 2015. Con la nazionale disputa tre Mondiali : in Russia, Giappone e Francia, e  quattro Europei : a Torino, Minsk, Vienna, Baku.

La carriera si impreziosisce inoltre con la partecipazione agli “AL LIGHTS” di Los Angeles, alla “Irina Deleanu Cup” in Romania ,  al Trofeo Cariprato e all’AEON CUP di Tokio del 2010 (al quale partecipano le società più forti e titolate del mondo), con la Società “Armonia d¢Abruzzo” e con l¢allenatrice Germana Germani ,divenuta poi allenatrice della Nazionale Italiana.

I risultati ottenuti nel mondiale francese le danno il diritto di partecipare al Test preolimpico di Londra del 2012, dove ottiene il settimo posto. Nel 2013 raggiunge il nono posto alle Universiadi di Vienna ( dove partecipano tutte le atlete che hanno ottenuto la qualificazione al mondiale) e un ottimo quarto posto ai XVII Giochi del Mediterraneo di Mersin.

Il medagliere di Federica Febbo è testimonianza delle sue straordinarie capacità atletiche e del suo instancabile impegno: tre medaglie d¢oro, dieci medaglie d¢argento, quattro medaglie di bronzo. A questo prestigioso bottino si aggiungano le vittorie dei sei titoli nazionali consecutivi in serie A1 e gli ottimi piazzamenti internazionali raggiunti durante la splendida carriera da “individualista”, sia con i singoli attrezzi nastro,cerchio, palla, clavette,sia nei concorsi  Generali (nei quali il risultato è dato dalla somma dei punteggi ottenuti con i singoli attrezzi).

Oltre che dai risultati sportivi di Federica, la nostra attenzione è incuriosita   dall’appellativo genio ribelle che accompagna il suo nome nell’ambiente della ginnastica ritmica italiana.

Abbiamo avuto il piacere di incontrarla e di porle alcune domande, prima tra tutte , proprio questa.

Federica, perché ti chiamano  genio ribelle?

Perché i risultati sono sempre arrivati ma spesso non stavo alle regole.

Ho un carattere un po’ particolare, vado spesso contro corrente, motivo per il quale ho sempre gareggiato da individualista. Ero considerata il Balotelli della situazione, ero un po’ ribelle, -ride- ….ho anche un tatoo che raffigura Joker, geniale e psicopatico. Io non ho partecipato ad un mondiale pur avendone il diritto, perché non avevo vinto gli Assoluti e questo mi è costato un provvedimento disciplinare. Giusto. Ma non sono mai stata radiata da albi né allontanata. Ho deciso io di smettere”.

Una su tutte, quale consideri la tua vittoria più bella?

“Il Bronzo agli Europei di Torino nel 2008. È una vittoria straordinaria perché a livello individuale è molto difficile. È un obiettivo raggiunto da solo quattro atlete nella storia della Ritmica Italiana. Contro la Madre Russia poi, che sforna talenti in continuazione e spesso tessera le proprie atlete nelle federazioni dei paesi limitrofi!”

A proposito di avversarie, chi consideri la più forte che hai incontrato?

Julieta Cantaluppi, italiana , allenata dalla madre bulgara. L¢ho incontrata spesso ai campionati Assoluti, (dove gareggiano individualmente le ginnaste senior appartenenti alla maglia azzurra, la campionessa italiana senior e la campionessa italiana junior), davvero molto forte. Lei gareggiava per la Fabriano (una delle migliori società dItalia). Abbiamo un bel rapporto, siamo amiche”.

La carriera internazionale: qual è, secondo te, la differenza principale tra l¢Italia e le altre Nazioni?

“All’estero lo sport è considerato come vera e propria educazione al lavoro. Sin da subito ti fanno capire che diventare dei campioni può essere un modo per portare il pane a casa. In Italia non è così, abbiamo una forma mentis differente. Noi siamo i primi nella Moda…”.

Ti sei confrontata con atlete di tutta Italia, come vedi il Sud nel tuo sport?

“Devo rispondere per forza? Beh, io credo che ci sia la tendenza diffusa a ritenere migliore ciò che già si ha, invece di confrontarsi per crescere. Spesso il confronto è vissuto come un affronto piuttosto che un¢opportunità di crescita…“-ridendo di gusto- “…Se puoi, questa non scriverla!” –mi dispiace, già fatto!

Federica Febbo insieme a Emanuela Garofalo di Colibrì

Perché ti trovi nel Salento? Di Taviano, che ci dici?

“Mi trovo in Salento da settembre 2015. Ci son venuta la prima volta per tenere uno stage. Il Salento è splendido!  All’inizio si trattava di una volta al mese, poi la continua collaborazione con Colibrì ha determinato il mio trasferimento da Milano a Taviano. A Milano dovevo concludere gli studi in Psicologia Clinica e il caso ha voluto che ad Acquarica del Capo ci fosse un clinica convenzionata con la mia facoltà. Così. oggi ,di mattina sono in clinica, di sera alleno.

Considero l¢A.S.D. COLIBRÌ come una famiglia. Con Ema e Sergio mi trovo benissimo, sono per me padre e madre, non mi fanno mancare nulla, sempre attenti anche alle più piccole cose”.

Lo sport è rinuncia? La tua?

“No, non è vero, è una scusa. Lo sport è un¢opportunità. Diventa rinuncia se tu lo vivi così. Io ho frequentato il Liceo Classico, scuola pubblica, ho sempre avuto molti amici, ho partecipato ad un Mondiale durante l¢esame di Stato. Ho disputato il mio primo mondiale a sedici anni. E durante la Triennale ne ho disputati tre di Mondiali”.

Lo sport può essere anche sconfitta, come superarla?

“Passa il tempo, ti passa la rosicata”.

Come è la giornata-tipo di una ginnasta ad alto livello e come si gestisce la pressione della gara?

“Al mattino scuola o università, al pomeriggio allenamento. Tutti i pomeriggi allenamento! Anche con la febbre! Da junior mi allenavo ogni giorno, sabato compreso ,dalle 14,00 alle 19,30. Da senior (19 anni) dalle 14,30 alle 18,30,  quotidianamente. Dalle 20,30 in poi, studio!

Studio e sport sono conciliabilissimi. Io mi allenavo, studiavo,  uscivo. Si può fare tutto normalmente, anzi , alla ginnastica devo la mia capacità organizzativa.

Per quanto riguarda la pressione pre-gara , l¢ansia ce l¢abbiamo tutti. Non è facile stare sul tappeto di gara con gli occhi di tutti addosso e una schiera di quaranta giudici che deve valutarti. In maniera naturale, per selezione, rimangono  le personalità più forti”.

Cosa ti ha dato lo sport? Cosa ti ha tolto?

“La Ritmica ad alti livelli può essere uno sport, per così dire, crudele: occorre un fisico longilineo per non sollecitare eccessivamente le articolazioni e poi c¢è anche l¢immagine e la predisposizione alla manualità. Posso però dire che lo sport non mi ha tolto nulla. Non ho mai fatto diete. Forse un po’ di libertà mentale , sai, sono sotto giudizio dall’età di otto anni! Oggi sono molto autocritica. In compenso lo sport mi ha dato tante opportunità di crescita”.

Se non avessi praticato ginnastica ritmica, quale sport avresti praticato?

“Danza. Io ho iniziato con danza classica”.

Dovessi ringraziare qualcuno, a chi ti rivolgeresti?

“Ringrazio i miei genitori per essere stati al di fuori. Mia madre ha voluto che facessi sport e scuola insieme per costruire qualcosa di solido. La ringrazio. Come ringrazio mio nonno che mi ha sempre accompagnato agli allenamenti”.

Tra il 2014 e il 2015 hai avuto alcune esperienze televisive, di che si è trattato?

“Si, ho partecipato ad Amici Casting ma soprattutto ho lavorato con Carlo Conti al programma Si può fare! Quella in Rai è stata una bella esperienza. Ho lavorato, tra gli altri, con Mariana Rodriguez e Juliana Moreira . Sono stata scelta per insegnare ai vip! Per questa opportunità ho deciso di smettere con la ritmica”.

Oggi, da allenatrice, cosa consigli soprattutto?

“Ai genitori consiglio di non aspettarsi niente. Se la propria figlia torna felice, ok! Io non mi sono neanche accorta della carriera perché a casa mia non si parlava di ginnastica. Se c¢è talento viene tutto da sé”.

Chi è Federica Febbo?

“Una dottoressa, quasi Psicologo Clinico. Mi piace viaggiare, la disco, la  cucina tipica. Pensa che sono stata in Thailandia e ho mangiato gli scorpioni!” –meglio ora con i pasticciotti salentini, non credi?-.

Federica, hai un sogno nel cassetto?

“Tanti. Una famiglia. Lavorare in ospedale. Vivere a Milano perché è una città che sento mia, l¢ho vissuta e dà molti stimoli. Mi piacerebbe continuare la collaborazione con Sergio ed Ema!”.

Grazie per il tuo tempo, campionessa, e buon viaggio, visto che ho saputo che stai per partire per Londra. A proposito, ci dobbiamo aspettare un¢altra medaglia?

“No,no. Vado a concludere il mio processo formativo post-lauream che prevede cinquecento ore di frequenza presso la University of UEL London oltre a quelle concluse qui in Salento.

Un saluto ai lettori de La Piazza da Federica Febbo!”

Redazione

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