Fake news: falsità e mondo digitale.

Fake news: falsità e mondo digitale.

Fake news: falsità e mondo digitale.

Fake è una parola inglese che significa “finto” se usata come aggettivo, “inganno” se usata come sostantivo, “falsificare” ed anche “simulare” quando è usata come verbo. Una fake news è, di conseguenza, una falsa notizia, ma definirla una bufala potrebbe essere riduttivo in confronto alla complessità del mondo digitale.

Autorevoli studi dimostrano che noi esseri sociali ci facciamo maggiormente influenzare dai messaggi che colpiscono la nostra sfera emozionale piuttosto che quella razionale. Purtroppo, nell’orientamento dell’opinione pubblica, i fatti oggettivi si rivelano sempre meno forti rispetto ad una serie di artifici psicologici che la pubblicità conosce bene e ai quali non esita a ricorrere. In molte circostanze non si tratta di vere e proprie menzogne, ma piuttosto di espedienti creativi, di iperboli ed esagerazioni: tutti noi sappiamo bene che i rotoloni di carta igienica prima o poi finiscono e che i muscoli non crescono di certo masticando una gomma, eppure queste rappresentazioni irrealistiche fanno presa sui consumatori, potenziali acquirenti del prodotto.

Se, quindi, il fake non è certo una novità dei nostri giorni, tuttavia oggi ci troviamo immersi nella rete, un mondo iperconnesso e dominato dalle potenti Internet company che dettano le regole della comunicazione mondiale. È proprio in questo contesto che nascono le fake news in senso stretto, perché tutti i social network (usando complessi algoritmi che ci conoscono molto bene, dato il notevole numero di notizie che noi stessi forniamo loro!) ci propongono contenuti a noi affini che generano tanti click e i click  fanno scorrere fiumi di denaro legati sempre a lei, la pubblicità, ovverosia la compravendita degli spazi pubblicitari on line attraverso piattaforme informatiche.

In un simile contesto, è chiaro che i colossi della rete poco guardano alla qualità di una notizia, essendo rilevante per il loro business solo il traffico sul web, ma questo traffico lo creiamo noi utenti con le nostre, più o meno indotte, scelte… su tale aspetto abbiamo davvero tanto da riflettere!

Gabriella D'Aquino

Gabriella D'Aquino

Nata a Lucerna, ma cresciuta a Casarano, dove attualmente vivo. Mi sono laureata in Giurisprudenza a Bari e lavoro come operatrice in un call center. Tra codici di diritto e consulenze telefoniche, coltivo due grandi passioni: il canto e la scrittura. Cantando e scrivendo mi sollevo da terra e comincio a girovagare tra le nuvole... un posto che adoro!

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