Eco T-shirt: indumenti sostenibili grazie all’uso della canapa

Eco T-shirt: indumenti sostenibili grazie all’uso della canapa

Eco T-shirt: indumenti sostenibili grazie all’uso della canapa

Nell’era del sempre più ravvicinato rapporto dell’uomo con l’ecologico, grazie anche ad una maggiore informazione, un’idea di chi vive di creatività e di moda potrebbe essere la produzione di “eco t-shirt”, vale a dire t-shirt, e qualsiasi altro indumento, di matrice sostenibile.

Uno degli “ingredienti” naturali adatti a questa iniziativa può essere la canapa.

La fibra della canapa è una fibra tessile ottenuta dal complesso di tessuti vascolari delle piante di “Cannabis sativa”.

La Cannabis sativa è coltivata per uso tessile, alimentare ed anche per la produzione di carta. La pianta contiene tracce di THC (tetraidrocannabinolo), in quantità diverse a seconda del tipo di canapa.

Per questo motivo l’uso tessile delle fibre di Cannabis sativa è consentito nel rispetto della legge che impone un limite di quantità di THC, oltre il quale la pianta non può essere adoperata.

La storia delle fibre di canapa in Italia ha radici antiche, da ricercare principalmente a Ferrara e in territorio piemontese. In seguito alla sempre più diffusa commercializzazione del petrolio, e di conseguenza, del nilon, il settore tessile si distanziò dalla canapa, ed in qualche modo le grandi aziende petrolifere riuscirono ad influenzare il popolo associando la canapa alla marijuana.

La struttura del materiale in canapa è forte e resistente, motivo per cui le Repubbliche Marinare ne ricavavano corde e tessuto per la creazione delle vele per navi.

A discapito delle sostanze chimiche tossiche prevalenti nei prodotti tessili, che talvolta possono diventare cancerogene e portatrici di dermatiti, una scelta ecologia per ciò che indossiamo sarebbe un gesto solidale per noi stessi e per l’ambiente.

Creatività e impegno sono gli elementi chiave per la realizzazione di un sogno.

Allora perchè non sognare in grande, e farlo insieme alla natura?

La canapa è una pianta che si adatta facilmente a diversi tipi di ambienti, ma predilige specialmente gli ambienti fertili e drenati. La semina avviene intorno al periodo che va da marzo ad aprile, fino a giungere alla mietitura tra luglio e agosto.

Ma veniamo alla questione più concreta: quanto costa?

Circa 300 euro ad ettaro, a cui vanno aggiunti i costi di lavorazione e produzione, per un totale di circa 1000-1200 euro, con un ricavo promettente. Niente di impossibile.

Parliamo di una coltura interessante e, soprattutto, #noninquinante.

 

 

 

Gloria Stella

Gloria Stella

Classe 1992. Sono nata in Salento e me lo porto ovunque io vada. Mi piace scoprire e raccontare tutto quello che vivo scrivendo. Viaggio e rido tanto, e non mi sazio mai.

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