Ebbasta: alcune considerazioni su Corinaldo

Ebbasta: alcune considerazioni su Corinaldo

Ebbasta: alcune considerazioni su Corinaldo

Tutte le volte che succede qualcosa di brutto nel nostro paese inizia la caccia alle streghe e ci si pone sempre gli stessi interrogativi: di chi è la colpa? Il problema è che questa domanda non è quello giusto da porsi, o meglio non è la prima, che invece dovrebbe essere: come si è arrivati a questo punto? Ho fatto tutto questo preambolo per descrivere esattamente ciò che è successo nei giorni seguenti ai fatti di Corinaldo (AN), durante il concerto di Sfera Ebbasta dove, per chi ancora non lo sapesse, sono morte 6 persone di cui 5 ragazzi e una mamma che aveva accompagnato il figlio all’evento. La causa della tragedia è stato l’utilizzo di spray urticante nella folla (a fini di borseggio), che scatenando il panico collettivo, ha portato ad un fuggi fuggi generale come quello della finale di champions league del 2016 in piazza San Carlo a Torino. In un periodo storico dove l’ombra del terrorismo aleggia su qualsiasi evento pubblico, tutto può diventare motivo di psicosi e paura collettiva. Comunque, a seguito di ciò, le indagini sono andate avanti e hanno portato al sospetto responsabile della tragedia: un ragazzo di diciassette anni che avrebbe usato lo spray per derubare le vittime designate. Oltre a lui, l’attenzione si è concentrata sulle responsabilità dei proprietari del locale che accoglieva l’evento (la lanterna azzurra clubbing) che avrebbero fatto entrare molta più gente di quella consentita dalla legge. Purtroppo il limite di capienza non è rispettato nella maggior parte degli eventi tenuti in tutta Italia e ci si accorge del problema solo a seguito di fatti del genere.

Dopo aver appurato ciò, la critica e l’odio collettivo si sono concentrati sull’artista e sul suo “genere” musicale. Parliamo quindi di Sfera Ebbasta, al secolo Gionata Boschetti (classe 1992) principale rappresentante della musica trap italiana. Il suo modo di vestirsi, il suo modo di porsi al pubblico e ovviamente i testi delle sue canzoni hanno attirato l’ammirazione di migliaia di ragazzi, ma anche l’odio da parte di tanti altri, tra cui molti genitori preoccupati dell’effetto diseducativo del personaggio. Ovviamente dopo Corinaldo tutti i media hanno iniziato demonizzarlo, identificandolo come il principale colpevole, non solo della tragedia, ma anche del degrado musico-culturale che c’è in Italia. Orde di genitori indignati hanno iniziato ad augurare i peggiori mali all’artista e i salotti televisivi si sono riempiti di sciacalli pronti a mordere la carcassa di Sfera. Ma chi è questo Sfera? Chi lo ha reso famoso? Chi ci guadagna grazie a lui e ai suoi “testi” pregni di maschilismo e droga? 

Sono gli stessi genitori, quelli che gestiscono i locali, quelli che hanno le società che organizzano eventi, quelli che lavorano per le case discografiche e anche i genitori normali, consci già da tempo dell’ambiente in cui fanno vivere i propri figli. Sfera Ebbasta è il prodotto di questa società, luccicante all’esterno come le dentiere e gli anelli del trapper e marce dentro. Non ci si può meravigliare del successo di questi “artisti”, perché sono semplicemente lo specchio di quello che si sta diventando. Sin dalla metà del novecento fino a poco tempo fa, si sono susseguite nel mondo musicale molte figure controverse, provocatorie e il più delle volte ritenute diseducative dalle generazioni dei più grandi. È sempre stato così, c’è chi dice che fa parte del corso del tempo, delle differenze e degli scontri generazionali, ma è pur vero che ora, nel 2018, si è arrivati ad una spersonalizzazione tale di quello che intendiamo come arte che non ci si trova più di fronte a provocazione o denuncia, ma di fronte a pura esaltazione sull’essere fighi, ricchi e…drogati! La differenza con l’ hip hop o con rap classico, che similmente e spesso utilizzavano toni forti, crudi e politicamente scorretti, sta nel fatto che comunque questi ultimi generi avevano dentro un insegnamento o quantomeno descrivevano delle situazioni difficili dalle quali l’artista desiderava uscire e non, invece, entrarci ancora di più. Alla fine chi ci perde, oltre alle vittime che hanno pagato con la vita, siamo tutti noi che pur di non notare la pochezza che ci circonda tentiamo di scaricare le colpe su tutto e chiunque al di fuori di noi stessi. È veramente arrivato il momento di dire: EBBASTA

Paolo Coronese

Paolo Coronese

leave a comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Create Account



Log In Your Account