“Dirò cosa mi hanno fatto a Dio, gli dirò tutto”

Questa nostra umanità vede tempi assai difficili tra guerre ed eventi della natura che ogni giorno la scuotono e noi, semplici operatori culturali sulle strade della “memoria”, impegnati come siamo a recuperare volti e racconti del tempo che fu ed a valorizzare gli eventi forti del nostro territorio, corriamo il rischio di occuparci del futile o del superficiale o, peggio ancora, dell’inutile.
C’è una fotografia, infatti, c’è un volto, c’è una frase che da qualche tempo mi rende inquieto, insoddisfatto di me e del mio impegno in questi anni pure avvincenti: “Dirò cosa mi hanno fatto a Dio, Gli dirò tutto”, sono le ultime parole di un bambino siriano di appena tre o quattro anni, vittima innocente dei bombardamenti e della guerra che da tempo investe la SIRIA (Papa Francesco inascoltato da quelle nazioni che poi osano definirsi cristiane).
Lo sguardo di questo bimbo, il monito potente di quella sua voce flebile non può lasciarci indifferenti, quel pianto segna indelebilmente la nostra umanità.
Tento di non pensarci, di rimuovere quella immagine e quelle parole, di abbandonarle nel mucchio delle tante immagini atroci di questo tempo senza pace. Provo a dimenticare tutto, tenti di convincermi che in Siria gli uomini hanno tutti torto, ecco perché soffrono o sono in guerra. Ma non ci riesco. Mi viene in mente, quasi a sconvolgere la mia giornata di privilegiato; Dio, che vorrai dirmi adesso, che penserai di me, di noi, ora che la voce candida di questo bimbo Ti ha riferito di persona, che qui non c’è pietà, non c’è giustizia, non c’è amore?
Ma tutto ha un senso, ogni avvenimento ha un nocciolo che salvifica il nostro tempo. Sta a noi rendere feconde le lacrime di questo figlio nostro che ci guarda dal cielo, sta a noi anche meritarci le parole contenute nella lettera di Andrea, il Vigile del Fuoco che a Pescara del Tronto, nella notte tragica dell’ultimo terremoto che ha colpito il centro Italia, non ce l’ha fatta a trarre in salvo una bimba di 9 anni, Giulia, un Angelo che, lo dice Andrea stesso, è già Stella luminosa della nostra vita.
Ed ancora, sta a noi fare memoria della grande carica umana di Daniele, scomparso inaspettatamente il 5 agosto scorso, (ne parleremo più approfonditamente in questo stesso numero). Daniele è un giovane dalla limpida intelligenza ed è testimone a tutto tondo di una verità difficile da praticare, che privilegia i valori che promuovono l’uomo e lo difendono, contrapponendoli con fare semplice ed efficace al mondo del vacuo e dell’illusorio.
Al bimbo siriano, a Giulia e a Daniele, e ai tanti Angeli del nostro tempo, è dedicato questo numero del giornale.
Sembra strano, eppure i drammi che ogni giorno urtano la nostra serenità e fiaccano la nostra fiducia nel futuro, come il Terremoto dei giorni scorsi che ha causato vittime anche giovanissime, ci stimola a trovare il senso vero delle iniziative che in questi anni l’Associazione LA PIAZZA ha proposto nei vari momenti. Capita così, come in questo momento, che ci rimettiamo ancora una volta in cammino, lungo le strade frequentate dalla umanità varia, promuovendo iniziative sociali e, quel che ci è più proprio, ricercando le tracce importanti della nostra antica storia di comunità cittadina, promuovendo progetti di conoscenza del territorio e della città in cui viviamo, cogliendone i cambiamenti avvenuti nel tempo e soprattutto scoprendo le ragioni storiche di fatti ed eventi.
Vi aspettiamo, quindi, appassionati spettatori, delle varie iniziative che già abbiamo in programma e delle quali v’è una sintesi nell’ultima pagina. Ci promettiamo di pubblicare con regolarità il giornale, arricchendolo di una edizione on line più ampia ed articolata, aperta ad ogni possibile forma di collaborazione (www.lapiazzamagazine.com); abbiamo intenzione di portare presto in stampa gli atti dell’ultimo seminario sulla cultura classica, di organizzare seminari, convegni e momenti di approfondimento sui temi che i vari momenti stimoleranno, attingendo alle tante intelligenze delle quali la nostra comunità è particolarmente feconda; è già programmata una Festa popolare (ricordate le “Castagne di Ciccio”?) per il 22 ottobre.
Come potete vedere, quindi, sono numerosi ed importanti i nostri prossimi appuntamenti, resi peraltro possibili dalle nuove collaborazioni, tra le quali spicca quella di Giancarlo Colella, il nostro nuovo Direttore Responsabile, che arricchisce l’impegno della nostra Associazione di fare giornalismo guardano al cuore dell’uomo ed alla giustizia sociale. Grazie a lui, anche grazie a lui, il nostro giornale avrà un cammino più spedito ed apprezzato.
Ovviamente tutto quel che s’è fatto e che si farà lo dobbiamo ai collaboratori che nel tempo hanno condiviso e ci stanno accanto nei vari momenti associativi. Qualcuno è nel mio cuore, vivo più di prima, che sostiene ed accompagna i miei sforzi, sorridendo come prima, come sempre.
Un saluto, infine, ai lettori che sento vicini. È una bella sensazione sapere che sono tanti che salutano con favore l’uscita del giornale e sono molti che, una volta letto, lo conservano in una parte ben visibile della propria biblioteca, felici di condividerne la lettura con amici e parenti.
Ecco, basta questo per dare alfine un senso a ciò che facciamo, pur se gli sforzi sono davvero tanti.
Alla prossima.

Antonio Pasca

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