Cos’è l’informatica giuridica?

Cos’è l’informatica giuridica?

Cos’è l’informatica giuridica?

Nel 1949 Lee Leovinger propose una nuova scienza che abbinava l’informatica al diritto; egli la chiamò Jurimetrics [1]. In questo articolo Leovinger riteneva che l’informatica e l’elettronica- fino ad allora utilizzate solo dall’industria – potessero innovare il sistema dell’antitrust, così che si arrivasse ad un’elaborazione automatica dei dati.

Quindi, con la “giurimetria”, l’informatica entrava in contatto con le materie umanistiche, in particolare con quella giuridica. Leovinger diede un nome a questa sinergia: scientific investigation of legal problem [2], cioè l’informatica giuridica.

Tutto ciò mancò di una base teorica fino al 1963, quando venne pubblicato “Jurimetrics”, scritto da un gruppo di studiosi coordinati da Hans Blaade. Oltre a ciò, Blaade delineò quelli che erano per lui tre possibili campi di applicazione della giurimetria:

  • l’utilizzazione dell’elaboratore elettronico per la ricerca di informazioni;
  • l’applicazione della logica simbolica alle norme ed alle attività giuridiche;
  • l’analisi behavioristica delle decisioni. [3]

In Italia, l’informatica giuridica prende inizialmente il nome di giuscibernetica[4], scienza che Losano definì come “…ogni applicazione della cibernetica al diritto”[5].

Nel 1975 ci fu un’altro tentativo di definire questa nuova materia; fu infatti Vittorio Frosini a creare il termine giuritecnica [6], ma l’espressione che era oramai accettata per definire l’applicazione dell’informatica alle scienze giuridiche era quella di informatica giuridica [7].

Fin qui è evidente come ogni tentativo di dare un quadro teorico approfondito, che vada oltre quanto appena detto, sia fallito. È, infatti, lo stesso Lee Leovinger a sottolineare quanto ciò fosse difficile, sostenendo che «Come in ogni disciplina empirica, la definizione verrà data dall’attività dei suoi cultori e di certo si modificherà ed estenderà, man mano che esperimenti ed esperienze risolveranno problemi specifici»[8].

È stata una realtà italiana a dare all’informatica giuridica una definizione più pratica. Infatti,  il 28 giugno 2005, l’ANDIG (Associazione nazionale docenti di informatica giuridica), diede vita al progetto di un Convegno nazionale dal titolo “L’informatica giuridica oggi” tenutosi a Roma, il 1 dicembre 2005, presso la Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Da quel convegno ne risultò che

 “L’ informatica giuridica e’, nel novero delle varie discipline giuridiche, quella, particolare, unitaria e autonoma, che ha per oggetto sia il diritto dell’informatica, sia l’informatica del diritto. Il primo ha per oggetto lo studio delle leggi che regolano l’uso del computer ed è, quindi, un diritto specializzato, analogo a tutti gli altri diritti particolari, quali, ad esempio, il diritto industriale, bancario, il diritto d’autore, della navigazione, della circolazione stradale etc. Il secondo, invece, studia le ragioni e le modalità dell’influenza che l’informatica può avere sull’evoluzione del diritto, fornendo nuovi strumenti per la sua conoscenza (soprattutto attraverso la ricercabilità computerizzata della legislazione, della giurisprudenza e della dottrina), affrontando il problema dell’applicabilità automatica della legge con conseguente studio delle differenze e delle affinità tra legislazione e software, prospettando la possibilità di migliorare la formulazione delle leggi attraverso tecniche informatiche e, infine, di gestire i processi telematicamente.

Entrambe le componenti dell’informatica giuridica hanno, come presupposto indefettibile e comune denominatore, l’analisi della natura, delle caratteristiche, delle possibilità e dei limiti d’uso del computer”[9].

 

[1] Cfr. L. Leovinger, Jurimetrics, The Next Step Forward, in «Minnesota Law Review», 1949, 33, pp. 455-493

[2] L. Leovinger, Jurimetrics,cit., p. 483

[3] Sul tema dei rapporti tra giurimetria e judicial predicting cfr. anche Taddei Elmi, Corso di informatica giuridica, Napoli, 2003, p. 17 s.

[4] M. Losano, Giuscibernetica. Macchine e modelli cibernetici nel diritto, Torino, 1969

[5] Ivi, p. 107

[6] V. Frosini, La giuritecnica: problemi e proposte, in «Informatica e diritto», 1975, 1, pp. 26-35

[7] Per un percorso più puntuale che descrive la transizione verso l’attuale concetto di Informatica Giuridica. cfr. D. A.Limone (a cura di), Dalla giuritecnica all’informatica giuridica, Milano 1995

[8]  L. Loevinger, The Industrial Revolution in Law, MULL, 1960.

[9] Nota di Renato Borruso (Presidente On. Aggiunto Corte Suprema di Cassazione. Già Dir. del Centro Elettronico di Documentazione della Corte medesima (CED). Docente di Informatica presso la Facoltà di Giurisprudenza della Luiss – Roma), prodotta durante la riunione dell’ANDIG e datata 13 giugno 2005.

Marco Mariano

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