Cooperativa sociale “Lunaria”: l’abbigliamento giusto per “ricucire”

Cooperativa sociale “Lunaria”: l’abbigliamento giusto per “ricucire”

Cooperativa sociale “Lunaria”: l’abbigliamento giusto per “ricucire”

Che dall’astro prossimo alla terra ha il suo nome, pianta, il sugo della cui radice che germoglia, s’usa nell’arte chimica tentando trasformar in oro sodo l’idrargirio”. Padre Francesco Eulalio Savastano, nel 1749, descriveva così la lunaria, nei suoi libri “delle cose botaniche”. Gli alchimisti del Medioevo la consideravano “pianta magica”, in grado di trasformare il mercurio in argento. Per un gruppo di donne della provincia di Parma, nel 1998, i frutti di questa pianta, meglio conosciuti come “medaglioni del Papa”, hanno rappresentato un’occasione di riscatto sociale, realizzando composizioni artistiche di fiori secchi. Si costituiva così Lunaria, cooperativa sociale tutta al femminile. La mission è quella di ospitare nelle proprie strutture giovani donne sole e nuclei madre/bambino attivando percorsi finalizzati all’autonomia e all’integrazione sociale.

Tra le “medaglie” di Lunaria, ho conosciuto Elisabetta Montagna. Laurea in filosofia, con alle spalle una carriera in un’azienda di moda, sceglie in età matura di dedicarsi al terzo settore. L’imprinting imprenditoriale nel fashion è il valore aggiunto che ha saputo rendere in Lunaria. Sua l’idea del laboratorio sartoriale che attraverso la produzione di oggetti tessili crea nuove opportunità di inserimento lavorativo alla donna ospite.

Abiti, cappotti, gonne, borse, accessori di ogni tipo dall’abbigliamento all’arredamento, all’insegna dell’eleganza e del sociale. Una produzione che fa proseliti in diverse mostre ed eventi. Come il mercato dei fiori “Nel segno del giglio”, appuntamento annuale che accoglie l’arrivo della primavera nel giardino storico della Reggia di Colorno. <<L’ascolto, la comprensione, il sostegno emotivo. Tutte virtù necessarie al benessere di una persona. Ma se poi si rimane senza lavoro? Senza un impiego, senza un’occupazione dignitosa, non si costruisce nulla>>. Di lavoro da dare alle donne in questo periodo non ne è mancato. L’atelier di Lunaria ha avviato la produzione di mascherine in puro cotone, la varietà delle trame permette di abbinarle ad ogni outfit. Tutte conformi, s’intende, agli standard sanitari.

Cosa bolle in pentola per il prossimo autunno? <<Nessuna progettualità imminente.>> In progress la collaborazione con Emc2, il colosso parmigiano della cooperazione sociale. <<Crediamo di trovare punti di collaborazione mirati all’infanzia, all’arte e alla musica, tutti funzionali allo sviluppo di percorsi riabilitativi, formativi e didattici.>> Come cambierà la moda post-Covid? <<Duole dirlo perché stiamo parlando di un evento sciagurato come una pandemia. Ma credo che Covid darà una marcia in più quanto a produttività economica del settore. Banalmente per la creazione di articoli che prima non esistevano. Quanto a noi di Lunaria, per la prima volta, ad agosto non siamo andati in ferie. Tutto questo ha solo del positivo perché ha permesso alle nostre donne di avere più opportunità e di creare più lavoro, più dignità.>>

Giulio Pasca

Giulio Pasca

Classe 1992, una laurea in Medicina e una passione viscerale per il noir

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